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Il Real Madrid Club de Fútbol, abbreviato in Real Madrid, è una società polisportiva spagnola di Madrid fondata il 6 marzo 1902 e composta principalmente dalla nota sezione calcistica e da una cestistica. Nel corso degli anni il Real Madrid è riuscito a imporsi a livello nazionale e internazionale, cogliendo una serie notevole di vittorie, tra cui i 9 successi nella UEFA Champions League (primato), di cui 5 consecutivi dalla prima edizione, nel 1956. La squadra fu eletta Club del Secolo dalla FIFA dopo un sondaggio nella sua rivista istituzionale, FIFA World Magazine, il 23 dicembre 2000[1]. Inoltre il club è stato incoronato miglior del XX secolo in Europa dall'IFFHS il 10 settembre 2009[2]. Attualmente è il club più ricco del mondo con 365,8 milioni di euro e grazie alle sue enormi capacità economiche la società è riuscita a mettere a segno il colpo di mercato più dispendioso della storia: Cristiano Ronaldo, acquistato per la cifra di 93 milioni di euro dal Manchester United nel 2009. Il Real Madrid disputa le partite interne nello stadio Santiago Bernabéu, che può ospitare più di 80.000 spettatori e detiene il record mondiale di imbattibilità, essendo rimasto inespugnato per 121 turni di campionato tra il 1957 e il 1965. Secondo la Deloitte Football Money League, i ricavi del Real Madrid sono tutt'ora di 275,7 milioni, che ne fanno il club più ricco del mondo prima del Manchester United, che era rimasto in vetta per otto anni[3]. CalcioIl Real Madrid deve la sua fama soprattutto alla sua squadra di calcio, la più vincente nella storia sia del calcio spagnolo che delle competizioni UEFA per club [4], ed è uno dei club con più tifosi. Militante nella Primera División spagnola fin da quando è stata creata la Liga (1929, al pari di Barcellona e Athletic Bilbao), detiene il record di titoli nazionali vinti (31) nonché il primato di vittorie in Coppa dei Campioni (9). Il club può vantare uno dei palmarès più prestigiosi, che annovera altresì 17 Coppe di Spagna, 8 Supercoppe di Lega, 2 Coppe UEFA, una Supercoppa europea e 3 Coppe Intercontinentali. Questa bacheca fa del Real Madrid la terza squadra per numero di trofei vinti a livello internazionale ex aequo con l'Independiente: con 15 trofei è alle spalle del Milan e del Club Atlético Boca Juniors , primi con 18. La squadra venne chiamata originariamente Madrid Club de Fútbol e successivamente venne aggiunto Real a seguito della benedizione ricevuta nel 1920 da Alfonso XIII Re di Spagna. I giocatori del Real Madrid vengono chiamati merengues per via del colore della maglia che ricorda quello della meringa. Per un certo periodo (in concomitanza con le due presidenze consecutive di Florentino Pérez) i giocatori sono stati soprannominati anche Los Galacticos (I Galattici), per via della presenza di tante stelle nell'organico. Lo stadio di casa è il celebre "Santiago Bernabéu" di Madrid, intitolato all'omonimo presidente e che ha una capacità di 80.354 spettatori (il 16° al mondo per capienza) e un campo da gioco di 106 per 72 metri. In Spagna il club è noto come el Madrid (il Madrid), in contrapposizione con l'Atlético (el Atlético), mentre in Italia è conosciuto come il Real, abbreviazione che nel contesto calcistico spagnolo non sarebbe caratteristica del Real Madrid, essendo il nome "Real" comune a molti club spagnoli. StoriaA Madrid il calcio fu introdotto dai professori e dagli studenti del Institución Libre de Enseñanza, tra cui c'erano molti laureati a Oxford e Cambridge. Nel 1895 costoro fondarono il club Football Sky, che giocava la domenica mattina a Moncloa. Nel 1900 questo club si divise in due società diverse: il New Foot-Ball de Madrid e il Club Español de Madrid. Il presidente di quest'ultimo club era Julián Palacios, anch'esso divisosi il 6 marzo 1902 con la costituzione del Sociedad Madrid FC. Il primo presidente era Juan Padrós Rubió, il primo segretario Manuel Mendía e il primo tesoriere José de Gorostizaga. Juan Padrós Rubió sarebbe poi stato rimpiazzato dal fratello Carlos Padrós. Santiago BernabéuPrima di diventare presidente nel 1945, Santiago Bernabéu Yeste aveva già svolto le mansioni di giocatore, capitano della prima squadra, finanziatore e direttore del club, in un sodalizio con la società madrilena che durò per oltre 70 anni. Assunse l'incarico di ricostruire il club dopo la Guerra civile spagnola e, sotto la sua presidenza, edificò lo Stadio Santiago Bernabéu e la Ciudad Deportiva. Riorganizzò anche il club a tutti i livelli in quella che sarebbe diventata la normale gerarchia operativa dei club professionistici in Europa, dotando ogni sezione e ogni livello di squadre tecniche indipendenti e arruolando assistenti validi come Raimundo Saporta. A partire dal 1953 adottò una strategia nuova, decidendo di mettere sotto contratto giocatori di classe mondiale provenienti dall'estero, il migliore dei quali fu Alfredo Di Stéfano, e costruì la prima vera squadra multinazionale. Durante la presidenza di Bernabéu con il Real Madrid giocarono molti dei nomi leggendari della squadra: dal già citato Alfredo Di Stéfano a Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa, José Santamaría, Miguel Muñoz, Amancio, Santillana, Juanito e José Antonio Camacho. Nel 1955, sviluppando l'idea proposta dal giornalista de L'Equipe Gabriel Hanot e nell'intento di ripensare la formula della Coppa Latina (torneo riservato a squadre di Francia, Spagna, Portogallo e Italia), Bernabéu incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi Bedrignan e Gustav Sebes e creò la Coppa dei Campioni, oggi nota come UEFA Champions League. Posta sotto l'amministrazione dell'UEFA, è ora la competizione più importante del mondo. Fu sotto la presidenza Bernabéu che Real Madrid si stabilizzò come una potenza calcistica sia in ambito spagnolo sia in ambito europeo. Prima di morire nel 1978, Bernabéu era stato al timone del club per 35 anni, durante i quali aveva vinto una Coppa Intercontinentale, 6 Coppe dei Campioni, 16 campionati spagnoli e 6 Coppe del Re. I successi in patriaLa metà degli anni Cinquanta vide la dirigenza del Real Madrid creare una rosa di prim'ordine che comprendeva, tra gli altri, Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa e José Santamaria. Questi giocatori formarono il nucleo della squadra che avrebbe dominato la seconda parte del decennio. Nel 1954 la formazione della capitale vinse la Liga per la prima volta in 20 anni con il nome Real Madrid e si riconfermò campione di Spagna nel 1955. Conquistò due altri titoli spagnoli nel 1957 and 1958, dato che nel 1956 l'Athletic Bilbao fu l'unica squadra capace di interrompere la sequenza. Nel 1959 e nel 1960 la vittoria della Liga andò al Barcellona, ma tra il 1961 e il 1980 il Real Madrid tornò a dominare il campionato spagnolo, vincendone 14 edizioni, tra cui una striscia di cinque titoli consecutivi (1961-1965) e due strisce di tre titoli di fila (1967-1969 e 1978-1980). Fu in quest'epoca che vestirono la maglia del club giocatori leggendari come José Antonio Camacho, Uli Stielike e Juan Gómez Gonzalez. Nei primi anni Ottanta il Real Madrid perse lo scettro della Liga, ma dal 1986 inaugurò una nuova serie di vittorie, inanellando cinque successi consecutivi nel torneo (1986-1990). Di questa squadra facevano parte Hugo Sánchez e la celebre Quinta del Buitre, formata da Emilio Butragueño, Manolo Sanchís, Martín Vazquéz, Míchel e Miguel Pardeza. I successi internazionaliOltre ai successi nazionali, la fama di grande squadra il Real Madrid la guadagnò con le straordinarie prestazioni in Coppa dei Campioni. Ad oggi il Real Madrid è la squadra incoronata più volte campione d'Europa, potendo vantare 9 trionfi continentali. Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás e altri giocatori celebri aiutarono il club a vincere la Coppa dei Campioni per cinque volte consecutive tra il 1955-1956 e il 1959-1960. Tra le partite memorabili ci sono il 7-3 contro l'Eintracht Francoforte nella finale dell'Hampden Park del 1960, davanti alle telecamere della BBC e dell'Eurovisione e a un pubblico di oltre 135.000 spettatori, la più grande affluenza per una finale di Champions League. La società madrilena vinse la competizione per la sesta volta nel 1966, sconfiggendo prima l'Inter in semifinale e poi il Partizan Belgrado per 2-1 in finale con una squadra interamente composta da giocatori spagnoli, la prima nella storia della manifestazione. Si noti come solo Paco Gento giocò in tutte e sei le edizioni vinte dal Real Madrid. Il club fu finalista perdente nel 1962, nel 1964 e nel 1981. In virtù delle cinque vittorie consecutive nel torneo al Real Madrid fu conferito il trofeo originale e fu dato il diritto di vestire la coccarda d'onore dell'UEFA. La formazione di Madrid ha vinto anche 2 Coppe UEFA ed è stata per due volte finalista perdente in Coppa delle Coppe. A livello di partecipazioni in Europa ha saltato due stagioni: 1977-1978 e 1996-1997, entrambe per mancata qualificazione. Nell'estate del 1996 il presidente Lorenzo Sanz ingaggiò come allenatore Fabio Capello, reduce da un quinquennio di successi con il Milan. Benché la sua esperienza sulla panchina della squadra spagnola durò solo una stagione, conclusasi con la vittoria della Liga, la squadra costruita dall'allenatore italiano, che comprendeva campioni come Raúl, Predrag Mijatović, Fernando Redondo, Fernando Hierro, Davor Šuker, Clarence Seedorf e Roberto Carlos, aveva aperto un ciclo vincente, tanto che due anni dopo pose fine all'astinenza del Real Madrid nel massimo torneo continentale. Sotto la guida tecnica di Jupp Heynckes batté infatti la Juventus per 1-0 nella finale della Champions League 1997-1998. La società si fregiò del titolo di campione d'Europa anche nel 2000 e nel 2002 sotto la guida tecnica di Vicente Del Bosque, con formazioni piene di stelle di prima grandezza: Fernando Morientes, Steve McManaman, Luís Figo, Iker Casillas e Zinedine Zidane. Il Real Madrid ha conquistato anche 3 Coppe Intercontinentali, ottenute superando Peñarol, Vasco da Gama e Olimpia Asunción rispettivamente nel 1960, nel 1998 e nel 2002. Gli anni di Quinta del BuitreAlla generazione dei giocatori cresciuti nelle giovanili del Real Madrid che resero vincente il club a livello nazionale negli anni Ottanta fu assegnato il nomignolo Quinta del Buitre. L'epiteto (Coorte dell'Avvoltoio) derivava dal soprannome dato al membro più carismatico della squadra, Emilio Butragueño. Gli altri quattro componenti erano Manolo Sanchís, Martín Vázquez, Míchel e Miguel Pardeza. Sanchís e Martín Vázquez furono i primi a giocare con la prima squadra del Real Madrid: il loro debutto risale ad una partita contro il Murcia giocata il 4 dicembre 1983. L'allenatore Alfredo Di Stéfano schierò i due giovani tra i titolari dall'inizio. Entrambi giocarono sorprendentemente bene e Sanchís riuscì anche a segnare il gol della vittoria. Pochi mesi dopo, il 5 febbraio 1984, Emilio Butragueño debuttò in squadra in una partita sul campo del Cadice. El Buitre ("L'Avvoltoio") fu una rivelazione e segnò una doppietta già nella sua prima apparizione. Pardeza fu aggregato alla prima squadra in quella stagione e Míchel all'inizio di quella seguente. Con La Quinta del Buitre (ridotta a quattro componenti quando Pardeza lasciò il club per il Saragozza nel 1986) il Real Madrid poteva vantare una delle migliori squadre spagnole ed europee durante la seconda metà degli anni '80 e vinse anche 2 Coppe UEFA e 5 campionati spagnoli di seguito. L'unica macchia fu la mancata conquista della Coppa dei Campioni. Martín Vázquez andò a giocare con il Torino nel 1990, prima di tornare al Real Madrid nel 1992 e di lasciarlo nuovamente nel 1995, quando passò al Deportivo La Coruña. Butragueño lasciò la squadra nel 1995 e Michél nel 1996. Ambedue si trasferirono all'Atlético Celaya, in Messico. Sanchís fu l'unico componente de La Quinta a trascorrere l'intera carriera nel Real Madrid. Vincendo la Champions League per due volte, nel 1998 e nel 2000, riuscì a raggiungere quel traguardo che La Quinta non era stata in grado di tagliare nei suoi giorni di gloria. Si ritirò nel 2001, ultimo calciatore in attività tra coloro che avevano fatto parte della famosa "coorte". La prima era Pérez e i GalacticosNel 2000 si candidò alla presidenza del club Florentino Pérez e batté il presidente uscente Lorenzo Sanz. A giocare un ruolo decisivo per la vittoria di Pérez fu la promessa, fatta in campagna elettorale, di portare al Real Madrid l'idolo dei tifosi del Barcellona Luís Figo, il quale fu acquistato poco tempo dopo la sua elezione.Nel 2004 Pérez fu rieletto con il 94,2% dei voti.Con l'acquisto di Figo, successivo alla vendita del centro di allenamento (la Ciudad Deportiva), fu inaugurata una strategia societaria improntata all'acquisto dei più grandi campioni del calcio mondiale. Nel 2001 fu acquistato Zinédine Zidane, nel 2002 Ronaldo e nel 2003 David Beckham. Nel 2004 fu la volta di Michael Owen, mentre nel 2005 arrivò a Madrid Robinho.I media coniarono l'espressione Los Galácticos ("I Galattici") per porre l'accento sulla risonanza mediatica del parco-giocatori del Real Madrid. Inizialmente la strategia fu vincente: il Real Madrid vinse la Liga nel 2001 e nel 2003 e la Champions League nel 2002, anno del centenario. La squadra conquistò anche la Coppa Intercontinentale (2002), la Supercoppa europea (2002) e la Supercoppa di Spagna (2001 e 2003). I giornalisti parlarono di Zidanes y Pavones per descrivere la strategia di unire giocatori affermati come Zidane a giovani calciatori formatisi nel settore giovanile del club, tra cui Francisco Pavón.Fuori dal campo la strategia dei Zidanes y Pavones ebbe uno straordinario successo dal punto di vista finanziario. Il club si adoperò, infatti, per sfruttare il suo enorme potenziale sul mercato mondiale, specialmente in Asia.Ma di lì a poco una serie di scelte tecniche discutibili e i problemi dovuti alla convivenza di tanti campioni aprirono un periodo di crisi e di insuccessi, iniziato con il controverso esonero dell'allenatore Vicente Del Bosque nell'estate del 2003, dopo che il tecnico aveva condotto la squadra alla vittoria nella Liga. A Pérez fu rimproverata anche la cessione di Claude Makélélé, centrocampista di contenimento fondamentale per gli equilibri tattici della squadra e al quale non fu rinnovato il contratto scaduto nel 2003. Negli anni a venire il presidente acquistò un numero consistente di giocatori d'attacco, secondo la politica dei Galacticos. Malgrado l'arrivo di giocatori di alto livello come Walter Samuel, Sergio Ramos, Michael Owen, e Robinho, il Real Madrid non riuscì, dunque, a vincere un trofeo importante dal 2004 al 2007, soffrendo il dominio nazionale e internazionale del Barcellona di Frankie Rijkaard. non condussero ai risultati sperati.
Guti, prodotto del vivaio del Real
Nel 2003-2004 la panchina del Real Madrid fu affidata a sorpresa a Carlos Queiróz, con cui la squadra disputò una stagione deludente, malgrado il primo posto nella Liga ottenuto a febbraio. L'annata si concluse, infatti, con cinque sconfitte consecutive in campionato, che fecero classificare il Real Madrid al quarto posto, cui si aggiunse l'eliminazione ai quarti di finale della UEFA Champions League 2003-2004 per mano del Monaco. La compagine madrilena mancò la conquista della Coppa del Re, nella cui finale fu battuta dal Real Saragozza. Per l'annata successiva fu nominato allenatore José Antonio Camacho, che di lì a poco si sarebbe dimesso. Gli subentrò Mariano García Remón, esonerato dopo la pausa invernale quando la squadra stazionava al quinto posto. Vanderlei Luxemburgo, il suo sostituto, non riuscì a guidare i suoi uomini oltre gli ottavi di finale della Champions League (prevalse la Juventus) e della Coppa del Re, ma in campionato il Madrid si batté con ardore, fino a ottenere il secondo posto, a 4 punti di distacco dal Barcellona campione. Anche il 2005-2006 fu avaro di soddisfazioni. Trascorsi alcuni mesi segnati da prestazioni negative, Luxemburgo fu sollevato dall'incarico e il suo sostituto fu Juan Ramón López Caro, allenatore del Real Madrid Castilla, che rimase sorprendentemente in carica per il resto della stagione. Nella Liga dominata dal Barcellona il Real Madrid, pur giungendo alla fine secondo, non rappresentò mai una minaccia per la conquista del titolo da parte dei rivali catalani, che al Bernabéu si imposero sui madrileni con il risultato di 3-0 a novembre. Estromessi dalla Coppa del Re, dove furono superati per 6-1 dal Real Saragozza nella gara di andata dei quarti di finale, i bianchi della capitale uscirono di scena dalla Champions League ancora una volta agli ottavi di finale, sconfitti dall'Arsenal poi finalista perdente del torneo. Il 27 febbraio 2006 Florentino Pérez si dimise e fu rimpiazzato provvisoriamente da Fernando Martín. L'era Calderón
Il 2 luglio 2006 fu eletto presidente Ramón Calderón, che ingaggiò Fabio Capello come allenatore, l'ex campione del Real Madrid Predrag Mijatović come direttore sportivo e Franco Baldini come direttore generale. Capello caldeggiò l'acquisto di Fabio Cannavaro ed Emerson, entrambi, come l'allenatore, arrivati al Real dalla Juventus in seguito allo scandalo nel calcio italiano che ha visto coinvolta la società bianconera. In totale il club spagnolo spese 21 milioni di euro, anche per ingaggiare Ruud van Nistelrooy, Mahamadou Diarra e José Antonio Reyes. Nel corso della sessione invernale del calciomercato internazionale, tra dicembre e gennaio, la dirigenza del club madrileno si assicurò alcuni giovani sudamericani di talento come Marcelo, Gonzalo Higuain e Fernando Gago, arrivi cui fecero da contraltare le partenze di due dei Galacticos, David Beckham, accasatosi ai Los Angeles Galaxy da luglio 2007, e Ronaldo, ceduto al Milan nel gennaio 2007. In Champions League i blancos di Madrid furono eliminati agli ottavi di finale dal Bayern Monaco. Dopo aver trascorso gran parte della stagione al secondo o al terzo posto del campionato spagnolo 2006-2007, negli ultimi mesi recuperarono molti punti sul Barcellona e vinsero, infine, il campionato all'ultima giornata. Pur avendo gli stessi punti del Barcellona in classifica, infatti, i madridisti poterono festeggiare il loro trentesimo titolo nazionale in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti (vittoria per 2-0 al Santiago Bernabéu e pareggio per 3-3 al Camp Nou). L'inaspettato trionfo, però, non impedì l'esonero di Fabio Capello, allontanato dalla dirigenza pochi giorni dopo i festeggiamenti per la conquista del campionato. La sua cacciata fu motivata dal cattivo gioco espresso dalla squadra durante buona parte della stagione, non degno del più grande club del mondo, a detta del presidente e dell'area tecnica. Il direttore sportivo Mijatović diede atto a Capello di aver "lavorato sotto una pressione enorme" e "ottenuto un risultato importante come la vittoria della Liga", ma aggiunse: "Abbiamo bisogno di giocare un calcio diverso rispetto a quello dell'ultima stagione, abbiamo bisogno di qualcosa di più perché i nostri tifosi possano tornare a divertirsi"[5]. Al posto dell'allenatore friulano fu assunto Bernd Schuster, autore di una grande stagione col piccolo Getafe, portato alla finale di Coppa del Re e di conseguenza in Coppa UEFA. Sul fronte del calciomercato la campagna-acquisti del club fu ancora una volta faraonica (120 milioni di euro). Allo stadio Bernabéu giunsero il portoghese Pepe e gli olandesi Arjen Robben, Royston Drenthe e Wesley Sneijder. La stagione 2008-2009 si è aperta con la conquista della Supercoppa di Spagna nella doppia sfida contro il Valencia, ma il Real Madrid ha avuto un deludente avvio di stagione, segnato da alcune sconfitte in campionato che non hanno permesso al club di tenere il passo del Barcellona. Il 9 dicembre 2008 Bernd Schuster è stato esonerato e sostituito dallo spagnolo Juande Ramos. La seconda era Pérez
Kaká al Santiago Bernabéu per la presentazione ufficiale
Unico candidato alla presidenza, Pérez è stato eletto nuovamente al vertice del Real Madrid il 1º giugno 2009. Dopo l'insediamento ha attuato la politica dei "Galattici" che aveva caratterizzato la sua prima era al Real Madrid. Ha messo a segno il primo costosissimo acquisto di calciomercato, quello del brasiliano Kaká, fornendo 67,2 milioni di euro al Milan. Il clamoroso acquisto è stato seguito dall'affare più costoso nella storia del calcio, l'ingaggio del portoghese Cristiano Ronaldo, comprato dal Manchester United per 93 milioni di euro (85 milioni di sterline). Per il giocatore il club madrileno ha fissato una clausola rescissoria di 1 miliardo e 125.000 euro, una somma che non ha eguali nella storia del calcio. La faraonica campagna acquisti del Real Madrid di Pérez è proseguita con l'ingaggio del franco-algerino Karim Benzema dal Lione per 35 milioni, degli spagnoli Raúl Albiol dal Valencia,Alvaro Arbeloa e Xabi Alonso dal Liverpool, del connazionale Esteban Granero dal Getafe. In totale Pérez ha speso circa 252 milioni di euro, record stagionale nel calciomercato mondiale, mentre hanno lasciato Madrid gli olandesi Klaas-Jan Huntelaar, Wesley Sneijder e Arjen Robben, Alvaro Negredo, Michel Salgado, Jordi Codina, Daniel Parejo Muñoz, Julien Faubert, Javier Saviola, Fabio Cannavaro, Miguel Torres, Gabriel Heinze e Francisco Javier Garcia. L'ingente mole di acquisti è resa possibile da un budget societario pari a 415 milioni di euro, record mondiale. Il bilancio societario risulta, pertanto, in attivo, grazie agli introiti derivanti dal contratto con Mediapro (120 milioni), dalle entrate dallo stadio (140 milioni), dal marketing (più di 150 milioni) e dalle amichevoli[8]. Tifosi e rivalitàDurante molte delle partite casalinghe la maggior parte dei posti dello stadio Bernabeu sono occupati dagli abbonati, che sono approssimativamente 65mila. Per diventare abbonato occorre essere un socio o un membro del club. Non tutti i membri possono ottenere un abbonamento. In aggiunta ai membri, il club ha oltre 1.800 peñas - i fansclub affiliati ufficiali - in Spagna e nel mondo. Rivalità con il Barcellona
La rivalità tra Real Madrid e Futbol Club Barcelona è leggendaria. Fin dall'inizio i due club erano visti come le rappresentanti delle due regioni rivali in Spagna, Castiglia e Catalogna, così come delle due città. La rivalità raggiunse nuovi livelli negli anni in cui Franco era al potere, quando Franco cercò di sfruttare i successi internazionali del Real Madrid; ad ogni modo, durante la stessa guerra civile spagnola, membri del Real Madrid vennero giustiziati per mano delle milizie di Franco. Il presidente del Real Rafael Sánchez Guerra, un insigne repubblicano, fu imprigionato e torturato. Le milizie arrestarono e uccisero anche un vicepresidente e un tesoriere del Real e fecero scomparire un sostituto presidente. La rivalità subì un significativo inasprimento a partire dalla semifinale di Coppa del Re del 1943 disputata tra i due club. L'andata al Les Corts finì con una sconfitta per 3-0 ai danni del Real, ma il ritorno a Madrid lo vide vincere 11-1. Si è insinuato che sui giocatori blaugrana furono fatte pressioni da alcuni loro tifosi affinché perdessero la partita. Negli anni Cinquanta controversie come la disputa sull'ingaggio di Alfredo Di Stéfano intensificarono ulteriormente la rivalità. In qualità dei due più grandi, ricchi e vincenti club di Spagna, la rivalità si è rinnovata annualmente con entrambe le squadre a gareggiare spesso tra di loro per il titolo nazionale. Il culmine di questa rivalità è costituito dai due superclásicos, le sfide di campionato che richiamano attenzione in tutto il mondo. Il bilancio recente del Real Madrid con il FC Barcelona è abbastanza magro nelle sfide disputate in Catalogna valide per il campionato, avendo vinto due sole volte al Camp Nou negli ultimi 20 anni (1-2, 2003, 0-1 2007) ma vincendo una partita di Supercoppa spagnola, una di Coppa del Re e, soprattutto nella semifinale della Champions League del 2001-2002, poi vinta. Più recentemente il Madrid è tornato a colpire nel derby il 22 ottobre 2006 con una vittoria per 2-0 nella Liga. Nella stagione successiva il Real strapazza i rivali battendoli 4-1 nella partita giocata in casa, dopo averli battuti anche in trasferta, mentre nella stagione 2008-2009 il Real Madrid esce sconfitto 2-0 all'andata e subisce uno storico rovescio al ritorno in casa per 6-2. Nella stagione 2009-2010 il Real Madrid esce sconfitto 1-0 all'andata. Rivalità con l'Atlético MadridIn aggiunta alla rivalità con il FC Barcelona, il Real mantiene anche una storica rivalità locale con l'Atlético Madrid. Sebbene l'Atlético fosse stato originalmente fondato da tre studenti baschi, a questi si unirono nel 1904 alcuni dissidenti del Madrid FC. Ulteriori tensioni furono create dal fatto che inizialmente i tifosi dell'Atlético provenivano dalla classe lavoratrice, mentre i sostenitori del Real appartenevano alla classe media. Oggi queste distinzioni sono largamente superate. La rivalità tra i due club madrileni conquistò per la prima volta l'attenzione internazionale durante la Coppa dei Campioni del 1959, quando le due formazioni si incontrarono in semifinale. Il Real vinse 2-1 la gara d'andata al Bernabéu, mentre l'Atlético vinse 1-0 il ritorno al Metropolitano. Il pareggio portò ad un rematch che il Real vinse 2-1. L'Atletico conquistò comunque alcune rivincite quando, dopo le dimissioni dell'allenatore del Real José Villalonga, lo sconfisse nelle due successive finali di Coppa del Re del 1960 e del 1961. Tra il 1961 e il 1980, quando il Real dominò la Liga solo l'Atlético offrì ai blancos una seria sfida vincendo il titolo nel 1966, 1970, 1973 e 1977. Nel 1965, quando finì vicecampione della Liga dopo un'intensa battaglia con i rivali cittadini, l'Atlético divenne la prima formazione dopo otto anni a battere il Real al Bernabéu. Il bilancio delle ultime sfide con l'Atletico è molto favorevole al Real. L'apice del dominio delle merengues si è avuto nella stagione 2002/03, quando il Real ha conquistato il titolo della Liga dopo aver battuto l'Atlético 4-0 allo stadio Vicente Calderón. Capitani del Real Madrid
SponsorRosa 2009-2010
Staff tecnico 2009-2010
Rose degli anni precedentiGiocatori celebri
Campioni del mondo
Campioni d'Europa
Presidenti
Il Real Madrid dalla sua fondazione ad oggi ha avuto 20 presidenti tutti spagnoli. L'attuale è Florentino Pérez, eletto presidente il 1º giugno 2009, essendo l'unico candidato nel rivestire questo ruolo nel Real Madrid.
Allenatori
Dal 1910 ad oggi il Real Madrid è stato allenato da 54 allenatori, di cui 27 spagnoli. L'allenatore più vincente fu Miguel Muñoz che conquistò ben 14 trofei. Statistiche
PalmarèsTitoli nazionali
Titoli internazionali
Titoli regionali
Altri titoli
Titoli individuali
Altri piazzamenti
Altre sezioniCalcioVedi Real Madrid Castilla . BasketCalcio a 5Nel 2008 il Real Madrid, unitamente ad altre 8 squadre vincitrici di almeno un campionato nazionale, diede vita alla Liga Española de Fútbol Indoor, campionato giocato da veterani dei rispettivi club. Il Real Madrid ha schierato giocatori come Paco Buyo, Emilio Amavisca ed Alfonso Pérez. RugbyLa sezione di rugby era stata presente all'interno della polisportiva tra il 1925 ed il 1948, vincendo un campionato nazionale e diversi titoli regionali. Nel 2008 la sezione rinacque grazie all'annessione con il CRC Bwin. La squadra ha vinto il titolo nel 2009. Sezioni storicheOltre alle sezioni attualmente esistenti il Real Madrid ha avuto diverse altre sezioni sportive, attualmente scomparse.
Note
Voci correlateAltri progetti
Collegamenti esterni
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