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Millennium bug, conosciuto anche come Y2K bug[1], è il nome che è stato attribuito ad un potenziale difetto informatico (bug) che avrebbe dovuto manifestarsi al cambio di data dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1° gennaio 2000 nei sistemi di elaborazione dati, sia personal computer che grandi elaboratori (mainframe) e controllori di processo dedicati embedded. Principalmente, il rischio derivava dalla possibilità che fossero ancora in uso rappresentazioni sintetiche della data, con le sole ultime due cifre per indicare l'anno. Questo metodo era stato in effetti molto utilizzato nella "preistoria" informatica, quando la memoria era scarsa e costosa. In queste condizioni, un sistema affetto dal bug avrebbe frainteso "2000" con "1900", con conseguenze difficili da immaginare. Già nella metà degli anni '80 la comunità internazionale iniziò ad interessarsi al problema. Temendo conseguenze catastrofiche per l'economia o la salute, quali ad esempio il blocco delle centrali elettriche o nucleari, istituti bancari o reti di telecomunicazione, vi furono ingenti investimenti volti alla rimozione delle cause del bug. Il British Standards Institution (BSI) istituì la certificazione di conformità all'anno 2000 (Y2K compliance, in inglese) per i sistemi esenti o corretti in modo appropriato e che integrava anche il tema degli algoritimi per il calcolo degli anni bisestili. Probabilmente grazie a questo sforzo non fu registrato nessun evento significativo dagli osservatori preposti al cadere della data critica. Secondo altri punti di vista, il rischio fu largamente sopravvalutato.
StoriaIl problema fu il soggetto del libro "Computers in Crisis" di Jerome e Marilyn Murray, pubblicato nel 1984 da Petrocelli e ripubblicato nel 1996 da McGraw-Hill con il titolo più esplicito "The Year 2000 Computing Crisis". Il primo articolo pubblicato su usenet che menziona questo problema è apparso nel newsgroup net.bugs a firma di Spencer Bolles il 19 gennaio 1985 [1]. Certificazione di conformità all'anno 2000Il British Standards Institution (BSI) offrì un metodo chiaro per indirizzare gli sforzi in fase di revisione dei sistemi. Si può riassumere nelle quattro regole seguenti:
Voci correlateNote
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