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Lo svedese () è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave, del gruppo delle lingue germaniche settentrionali, della famiglia delle lingue indoeuropee ed è parlato da più di dieci milioni di persone prevalentemente in Svezia ed in alcune zone della Finlandia soprattutto lungo le coste (ca. 6% della popolazione) e nelle isole Åland. Lo svedese ed il norvegese sono considerati abbastanza intelligibili l'uno con l'altro, mentre minore è l'intelligibilità reciproca tra svedese e danese. Assieme alle altre lingue germaniche settentrionali, lo svedese discende dall'antico nordico, la lingua comune dei germani che vivevano in Scandinavia durante l'Era vichinga. Lo svedese ha la particolarità di non essere lingua ufficiale nel suo paese d'origine. Nonostante sia parlato comunemente dalla popolazione, la Svezia non ha mai emesso un atto politico che lo riconoscesse come lingua ufficiale. Lo svedese standard è la lingua nazionale evolutasi a partire dai dialetti svedesi centrali nel XIX secolo come è stato stabilito all'inizio del XX secolo. Malgrado esistano ancora distinte varietà regionali discendenti dai vecchi dialetti rurali, la lingua parlata e scritta è uniforme e standardizzata. Alcuni dialetti differiscono considerevolmente dalla lingua standard nella grammatica e nel vocabolario e non sono sempre mutualmente intelligibili con lo svedese standard. Questi dialetti sono parlati in aree rurali e principalmente da un piccolo numero di persone con bassa mobilità sociale. Sebbene non siano in pericolo di un’imminente estinzione, simili dialetti sono stati in declino durante il secolo scorso, a dispetto del fatto che sono ben studiati e che il loro uso è spesso incoraggiato dalle autorità locali. L’ordine standard delle parole è Soggetto Verbo Oggetto, sebbene questo possa essere spesso modificato per sottolineare alcune parole o frasi. La morfologia svedese è simile a quella inglese, per esempio le parole subiscono una minima flessione, ci sono due generi grammaticali, non ci sono casi (sebbene vecchie analisi postulino due casi, nominativo e genitivo) e c’è distinzione tra plurale e singolare. Gli aggettivi sono comparati come in inglese e sono anche flessi secondo genere, numero e determinazione. La determinazione dei sostantivi è segnato principalmente attraversso suffissi (uscite), complementate con articoli determinativi ed indeterminativi. La prosodia mostra sia l’accento che, in molti dialetti, le qualità tonali. La lingua ha un inventario vocalico abbastanza grande. Lo svedese è anche interessante per la fricativa dorso-palatale velare, un fonema consonantico altamente instabile.
GrammaticaSostantiviCome molte lingue germaniche, lo svedese mantiene il genere neutro; al contrario però, ad esempio, del tedesco, non distingue più il maschile dal femminile (salvo in alcune espressioni desuete o idiomatiche). Il genere "maschile + femminile" è spesso chiamato genere comune o non-neutro. Più dell'80% dei sostantivi svedesi sono comuni, anche se sono neutri molti sostantivi estremamente comuni. La formazione regolare del plurale avviene in modi diversi:
- aggiunta di -er: vän -> vänner (amico - amici) - aggiunta di -ar: häst -> hästar (cavallo - cavalli); pojke -> pojkar (ragazzo - ragazzi) - aggiunta di -or (vale per sostantivi che terminano in -a): matta -> mattor (tappeto - tappeti) - cambio della vocale radicale (con o senza desinenza plurale): hand -> händer (mano - mani); man -> män (uomo - uomini); bror -> bröder (fratello - fratelli)
- nessuna desinenza: bord -> bord (tavolo - tavoli) - aggiunta di -n (vale per sostantivi che terminano in vocale): äpple -> äpplen (mela - mele) Articoliin svedese si usa "-en" sempre con i nomi singolari comuni, e -et con i nomi singolari neutri. Per il plurale: i sostantivi di genere comune aggiungono il suffisso -na. Es.: vännerna, hästarna, mattorna, händerna (gli amici, i cavalli, i tappeti, le mani). I sostantivi di genere neutro aggiungono il suffisso -en: borden (i tavoli), o -a: äpplena (le mele). Se invece sono presenti aggettivi, il suffisso rimane, ma si ha anche un articolo vero e proprio (prima degli aggettivi, che sono obbligatoriamente prima del sostantivo), che è den per il comune singolare, det per il neutro singolare, de per tutti i nomi plurali. Esempi: den nya boken («il nuovo libro»), det stora huset («la grande casa»), de nya böckerna som talar om de stora husen («i nuovi libri che parlano delle grandi case» - il plurale di bok è irregolare). VerbiInsieme ad altre lingue scandinave, lo svedese (moderno) è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. Tutti i tempi di tutti i verbi (inclusi tutti i verbi irregolari) rimangono invariati quale che sia il soggetto: per esempio, il presente indicativo del verbo essere, che in italiano ha cinque forme diverse, in svedese rimane sempre är. I verbi non possono essere coniugati secondo la persona, ma solo secondo tempi, modi e diatesi. Dato che si usano sempre le stesse forme per tutte le persone, in mancanza di un soggetto esplicito bisogna sempre avere il pronome soggettivo: Per (att) leka (II coniugazione), si ha "radice + -er" Come verbo ausiliare temporale per il passato si usa solamente ha (avere), come in inglese: Il congiuntivo non si usa più o, per meglio dire, le sue forme sono indistinguibili da quelle dell'indicativo. L'unica forma ad essere morfologicamente distinguibile e che viene usata con una certa frequenza anche nel parlato è il congiuntivo imperfetto di att vara (essere): vore. Ad esempio: Det vore kul att gå på bio ikväll (Sarebbe bello andare al cinema stasera). Verbi irregolari Naturalmente ci sono verbi irregolari anche in svedese. Vara, ha, måste, kunna, vilja (essere, avere, dovere, potere, volere) sono irregolari come in italiano: vara - essere
Il verbo "måste" (dovere), viene quasi sempre sostituito con "vara tvungen" (essere forzato) nell'imperfetto: ho dovuto parlare con lui = jag var tvungen att prata med honom = sono stato forzato a parlare con lui. Si fa nello stesso modo nel passato prossimo. Il condizionale si crea con l'ausiliare "skulle": avrei parlato con lui - jag skulle ha talat med honom. Il futuro si crea in due modi: 1) con l'ausiliare "att komma" (venire): Parlerò con lui - Jag kommer att tala med honom (questo ausiliare vuole la forma completa dell'infinito "att + verbo", anche se nella lingua parlata informale si tende spesso alla soppressione di att);
Verbi irregolari: (att) rappresenta il prefisso dell'infinito, il corrispondente dell'inglese to Lo svedese è una delle poche lingue indoeuropee che possono formare il passivo attraverso la coniugazione del verbo e non solo con ausiliari. In breve, la formazione del passivo può avvenire in tre modi:
Fonetica
Lo svedese è una lingua tonale, seppur debolmente: un accento d'intensità (come in italiano) s’oppone una combinazione d'accento principale e secondario con variazioni tonali che permettono di distinguere parole tra loro omografe e, per il resto, omofone. Per esempio, anden, con un solo accento d'intensità sulla prima sillaba significa «l'anatra» mentre pronunciata con un accento principale e un tono abbastanza alto leggermente discendente sulla prima sillaba e sulla seconda un accento secondario il cui tono abbastanza basso risale leggermente significa «lo spirito». È possibile ascoltare . La differenza tra i due accenti, chiamati in svedese accent I (quello "piatto") e accent II (quello con variazione tonale), dipende dal fatto che il secondo si può usare solo in parole con almeno due sillabe e mai in parole con accento sull'ultima sillaba. In effetti, l'accento tonale (ordaccent) è spesso predicibile, se si conosce il morfema della sillaba postonica: in questo modo, si ha una distinzione basica tra gli affissi che cambiano l'accento della parola (accent II-affix, ad esempio il plurale e l'infinito) e quelli che non lo influenzano (accentneutrala affix, ad esempio l'articolo determinativo e il presente). Inoltre, la grandissima maggioranza delle parole composte ha accent II indipendentemente dal fatto che le singole componenti abbiano accent I o accent II come parole singole. Un esempio è tàxichaufför (tassista), che ha accent II benché sia taxi che chaufför abbiano accent I quando usate da sole. Quelle poi che nella scrittura sono consonanti doppie (nonché ck intervocalico) sono effettivamente geminate nella pronuncia, ma non esattamente come in italiano: vissa («certi, -e») è distinguibile da visa («mostrare»). Abbiamo /'visa/ ['vissa] e /'vi:sa/ ['viisa] mentre in italiano avremmo /'vissa/ ['vis:sa] e /'visa/ ['vi:sa]. Nello svedese scritto sono presenti ben nove vocali (a, e, i, o, u, y, å, ä, ö), ognuna delle quali può essere lunga o breve nella pronuncia, per formare un totale che varia a seconda del dialetto specifico. Sono praticamente sconosciuti i dittonghi fonologici, che anche quando sussistono tendono spesso a essere ridotti a una vocale singola. Foneticamente, però, le vocali «lunghe» sono dittonghi ristretti (cfr visa). Esempi
Voci correlateAltri progetti
Collegamenti esterni
Lingue germaniche occidentali
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