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Il Regno di Spagna (in spagnolo Reino de España, in latino e in italiano arcaico Hispania) è uno Stato democratico sotto forma di monarchia parlamentare dell'Europa sud-occidentale. Assieme a Portogallo, Andorra e Gibilterra forma la penisola iberica. A nordest confina, separata dai Pirenei, con Francia e Andorra, mentre a sud con Gibilterra (colonia del Regno Unito). Nel continente africano, tramite le città autonome di Ceuta e Melilla, sue exclavi, confina col Marocco. Ha dei contenziosi con il Portogallo per la cittadina di Olivenza e per le isole Selvagge che si trovano tra Madera e le Canarie, col Regno Unito per Gibilterra e col Marocco per Ceuta e Melilla. Alla Spagna appartiene infine l' exclave di Llívia, così come l'isola dei Fagiani nel fiume Bidasoa (in condominio con la Francia). La Spagna ha una superficie di 504.645 km² e conta circa 46,661,950 abitanti (2009). All'interno della penisola iberica la Spagna occupa oltre l'80% del territorio. Fin dal 1561 la capitale è Madrid, che con più di 3 milioni di abitanti (circa 6 milione nell'area metropolitana) è anche la città più popolosa. La lingua ufficiale dello stato è il castigliano, chiamata comunemente spagnolo. Sono parlate inoltre il catalano, il basco, il galiziano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome e protette dalla Costituzione spagnola. A queste va aggiunta una varietà dell'occitano, l'aranese (aranes) parlato in Val d'Aran, in Catalogna, in regime di coufficialità con il castigliano e il catalano. Sono anche riconosciute dai rispettivi statuti di autonomia il leonese e l'aragonese. Esistono altre lingue all'interno dello Stato che non hanno però carattere ufficiale. Dal 1982 fa parte della NATO. Dal 1º gennaio 1986 è membro dell'Unione europea.
Etimologia
Il nome di España deriva dal latino Hispania, termine utilizzato dai romani fin dal III secolo a.C., per indicare l'intera penisola iberica e l'insieme delle province, da essi costituite, che successivamente la conformeranno. Tale termine si venne gradualmente ad imporre su quello greco di Iberia, che passò ad avere (ed ha tuttora) connotazioni puramente geografiche. Tuttavia, non avendo la parola Hispania nessuna radice che potesse riallacciarsi al latino antico né all'indoeuropeo, si è molto speculato sulle sue possibili origini, le quali hanno dato luogo a numerose ipotesi. Ipotesi feniciaNon solo è la più diffusa, ma è anche quella che storicamente sembra avere maggior fondamento. Secondo tale ipotesi l'etimologia di Hispania potrebbe derivare:
Ipotesi grecaDue sono le principali congetture che si sono fatte su una possibile derivazione di Hispania dal greco:
Ipotesi autoctonaSi basa sulle seguenti etimologie:
Bandiera
La bandiera spagnola fu voluta dal re Carlo III nel 1785. È formata da 2 strisce orizzontali rosse e una grande gialla; colori facilmente individuabili in mare. All'interno si notano lo stemma nazionale, formato dell'aggiunto degli stemmi della Castiglia (un castello d'oro su sfondo rosso), Leòn (un leone rampante color porpora), Aragona (4 strisce verticali su sfondo oro), Navarra (catene d'oro su sfondo rosso) e Granata (una melagrana con foglie verdi), sotto una corona reale e tra le due Colonne d'Ercole (che rappresentano lo stretto di Gibilterra) con il distintivo Plus Ultra, in riferimento alla espansione imperiale spagnola. Geografia
Posizione: Penisola Iberica, Europa occidentale. MorfologiaLa forma del territorio spagnolo è tozza e poco articolata. Possiamo distinguervi 3 regioni geografiche:
Monti
Pianure
Vulcani
IdrografiaIl più grande fiume è quello dell'Ambeba, geologicamente molto antico. FiumiI fiumi sono numerosi ma hanno un regime irregolare, che ne limita lo sfruttamento come vie di comunicazione. I principali sono:
LaghiNon esistono laghi naturali di grandi dimensioni; esistono però numerosi bacini artificiali per l'irrigazione e per l'elettricità. I più estesi prendono il nome, in spagnolo, di pantanos (pantano de Alcántara). Inoltre i laghi spagnoli influiscono molto anche sulle pianure; che si trovano la maggior parte delle volte vicino al bacino di un lago o sulle coste. Coste
La costa atlantica nei Paesi Baschi, caratterizzata da paesaggi verdi, scogliere e vento forte
A parte i confini con Francia, Andorra, Gibilterra e Portogallo, la Spagna nel territorio rimanente è completamente circondata dal mare, precisamente dall'Oceano Atlantico a nord, nord-ovest ed un piccolo tratto del sud-ovest, nonché dal Mar Mediterraneo a nord-est, est, sud-est e sud fino alle Colonne d'Ercole. Alla penisola iberica vanno aggiunte le Canarie completamente nell'Atlantico e le Baleari completamente situate nel Mediterraneo. Per l'enorme lunghezza delle sue coste e la notevole diversità di posizione fra di esse, la Spagna presenta tratti litorali diversissimi. La costa Atlantica, chiamata nel tratto più orientale Mar Cantabrico (che è a sua volta parte del Golfo di Biscaglia), è caratterizzata da suggestive baie alternate da scogliere suggestive lavorate dal forte vento oceanico e dalle numerose piogge. Soprattutto nella parte più occidentale la costa è frastagliata ed incisa da strette e lunghe insenature, chiamate rias, tipiche della Galizia, incastonate in tratti scoglieri molto impervi, fra tutti la celebre Costa della Morte.
Costa mediterranea vicino Alicante, con spiagge lunghe e intenso sfruttamento turistico
Completamente diversa è la costa mediterranea, molto più dolce e poco frastagliata, con eccezione del golfo di Valencia e dell'area deltizia dell'Ebro e di alcuni promontori, anche se presenta comunque tratti scoglierosi, e soprattutto dal clima molto più mite e adatto al turismo di balneazione. Si affacciano sulla costa mediterranea numerose città famose come Barcellona, Valencia e Malaga, oltre a località spiccatamente balneari come Lloret de Mar o Tarifa. Viene divisa geograficamente in più parti: la più settentrionale è la Costa Brava, che si estende dal confine francese fino a Barcellona; la Costa Daurada si estende dal capoluogo catalano fino a Tortosa; la Costa de Azahar fino a Dénia includendo anche il Golfo di Valencia; la Costa Blanca fino a Cabo de Gata; ed infine la Costa del Sol che bagna tutta la Spagna meridionale fino allo Stretto di Gibilterra. La costa mediterranea è stata meno preservata di quella Atlantica, meno adatta al turismo di massa, e ha visto notevoli abusi edilizi. GolfiNel Mediterraneo spagnolo il golfo più esteso è quello di Valencia, mentre, nella Spagna atlantica, il Golfo di Biscaglia. IsoleLe isole principali sono raggruppate in due arcipelaghi: le Isole Baleari e le Isole Canarie. Le Baleari sono situate nel Mediterraneo, non lontano dalle coste della Comunità Valenziana e sono composte da quattro isole principali, Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. Le Canarie invece sono situate nell'Atlantico, al largo del Marocco meridionale e a oltre 1000 km a sud-ovest della penisola iberica. Geograficamente appartenengono al continente africano. Sono Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, Tenerife, La Palma, La Gomera ed infine El Hierro. Ci sono poi altre isole minori, molto più piccole, come le Isole Cies. ClimaLa Spagna ha tre tipi diversi di clima:verso l' oceano prende il nome di clima oceanico(molto umido e piovoso) al centro continentale(freddo in inverno e caldo in estate ) e sul mediterraneo il clima mediterraneo(inverni miti ed estati calde). La Spagna non ha un clima uniforme. Infatti il territorio spagnolo si può suddividere in almeno sei regioni climatiche principali:
DemografiaGruppi etniciLa popolazione è costituita in massima parte da spagnoli appartenenti a diversi gruppi etnico-linguistici (castigliani, catalano-valenciani, galiziani, baschi, ecc) e da una minoranza di stranieri che, agli inizi del 2008, rappresentava oltre l'11% della popolazione globale: 5,2 milioni su 46 milioni circa[2]. Le comunità autonome dov'è più consistente la presenza di collettività straniere sono la Catalogna, con oltre un milione di unità, Madrid, con quasi un milione e la Comunità Valenziana, con circa 800.000. Notevole è la presenza di immigrati dell'Europa orientale (soprattutto rumeni, che attualmente rappresentano la comunità allogena più numerosa del Paese), nordafricani, molti dei quali clandestini (impiegati soprattutto nelle aziende agricole della Spagna Meridionale), e latinoamericani. PopolazioneLa conformazione del territorio condiziona una distribuzione non equilibrata della popolazione: sulle coste, lungo le valli dei fiumi e nelle zone economicamente più progredite, in cui sono sviluppate l'agricoltura e le industrie, la densità supera i 300 abitanti per km². In molte aree della meseta, invece, la densità è al di sotto dei 25 ab. per km². La popolazione urbana (77%) è costantemente in crescita. La popolazione totale della Spagna era, secondo le stime dell'anno 2009, di 46.661.950 abitanti, con una densità media di 91,4 abitanti per km², suddivisa in nelle varie comunità autonome che fanno parte del Regno. Il fenomeno dell'urbanizzazione è abbastanza recente, ed oggi il 70% degli Spagnoli vive nelle città, che sono cresciute in modo caotico e con forti problemi di inquinamento. Il territorio del Paese è diviso in comunità autonome che, in considerazione della diversa storia, godono di una discreta autonomia. Suddivisioni amministrativeComunità autonome
La Spagna è suddivisa in 17 comunità autonome (comunidades autónomas, al singolare: comunidad autónoma) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome: Ceuta e Melilla (designate ufficialmente come Plazas de Soberanía en el Norte de África). Gibilterra è rivendicata dalla Spagna. Ceuta, Melilla e altri piccoli isolotti, che si estendono su 0,65 km² e contano 312 abitanti sono i resti del vasto impero coloniale che il paese possedeva. In totale la Spagna ha 31,65 km² di territori nell'Africa del Nord, popolati da 138.228 abitanti. Province
In precedenza suddivisioni territoriali di grande importanza, a partire dall'introduzione del sistema delle comunità autonome le province hanno visto diminuire i loro poteri. Sono ancora utilizzate come distretti elettorali, per la codifica postale e come riferimenti geografici. Sette comunità autonome sono composte da una sola provincia: Asturie, Isole Baleari, Cantabria, La Rioja, Madrid, Murcia, e Navarra. Municipi
Le province sono al loro volta suddivise in comuni o municipi (in spagnolo municipio). A capo del municipio c'è l'alcalde. Prime 10 città [3]
Principali aree metropolitane
Lingue
Lingua ufficiale è il castigliano (noto anche come spagnolo). In alcune comunità autonome rivestono carattere di coufficialità (con il castigliano) il catalano/valenziano (Catalogna, Baleari, Comunità Valenciana) il gallego (Galizia) e il basco (Euskadi, Navarra). Lo Stato spagnolo e le amministrazioni periferiche proteggono ed incoraggiano l'uso, in ambito locale, di alcune lingue e parlate che però non godono dello status di coufficialità come l'asturiano, il leonese, il dialetto d'Estremadura, l'aragonese. Nel Valle d'Aran è riconosciuto ufficialmente, accanto al castigliano e al catalano, anche l' aranese, varietà di guascone del gruppo linguistico occitano. Religioni
Il duomo di Santiago de Compostela
Storia
Nell'antichità (a partire dal X secolo a.C. circa) le popolazioni autoctone dovettero fare spazio a dominatori esterni, provenienti sia dal mondo mediterraneo (Fenici, Greci ed Iberi), che dall'Europa centrale (Celti). Negli ultimi decenni del III secolo a.C. il territorio ispanico divenne un campo di battaglia fra Cartagine, che controllava già parte della penisola iberica, e Roma. Quest'ultima si impose come potenza egemone ed occupò l'intera regione per ben sei secoli. Roma diede alla Spagna la propria lingua, la propria cultura, le proprie istituzioni politiche, il proprio diritto, in altre parole forgiò, allora e per sempre, l'identità dell'Hispania antica e della Spagna odierna. I primi abitanti furono i Celtiberi,nati dalla fusione tra Celti e Iberi. Il cristianesimo giunse molto presto nella penisola (II-III secolo) e vi si impiantò saldamente. Nel V secolo la Spagna fu invasa da popoli germanici, Alani, Vandali, Svevi e Visigoti. Questi ultimi costituirono un regno che si estese, fino agli inizi del VI secolo, in Gallia ed Hispania, ma che successivamente (prima metà del VI secolo) acquistò connotazioni spiccatamente iberiche (la stessa capitale fu trasferita da Tolosa a Toledo). Nell'VIII secolo l'Islam fece la sua comparsa in Spagna, annientando il Regno visigoto e dominando la massima parte della penisola per secoli, senza riuscire però a cancellare l'impronta latina e le credenze cristiane delle popolazioni autoctone. A partire dall'XI secolo i musulmani iniziarono ad arretrare davanti alle armi cristiane impegnate nella Reconquista, ma la loro espulsione definitiva dal suolo spagnolo poté avvenire solo nel 1492, ad opera dei due Stati cristiani affermatisi come grandi potenze in età bassomedievale: il Regno di Castiglia e il Regno di Aragona. Si può effettivamente iniziare a parlare di Regno di Spagna a partire dal 1492 finita la Reconquista e con il matrimonio tra Isabella I Regina di Castiglia e León e Ferdinando V re d'Aragona. In effetti non esiste una data certa che definisca la nascita effettiva del Regno di Spagna. Difatti con sicurezza si può dire che dopo la morte di Carlo V (Carlo I di Spagna), con l'avvento degli Asburgo e in particolare nella seconda metà del XVI secolo il regno assunse definitivamente in tutta Europa il nome di Spagna (o di Spagne). In realtà le due parti che lo costituivano, il regno di Castilla e León e la Corona d'Aragona, pur se unite dinasticamente, continuarono a mantenere delle caratteristiche statuali proprie fino all'avvento della casa di Borbone, agli inizi del XVIII secolo. Solo allora avvenne una vera e propria unione politica fra tali Stati e l'inizio di un lento processo di fusione che, in alcune regioni, si è protratto fino ai giorni nostri (e forse non si è ancora concluso). Grande potenza della politica europea e mondiale per oltre tre secoli, fino al Congresso di Vienna, la Spagna perse nel secondo e terzo decennio dell'Ottocento quasi tutto il proprio impero coloniale, acquisendo un ruolo sempre più marginale rispetto alle nuove grandi potenze europee. Nell'epoca liberale si accentuarono inoltre i conflitti politici interni, sia dinastici che territoriali. Negli anni trenta del XX secolo la Spagna fu una repubblica laica e quasi federale, rovesciata, dopo una sanguinosa guerra civile (1936-1939), da una dittatura militare nazionalista guidata dal generale e poi Caudillo Francisco Franco. La dittatura ebbe termine solo quarant'anni più tardi con la morte di Franco (1975) e l'ascesa al trono di re Juan Carlos. Ordinamento dello Stato
Secondo la Costituzione del 1978, la Spagna è una monarchia ereditaria parlamentare, dove il re ha un ruolo di rappresentanza, ma anche di garante dell'unità e della democrazia. Il potere esecutivo è nelle mani del Consiglio dei Ministri (Consejo de Ministros), retto da un Presidente del Governo, cui il parlamento dà e toglie la fiducia. Il potere legislativo è attribuito a un parlamento bicamerale (Cortes Generales) con mandato quadriennale, composto da
Il potere giudiziario è indipendente. PoliticaPartiti politici ed elezioni democraticheIl sistema politico è basato sul multipartitismo, ma da tempo due sono i partiti dominanti: il Partito Socialista Operaio Spagnolo (di centro-sinistra) e il Partito Popolare (di centro-destra). I due partiti dominanti si alternano al potere, ma quasi sempre, a causa del sistema elettorale , dopo le elezioni devono forgiare coalizioni con partiti minori. Il partito socialista ha guidato il governo dal 1982 al 1996 (governi di Felipe González) e dal 2004 a oggi (2008) (governi di José Luis Rodríguez Zapatero); il partito popolare dal 1996 al 2004 (governi di José Maria Aznar). Organizzazioni internazionali cui la Spagna ha aderito
EconomiaEspansione economica e congiuntura attualeLa politica di modernizzazione franchista (rilancio dell'agricoltura, miglioramento della rete dei trasporti, investimenti industriali e apertura al turismo internazionale) diede solo risultati parziali. Il vero decollo economico del paese si è avuto con l'ingresso nella CEE (1986): il Prodotto interno lordo è quasi triplicato tra il 1980 e il 1992; gli scambi con i partner europei hanno avuto in aumento del 20%; la produttività industriale è cresciuta grazie agli investimenti in beni strumentali; le entrate turistiche in valuta hanno permesso di riequilibrare parzialmente la bilancia dei pagamenti. L'ingresso nell'UE e la democrazia hanno inoltre permesso alla Spagna l'apertura verso i mercati esteri e l'espansione delle imprese nei Paesi Latinoamericani, dove la Spagna è il primo investitore estero. Si parla perciò di reconquista económica. Tuttavia, nei primi anni '90, la recessione internazionale ha messo in evidenza difficoltà strutturali, in primo luogo la forte dipendenza da capitali stranieri (oltre il 40% delle imprese sono controllate da gruppi inglesi, francesi, italiani e tedeschi[6]). Nel 1992-93 gli investimenti esteri sono calati, aggravando la già drammatica crisi occupazionale (tasso di disoccupazione del 22% nel 1992), e la peseta ha subito tre svalutazioni. A metà degli anni '90 è invece cominciata una fase di sostenuta crescita economica (incremento annuo del PIL del 3% tra il 1996 e il 2004), che ha interessato soprattutto alcune regioni (Catalogna, Aragona, Navarra, Valencia) e ne ha solo sfiorato altre (Andalusia, Canarie). Il boom economico ha segnato durante i primi mesi del 2008 una forte battuta d'arresto, conseguentemente alla crisi di alcuni settori industriali e in primo luogo di quelli legati all'edilizia, trainanti per la crescita economica del Paese, diminuita in un anno di quasi di 2 punti percentuali. La tendenza si sta confermando nel 2009,durante il quale, secondo le stime, il PIL diminuirà di oltre il 4,2%. Il 2009 sarà, secondo gli economisti, un anno devastante per l'economia spagnola, che subirà gli effetti della crisi economica, amplificati per via della sua economia fortemente dipendente dal settore immobiliare della Visentin. Il centro trainante dell'economia del Paese è, oltre a Madrid, la Catalogna (in particolare l'area metropolitana di Barcellona), che produce circa 1/5 dell'intera ricchezza spagnola. Nel dicembre 2009 al paese iberico è stato attribuito il primo posto nel Misery Index di Moody's[7][8], classifica costruita sommando disoccupazione (19,1% nel 2009) e rapporto deficit/pil (10,1%): la Spagna, con 30 punti, «è il paese più a rischio d'Europa» (anche più di Grecia, Lettonia e Lituania) ed è entrata nella lista dei "sorvegliati speciali" Ue[9]. La crisi mondiale ha avuto infatti effetti disastrosi sull'economia spagnola: il rapporto deficit/Pil è passato dal 34% del 2007 al 67% del 2009, i debiti di famiglie e imprese sono schizzati al 177% del Pil, i disoccupati sono arrivati a quota 4 milioni (la disoccupazione è passata dall' 8,3% del 2007 al 19,1% del 2009). Secondo l'economista turco Nouriel Roubini «la Spagna rischia di sperimentare una crescita zero per un decennio, come è successo al Giappone», mentre per lo statunitense Michael Spence (premio Nobel per l'economia nel 2001) «la Spagna deve, temo, aspettarsi un periodo di crescita molto lenta, e di serie difficoltà interne»[10]. Prodotto interno lordo e sua composizioneNonostante la crisi, la Spagna è oggi la decima potenza economica mondiale(dietro a Stati Uniti,Giappone,Cina,India,Germania,Gran Bretagna,Francia,Italia e Brasile), con un PIL totale di oltre 1400 miliardi di dollari (2007). Le attività economiche del paese hanno il loro baricentro nella città di Barcellona(definita "la Milano della Spagna" proprio per la sua peculiarità di essere il maggior centro commerciale,industriale,finanziario e culturale della Paese)e nella corrispondente regione della Catalogna,la quale,grazie alla sua posizione geografica privilegiata,vicino alle altre grandi potenze Europee(quindi luogo di transito obbligatorio di tutti i traffici via terra da e per la Spagna) e affacciata sul Mediterraneo(Barcellona è infatti il maggior porto del paese),è caratterizzata da un'economia estremamente avanzata e competitiva su scala internazionale, tanto che la regione stessa fa parte dei "Quattro motori d'Europa". La composizione del Prodotto interno lordo spagnolo è la seguente:
Turismo
Il turismo è la maggiore fonte di entrate in Spagna, che negli ultimi anni si è affermata come la seconda potenza al mondo del settore (sia per numero di turisti, dopo la Francia, che per ricavi, dopo gli Stati Uniti d'America) e la meta turistica più frequentata del Mediterraneo, scavalcando nelle statistiche Italia e Grecia. I luoghi più visitati dai turisti stranieri sono, secondo le ultime statistiche del settore (relative all'anno 2006): la Catalogna, le Baleari e l'Andalusia, mentre il turismo nazionale predilige (nell'ordine): l'Andalusia, la Catalogna e la Comunità Valenziana[12]. Fra le città sono particolarmente frequentate: la capitale, Barcellona, Santiago de Compostela (molti percorrono il famoso cammino), e le città d'arte andaluse (Siviglia, Cordoba, Granada ecc.) e castigliane (Toledo, Salamanca, Segovia, ecc.) Ricordiamo comunque che in Spagna il turismo (sia straniero che nazionale) è in massima parte playero, ha cioè come destino principale le coste e le spiagge, soprattutto del Mediterraneo. Fra queste ultime sono particolarmente frequentate la Costa Brava, la Costa Dorada, la Costa Blanca, la Costa del Sol e le spiagge delle Baleari. Note
Voci correlate
Personaggi originari della Spagna
Altri progetti
Collegamenti esterni
Questions for article: corrida espangne, piazza di spania, scalinata di spania |
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