Lingua svedese

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Svedese
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Parlato in: Svezia e Finlandia
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Periodo: {{{periodo}}}
Persone: ca. 10 milioni
Classifica: 74
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Filogenesi: Lingue indoeuropee

 Germaniche
  Scandinave
  Scandinave orientali
   Svedese

Statuto ufficiale
Nazioni: Unione europea, Finlandia, Svezia de facto, Concilio nordico
Regolato da: Concilio della lingua svedese (in Svezia)
Svenska språkbyrån (in Finlandia) Accademia Svedese
(non ufficialmente)
Codici di classificazione
ISO 639-1 sv
ISO 639-2 swe
ISO 639-3 {{{iso3}}}  (EN)
SIL SWD  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
Alla människor äro födda fria och lika i värde och rättigheter. De äro utrustade med förnuft och samvete och böra handla gentemot varandra i en anda av broderskap.
Il Padre Nostro
Alla människor äro födda fria och lika i värde och rättigheter. De äro utrustade med förnuft och samvete och böra handla gentemot varandra i en anda av broderskap.
Traslitterazione
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Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
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Diffusione della lingua svedese
Diffusione della lingua svedese

Lo svedese (svenska [?]) è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave, del gruppo delle lingue germaniche settentrionali, della famiglia delle lingue indoeuropee ed è parlato da più di dieci milioni di persone prevalentemente in Svezia ed in alcune zone della Finlandia soprattutto lungo le coste (ca. 6% della popolazione) e nelle isole Åland.

Lo svedese ed il norvegese sono considerati abbastanza intelligibili l'uno con l'altro, mentre minore è l'intelligibilità reciproca tra svedese e danese. Assieme alle altre lingue germaniche settentrionali, lo svedese discende dall'antico nordico, la lingua comune dei germani che vivevano in Scandinavia durante l'Era vichinga.

Lo svedese ha la particolarità di non essere lingua ufficiale nel suo paese d'origine. Nonostante sia parlato comunemente dalla popolazione, la Svezia non ha mai emesso un atto politico che lo riconoscesse come lingua ufficiale.

Lo svedese standard è la lingua nazionale evolutasi a partire dai dialetti svedesi centrali nel XIX secolo come è stato stabilito all'inizio del XX secolo. Malgrado esistano ancora distinte varietà regionali discendenti dai vecchi dialetti rurali, la lingua parlata e scritta è uniforme e standardizzata.

Alcuni dialetti differiscono considerevolmente dalla lingua standard nella grammatica e nel vocabolario e non sono sempre mutualmente intelligibili con lo svedese standard. Questi dialetti sono parlati in aree rurali e principalmente da un piccolo numero di persone con bassa mobilità sociale. Sebbene non siano in pericolo di un’imminente estinzione, simili dialetti sono stati in declino durante il secolo scorso, a dispetto del fatto che sono ben studiati e che il loro uso è spesso incoraggiato dalle autorità locali.

L’ordine standard delle parole è Soggetto Verbo Oggetto, sebbene questo possa essere spesso modificato per sottolineare alcune parole o frasi. La morfologia svedese è simile a quella inglese, per esempio le parole subiscono una minima flessione, ci sono due generi grammaticali, non ci sono casi (sebbene vecchie analisi postulino due casi, nominativo e genitivo) e c’è distinzione tra plurale e singolare. Gli aggettivi sono comparati come in inglese e sono anche flessi secondo genere, numero e determinazione. La determinazione dei sostantivi è segnato principalmente attraversso suffissi (uscite), complementate con articoli determinativi ed indeterminativi. La prosodia mostra sia l’accento che, in molti dialetti, le qualità tonali. La lingua ha un inventario vocalico abbastanza grande. Lo svedese è anche interessante per la fricativa dorso-palatale velare, un fonema consonantico altamente instabile.


Indice

Grammatica

Sostantivi

Come molte lingue germaniche, lo svedese mantiene il genere neutro; al contrario però, ad esempio, del tedesco, non distingue più il maschile dal femminile (salvo in alcune espressioni desuete o idiomatiche). Il genere "maschile + femminile" è spesso chiamato genere comune o non-neutro. Più dell'80% dei sostantivi svedesi sono comuni, anche se sono neutri molti sostantivi estremamente comuni.

La formazione regolare del plurale avviene in modi diversi:

  • sostantivi di genere comune:

- aggiunta di -er: vän -> vänner (amico - amici)

- aggiunta di -ar: häst -> hästar (cavallo - cavalli); pojke -> pojkar (ragazzo - ragazzi)

- aggiunta di -or (vale per sostantivi che terminano in -a): matta -> mattor (tappeto - tappeti)

- cambio della vocale radicale (con o senza desinenza plurale): hand -> händer (mano - mani); man -> män (uomo - uomini); bror -> bröder (fratello - fratelli)

  • sostantivi di genere neutro:

- nessuna desinenza: bord -> bord (tavolo - tavoli)

- aggiunta di -n (vale per sostantivi che terminano in vocale): äpple -> äpplen (mela - mele)


Articoli

in svedese si usa "-en" sempre con i nomi singolari comuni, e -et con i nomi singolari neutri.

Per il plurale: i sostantivi di genere comune aggiungono il suffisso -na. Es.: vännerna, hästarna, mattorna, händerna (gli amici, i cavalli, i tappeti, le mani). I sostantivi di genere neutro aggiungono il suffisso -en: borden (i tavoli), o -a: äpplena (le mele).

Se invece sono presenti aggettivi, il suffisso rimane, ma si ha anche un articolo vero e proprio (prima degli aggettivi, che sono obbligatoriamente prima del sostantivo), che è den per il comune singolare, det per il neutro singolare, de per tutti i nomi plurali. Esempi: den nya boken («il nuovo libro»), det stora huset («la grande casa»), de nya böckerna som talar om de stora husen («i nuovi libri che parlano delle grandi case» - il plurale di bok è irregolare).

Verbi

Insieme ad altre lingue scandinave, lo svedese (moderno) è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. Tutti i tempi di tutti i verbi (inclusi tutti i verbi irregolari) rimangono invariati quale che sia il soggetto: per esempio, il presente indicativo del verbo essere, che in italiano ha cinque forme diverse, in svedese rimane sempre är.

I verbi non possono essere coniugati secondo la persona, ma solo secondo tempi, modi e diatesi. Dato che si usano sempre le stesse forme per tutte le persone, in mancanza di un soggetto esplicito bisogna sempre avere il pronome soggettivo:
Per (att) prata (I coniugazione), si ha "radice + -ar"
parlo - jag pratar
parli - du pratar
parla - han/hon/den/det pratar (lui/lei, esso)
parliamo - vi pratar
parlate - ni pratar
parlano - de pratar

Per (att) leka (II coniugazione), si ha "radice + -er"
gioco - jag leker
giochi - du leker
gioca - han/hon/den/det leker
giochiamo - vi leker
giocate - ni leker
giocano - de leker

Come verbo ausiliare temporale per il passato si usa solamente ha (avere), come in inglese:
ho parlato - jag har pratat
sono stato - jag har varit (i.e. io *ho stato)
sono venuto - jag har kommit (i.e. io *ho venuto)

Il congiuntivo non si usa più o, per meglio dire, le sue forme sono indistinguibili da quelle dell'indicativo. L'unica forma ad essere morfologicamente distinguibile e che viene usata con una certa frequenza anche nel parlato è il congiuntivo imperfetto di att vara (essere): vore. Ad esempio: Det vore kul att gå på bio ikväll (Sarebbe bello andare al cinema stasera).

Verbi irregolari Naturalmente ci sono verbi irregolari anche in svedese. Vara, ha, måste, kunna, vilja (essere, avere, dovere, potere, volere) sono irregolari come in italiano: vara - essere
varit - stato
varande - essendo
varande - essente

essere - vara avere - ha dovere - måste potere - kunna volere - vilja
presente är har måste kan vill
imperfetto var hade måste (non spesso usato) kunde ville
participio passato varit haft måst kunnat velat

Il verbo "måste" (dovere), viene quasi sempre sostituito con "vara tvungen" (essere forzato) nell'imperfetto: ho dovuto parlare con lui = jag var tvungen att prata med honom = sono stato forzato a parlare con lui. Si fa nello stesso modo nel passato prossimo.

Il verbo "att kunna" (potere) può anche significare "sapere", come nel seguente esempio: Kan du italienska? (Sai l'italiano?).

Il condizionale si crea con l'ausiliare "skulle": avrei parlato con lui - jag skulle ha talat med honom.
Non va però dimenticato che skulle può anche avere un altro valore modale, dato che etimologicamente viene da un verbo con il significato di "dovere". Per questo, una frase come Jag skulle vara där klockan 8, men jag var försenad, dev'essere tradotta con "Sarei dovuto essere lì alle 8, ma ero in ritardo".

Il futuro si crea in due modi: 1) con l'ausiliare "att komma" (venire): Parlerò con lui - Jag kommer att tala med honom (questo ausiliare vuole la forma completa dell'infinito "att + verbo", anche se nella lingua parlata informale si tende spesso alla soppressione di att);
2) con l'ausiliare ska: Parlerò con lui - Jag ska tala med honom. Come abbiamo visto per skulle a proposito del condizionale, anche ska può avere un valore modale (quello di "dovere") ulteriore, e due futuri non sono perciò sempre intercambiabili. Un esempio: Guarda "La vita è bella" di Benigni, ti piacerà - Titta på Benignis "Livet är underbart", du kommer att gilla den. In questo caso, l'uso di ska come ausiliare per il futuro sarebbe erroneo, a causa del suo senso secondario di "obbligatorietà". Un altro esempio è la frase Så ska man göra! - Così si fa/deve fare!. Infine, va notato che ska si usa molto frequentemente per introdurre proposizioni interrogative in cui l'azione espressa dal verbo è situata nel futuro, ma che in italiano suonerebbe piuttosto strano esprimere con un futuro (a causa della prossimità dell'azione col presente). Esempi: Ska vi gå? - Andiamo? | Ska vi vänta eller ska vi dra? - Aspettiamo o ce ne andiamo?.


L'imperativo dei verbi regolari si crea in due modi diversi, a seconda della coniugazione. L'imperativo di un verbo regolare della I coniugazione è sempre l'infinito, mentre di un verbo regolare della II e III coniugazione è l'infinito senza la -a finale (non si fa differenza tra singolare e plurale):
I coniugazione:
(att) prata - parlare; prata! - parla!
(att) lyssna - ascoltare; lyssna! - ascolta!
(att) titta - guardare; titta! - guarda!
II e III coniugazione
(att) släppa - mollare; släpp! - molla!
(att) sänka - abbassare; sänk! - abbassa!
(att) höra - sentire; hör! - senta!
(att) göra - fare; gör! - fai!

Verbi irregolari:
(att) ge - dare; ge mig det! - dammelo!
(att) gå - andare; gå! - vai!
(att) tro - credere; tro på mig! - credimi!

(att) rappresenta il prefisso dell'infinito, il corrispondente dell'inglese to

Lo svedese è una delle poche lingue indoeuropee che possono formare il passivo attraverso la coniugazione del verbo e non solo con ausiliari. In breve, la formazione del passivo può avvenire in tre modi:

  • coniugando il verbo con il suffisso del passivo -s; es.: Polisen förhörde honom - La polizia l'ha interrogato | Han förhördes av polisen - È stato interrogato dalla polizia
  • con l'ausiliare (att) vara (essere), come in italiano; Han var vald av folket - È stato eletto dal popolo
  • con l'ausiliare (att) bli (diventare); Han blev stoppad av polisen - È stato fermato dalla polizia

Fonetica

Per approfondire, vedi la voce Fonologia svedese.

Lo svedese è una lingua tonale, seppur debolmente: un accento d'intensità (come in italiano) s’oppone una combinazione d'accento principale e secondario con variazioni tonali che permettono di distinguere parole tra loro omografe e, per il resto, omofone. Per esempio, anden, con un solo accento d'intensità sulla prima sillaba significa «l'anatra» mentre pronunciata con un accento principale e un tono abbastanza alto leggermente discendente sulla prima sillaba e sulla seconda un accento secondario il cui tono abbastanza basso risale leggermente significa «lo spirito». È possibile ascoltare la realizzazione in dialetto svedese centrale di questi due accenti [?].

La differenza tra i due accenti, chiamati in svedese accent I (quello "piatto") e accent II (quello con variazione tonale), dipende dal fatto che il secondo si può usare solo in parole con almeno due sillabe e mai in parole con accento sull'ultima sillaba. In effetti, l'accento tonale (ordaccent) è spesso predicibile, se si conosce il morfema della sillaba postonica: in questo modo, si ha una distinzione basica tra gli affissi che cambiano l'accento della parola (accent II-affix, ad esempio il plurale e l'infinito) e quelli che non lo influenzano (accentneutrala affix, ad esempio l'articolo determinativo e il presente). Inoltre, la grandissima maggioranza delle parole composte ha accent II indipendentemente dal fatto che le singole componenti abbiano accent I o accent II come parole singole. Un esempio è tàxichaufför (tassista), che ha accent II benché sia taxi che chaufför abbiano accent I quando usate da sole.

Quelle poi che nella scrittura sono consonanti doppie (nonché ck intervocalico) sono effettivamente geminate nella pronuncia, ma non esattamente come in italiano: vissa («certi, -e») è distinguibile da visa («mostrare»). Abbiamo /'visa/ ['vissa] e /'vi:sa/ ['viisa] mentre in italiano avremmo /'vissa/ ['vis:sa] e /'visa/ ['vi:sa].

Nello svedese scritto sono presenti ben nove vocali (a, e, i, o, u, y, å, ä, ö), ognuna delle quali può essere lunga o breve nella pronuncia, per formare un totale che varia a seconda del dialetto specifico. Sono praticamente sconosciuti i dittonghi fonologici, che anche quando sussistono tendono spesso a essere ridotti a una vocale singola. Foneticamente, però, le vocali «lunghe» sono dittonghi ristretti (cfr visa).

Esempi

Voci correlate

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