Lingua olandese

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Olandese
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Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Aruba, Antille Olandesi, Belgio (Fiandre), Paesi Bassi, Suriname, Francia (minoranza nazionale nelle Fiandre francesi), Germania (Bassa Renania), Stati Uniti, Australia, Canada e Nuova Zelanda
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Periodo: {{{periodo}}}
Persone: circa 23 milioni (oltre 16 milioni in Sudafrica ed in Namibia parlano l'afrikaans)
Classifica: 37
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia: SVO + SOV + VSO
Filogenesi:

Statuto ufficiale
Nazioni: Aruba, Antille Olandesi, Belgio (Fiandre), Paesi Bassi, Suriname, Unione Europea, Unione delle Nazioni Sudamericane
Regolato da: Nederlandse Taalunie (Unione della Lingua Olandese)
Codici di classificazione
ISO 639-1 nl
ISO 639-2 (B)dut, (T)nld
ISO 639-3 nld  (EN)
SIL DUT  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
Alle mensen worden vrij en gelijk in waardigheid en rechten geboren. Zij zijn begiftigd met verstand en geweten, en behoren zich jegens elkander in een geest van broederschap te gedragen.
Il Padre Nostro
Alle mensen worden vrij en gelijk in waardigheid en rechten geboren. Zij zijn begiftigd met verstand en geweten, en behoren zich jegens elkander in een geest van broederschap te gedragen.
Traslitterazione
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Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
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Distribuzione geografica dell' olandese
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La lingua nederlandese o olandese, nome nativo nederlands (IPA: /ˈne:dərlɑnts/), è una lingua germanica ed appartiene, più precisamente, al gruppo delle lingue germaniche occidentali. È una delle lingue ufficiali dei Paesi Bassi (insieme al frisone) e del Belgio (insieme alla lingua francese e al tedesco), dove viene generalmente definita fiammingo (vlaams) ed è ufficiale nelle Fiandre e nella Regione di Bruxelles-Capitale. È anche parlata nelle Fiandre francesi (Nord-Passo di Calais)[1][2].

Questa lingua è comunemente nota in Italia come olandese a partire dal Seicento, a causa del predominio commerciale delle due regioni che formano l'Olanda, identificata dagli italiani, altrettanto imprecisamente, con tutti i Paesi Bassi, mentre, in precedenza, gli italiani si riferivano alla lingua locale denominandola fiammingo, a causa del più antico prevalere della cosiddetta Fiandra Belga, situata nella metà settentrionale del Belgio e opposta alla Vallonia di lingua francese, che costituisce invece la metà meridionale - la capitale Bruxelles, geograficamente situata nelle Fiandre, è invece un'isola ufficialmente bilingue francese/olandese, sebbene a larga maggioranza francofona (85-90%).

Per quanto olandese sia il nome italiano più comune per questa lingua, il termine può dar luogo ad ambiguità interpretative: in lingua originale hollands, e non nederlands identifica per i linguisti moderni il dialetto olandese: un conglomerato dei dialetti di due sole province dei Paesi Bassi, l'Olanda Settentrionale (Noord-Holland) e l'Olanda Meridionale (Zuid-Holland). La traduzione italiana più foneticamente aderente all'originale nederlands sarebbe lingua nederlandese o neerlandese, anche se questi termini vengono usati molto raramente, essendo, come accennato, storicamente di uso comune in italiano identificare i Paesi Bassi col termine "Olanda", e la lingua ufficiale di questo paese come "lingua olandese".

A partire dagli anni novanta del 1900, però, alcune Università italiane hanno modificato il nome dell'insegnamento impartito in "Lingua e Letteratura Nederlandese", viceversa altre mantengono tuttora la denominazione di "Lingua e Letteratura Olandese e Fiamminga".

L'olandese è anche la lingua ufficiale del Suriname (ex-colonia dei Paesi Bassi) e di altri due territori ancora sotto la sovranità dei Paesi Bassi, le Antille Olandesi (Curaçao, Bonaire, Sint Maarten, Saba e Sint Eustatius) ed Aruba: in queste ultime due parti del Regno dei Paesi Bassi l'olandese è praticato come seconda lingua mentre la lingua materna della popolazione è di solito il Papiamento (ad Aruba, Bonaire e Curaçao) o l'inglese (a Sint-Maarten, Saba e Sint-Eustatius).

In Indonesia la lingua ha una certa diffusione per ragioni storiche (l'Indonesia fu colonia dei Paesi Bassi fino al 1949) ed è importante soprattutto per ragioni archivistiche e giuridiche.

La Nederlandse Taalunie (alla lettera: Unione della lingua nederlandese) è un'organizzazione internazionale, fondata nel 1980 con un trattato stipulato tra i Paesi Bassi e la Comunità fiamminga. Nel 2004, il Suriname è divenuto un membro associato di questa organizzazione.

La lingua afrikaans, parlata in Sudafrica e in Namibia (sia dalle popolazioni di origine boera sia da una larga parte di quelle di origine mista), è strettamente imparentata con l'olandese. Comunque, le sue particolarità grammaticali (mancanza quasi totale di coniugazioni del verbo e dell'imperfetto, negazione doppia, un solo genere grammaticale) e lessicali (l'introduzione di un discreto numero di parole derivanti da dialetti africani) ne fanno una lingua a sé stante, sviluppatasi indipendentemente dall'olandese del Settecento.

Il primo documento in questa lingua è comunemente ritenuto un testo del XII secolo le cui prime parole sono Hebban olla vogala, ma vi sarebbero altre attestazioni ben anteriori.

Indice

Dialetti

Nella lingua olandese, esistono due principali dialetti. Il Pella Dutch, che è parlato nella città di Pella in Iowa, deriva dal dialetto Zuid-Gelders dei Paesi Bassi. Il secondo dialetto è il Frans-Vlaams (fiammingo vallone), che è parlato nell'odierna Francia settentrionale. Il Frans-Vlaams viene parlato da una minoranza nella zona di Cassel e Hazebrouck; è un dialetto simile al fiammingo occidentale, che viene parlato nel Belgio.

Grammatica

Regole essenziali dell'ortografia

L'ortografia olandese (in cui, a differenza del tedesco, non si utilizzano le maiuscole per indicare sistematicamente i sostantivi, tranne in casi particolari, come in italiano) si basa fondamentalmente sulla suddivisione dei vocaboli in sillabe.

In olandese abbiamo dunque due tipi di sillabe:

  • sillabe chiuse: sillabe che terminano con una consonante
  • sillabe aperte: sillabe che terminano con un dittongo o una vocale.

È perciò importante rispettare le seguenti regole:

Le vocali a, e, o, u quando hanno un suono lungo sono rappresentate da due lettere in una sillaba chiusa ed una lettera in una sillaba aperta.

Quando le stesse vocali a, e, o, u hanno un suono breve, si ritrovano in una sillaba chiusa.

Pronuncia

Consonanti

Carta IPA delle consonanti olandesi
Bilabiali Labiodentali Alveolari Postalveolari Palatali Velari Uvulari Glottidali
Occlusive p b t d k g1 ʔ 2
Nasali m n ŋ
Fricative f v 3 s z 3 ʃ ʒ 4 x ɣ 3 ʁ 5 ɦ
Approssimanti ʋ 6 j
Laterali l

Dove i simboli appaiono in coppia, quello di sinistra rappresenta la consonante sorda e quello di destra la consonante sonora.

Note:

  1. [g] non è un suono originario olandese e appare solo nei prestiti stranieri, come goal.
  2. [ʔ] in olandese non è un fonema separato, ma è inserito prima della vocale iniziale all'interno delle parole dopo /a/ e /ə/ e spesso anche all'inizio di una parola.
  3. In alcuni dialetti, in particolare quello di Amsterdam, le fricative sonore sono pronunciate come sorde: /v/ viene pronunciata [f], /z/ viene pronunciata [s] e /ɣ/ viene pronunciata [x].
  4. [ʃ] e [ʒ] non sono fonemi originari olandesi e si riscontrano in prestiti stranieri, come show (spettacolo) e bagage (bagaglio). Sono di solito realizzati rispettivamente [sj] e [zj]. Comunque, la sequenza dei fonemi /s/ + /j/ viene pronunciata /ʃ/ per il fenomeno della coarticolazione, in parole come huisje (casetta) o meisje (bambina, ragazza). Nei dialetti dove la /j/ si fonde con la /s/ o la /z/ (/zj/) spesso è realizzato [sj].
  5. La realizzazione del fonema /r/ varia da dialetto a dialetto. Nel olandese standard (Standaardnederlands), /r/ è realizzato [r]. in alcuni dialetti viene realizzato con la fricativa uvulare sonora [ʁ] o con una vibrante uvulare [ʀ].
  6. La realizzazione del fonema /ʋ/ varia considerevolmente nei vari dialetti dei Paesi Bassi o del Belgio. Al sud, Belgio incluso, a volte è pronunciato [w]. Al nord, principalmente nei Paesi Bassi, viene pronunciato quasi come [v].

Peculiarità e tratti tipici:

  • tutte le consonanti in posizione finale di parola perdono la sonorità. Ad esempio stad (città) si pronuncerà /'stat/.
  • al contrario di quanto accade in italiano, le consonanti doppie non hanno un suono lungo.
  • le parole di origine straniera vanno pronunciate come nella lingua da cui derivano. Pertanto restaurant (ristorante) derivante dal francese va letto /Rɛ'stɔRã/.
  • la lettera c viene pronunciata /k/ se precede una consonante (h esclusa) oppure le vocali a, o ed u, mentre si pronuncia /s/ davanti ad e, i ed y. Ad esempio, conflict (conflitto) si legge /'konflikt/ invece cent (centesimo) si legge /'sent/.
  • la doppia c è pronunciata /ks/: accijns (dazio) si legge /'aksɛins/.
  • il digramma ch viene reso con la fricativa velare sorda /x/. Ad esempio lach (riso) si pronuncia /'lax/. [Suono tipico dell'olandese]
  • la lettera g va pronunciata con la fricativa velare sonora /ɣ/. Ad esempio goud (oro) si pronuncia /'ɣaut/. [Suono tipico dell'olandese]
  • la lettera j va pronunciata come la i semivocalica italiana in "piede". Ad esempio jager (cacciatore) si legge /'ja:ɣər/.
  • la lettera h è sempre aspirata: huis (casa) si pronuncia /'ɦœys/.
  • la lettera s viene pronunciata come in "sole", mentre la z come la s in "base".
  • la w si legge /v/, ma se succede ad una u si legge come la u in "buono" (/w/). Per esempio wiskunde (matematica) si legge /vi'skœndə/ mentre Nassouwe (Nassau) si legge /na'sauwə/.
  • la v si pronuncia approssimativamente come una /f/. Ad esempio vampier (vampiro) si pronuncia più o meno come /'fampi:r/. In realtà, nell'articolare la pronuncia di questa consonante, si verifica un contatto solo parziale tra l'arcata dentale superiore e il labbro inferiore, e non totale, come nella corrispondente pronuncia bilabiale italiana. [Suono tipico dell'olandese]
  • il trigramma sch va letto /sx/ o /s/ se si trova a fine parola. Ad esempio school (scuola) si legge /'sxo:l/, mentre fantastisch (fantastico) si legge /fa'nta:stis/. [Suono tipico dell'olandese]
  • il digramma ng va letto come nell'inglese king (re). Ad esempio koning (re) si legge /'ko:niŋ/.

L'articolo

L'articolo determinativo

  • L'articolo determinativo è de (/'də/) per il singolare maschile e femminile e per tutti i plurali. I nomi che rientrano in questa classe sono detti comuni o di genere comune (de-woorden).
  • L'articolo determinativo per il singolare neutro è het (/'hɛt/). I nomi che rientrano in questa classe sono detti neutri o di genere neutro (het-woorden).
  • Esistono anche nomi che rientrano in entrambe le classi ed altri che, a secondo dell'uso di de e het, assumono significati diversi.

L'articolo è una parte del discorso invariabile, infatti i casi si formano analiticamente, abbinando cioè l'articolo ad una preposizione (come in italiano). Si dirà perciò het boek van de jongen (il libro del ragazzo) e ik geef het boek aan de jongen (do il libro al ragazzo). Ma in alcune frasi idiomatiche o nei nomi di alcune città, si sono conservate le antiche declinazioni sintetiche (come in latino), quali i genitivi des e der e il dativo singolare den. Ad esempio, in naam der koningin (in nome della regina), op den duur (alla lunga) e Den Haag (L'Aia).

L'articolo indeterminativo

L'articolo indeterminativo per tutti i nomi singolari è een (/'e:n/). Nel plurale non esistono articoli indeterminativi. Non si mette mai un articolo davanti alle parole indeterminative. Ad esempio, boeken (dei libri).

Il comparativo

Come in inglese, si aggiunge il suffisso sintetico -er agli aggettivi.

Esempio:

rijk [rèik] (ricco) - rijker [rèiker] (più ricco -rispetto a qlcs/qlcn-)

Attenzione! Ci sono vocaboli irregolari che al comparativo hanno una forma differente, come:

goed ['ɣut] - buono (che al comparativo diventa beter, conservando quindi il suffisso comparativo -er, ma cambiando il tema radicale).

Il superlativo

Il superlativo si forma aggiungendo il suffisso sintetico -st all'aggettivo di grado positivo.

Esempio:

rijk -> rijkst.

Naturalmente, esistono delle eccezioni. Ad esempio, goed ['ɣut] diventa best, conservando il suffisso superlativo -st, ma cambiando la radice.

L'avverbio

In olandese, gli avverbi sono invariabili e per alcuni avverbi di qualità si usano i corrispondenti aggettivi.

Es: goed = buono

Zij spreken goed = Essi parlano bene.

Il verbo

I verbi olandesi si dividono in tre categorie: forti, deboli e irregolari. Ecco elencate le loro caratteristiche.

I verbi forti formano il preterito (o imperfetto) e il participio passato modificando la radice, per un processo detto apofonia (modifica del suono vocalico radicale, a seconda dei tempi verbali). Si dividono in sette classi, che possono avere a loro volta due tipi ciascuna, a seconda della vocale radicale dell'infinito (la settima classe, riunendo verbi di diversa provenienza, presenta però alcune tradizionali peculiarità):

  • N° CLASSE (APOFONIE): INFINITO - IMPERFETTO SING. - IMPERFETTO PLUR. - PARTICIPIO PASSATO
  • 1° classe (ij - ee - e - e): kijken - keek - keken - gekeken (guardare)
  • 2° classe/A (ui - oo - o - o): sluiten - sloot - sloten - gesloten (chiudere)
  • 2° classe/B (ie - oo - o - o): kiezen - koos - kozen - gekozen (scegliere)
  • 3° classe/A (i - o - o - o): vinden - vond - vonden - gevonden (trovare)
  • 3° classe/B (e - o - o - o): zenden - zond - zonden - gezonden (mandare/spedire)
  • 4° classe (e - a - a - o): nemen - nam - namen - genomen (prendere)
  • 5° classe/A (e - a - a - e): geven - gaf - gaven - gegeven (dare)
  • 5° classe/B (i - a - a - e): zitten - zat - zaten - gezeten (sedere/sedersi)
  • 6° classe/A (a - oe - oe - a): dragen - droeg - droegen - gedragen (portare/indossare)
  • 6° classe/B (e - oe - oe - o): zweren - zwoer - zwoeren - gezworen (giurare)
  • 7° classe/A (# - ie - ie - #): vallen - viel - vielen - gevallen (cadere)
  • 7° classe/B (# - i - i - #): hangen - hing - hingen - gehangen (pendere)

I verbi deboli formano l'imperfetto aggiungendo:

  • -de alla radice del verbo che termina per consonante sonora;
  • -te alla radice del verbo che termina per consonante sorda.

I verbi deboli formano il participio aggiungendo:

  • il prefisso ge- in tutti i casi (a meno che la radice del verbo non inizi per be, ge, ver, ont);
  • il suffisso -d alla radice del verbo che termina per consonante sonora;
  • il suffisso -t alla radice del verbo che termina per consonante sorda.

I verbi irregolari non fanno uso di queste regole e si declinano in modo diverso.

Ad esempio:

  • zijn - was - waren - geweest (essere)
  • gaan - ging - gingen - gegaan (andare)
  • eten - at - aten - gegeten (mangiare)
  • komen - kwam - kwamen - gekomen (venire)

Verbo essere, tempo presente

  • zijn [sein] (essere)
  • ik ben
  • jij bent [iei bent] (la -t cade nella frase interrogativa, quando s'inverte il verbo: ben jij?)
  • hij, zij, het is [hei, sei, het is]
  • wij zijn [vei sein]
  • jullie zijn [iuli sein]
  • zij zijn [sei sein]

La forma di cortesia, U (sempre maiuscolo), può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U bent/is

  • hebben [hebben] (avere)
  • ik heb
  • jij hebt
  • hij, zij, het heeft
  • wij hebben
  • jullie hebben
  • zij hebben

La forma di cortesia può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U hebt/heeft

  • zullen [söllen] (questo verbo, aggiungendo un infinito alle forme declinate, forma un futuro verbale - es. ik zal hebben, io avrò)
  • ik zal
  • jij zult / U zult
  • hii, zij, het zal
  • wij zullen
  • jullie zullen
  • zij zullen

Per la forma di cortesia, è più utilizzata la seconda persona singolare: U zult

  • Attenzione! Per tutti i verbi (sia irregolari che regolari) la -t finale della 2° persona singolare cade quando s'inverte il verbo col soggetto e ciò accade nei periodi interrogativi e nelle espressioni enfatiche o esclamative!

Esempi:

Heb je een pen? --> Hai una penna?

Morgen kom je niet. --> Domani tu non vieni.

  • Attenzione! In olandese, la persona U è la forma di cortesia, come il Lei in italiano. U deve essere utilizzato con la 2°/3° pers. singolare, identiche in tutti i verbi, tranne in "hebben" e "zijn", che utilizzano rispettivamente "heeft"/"hebt" (il primo più frequente) e "bent"/"is" (il primo molto più frequente).

Esempio:

Heeft/Hebt u een pen? --> Ha (lei) una penna?

  • Il passato prossimo si costruisce:

a. col presente indicativo di "hebben"

oppure

b. col presente indicativo di "zijn"

più, in entrambi i casi, il participio passato del verbo in fondo alla frase. La scelta fra i due ausiliari si basa sul grado di agentività del soggetto, in modo analogo all'italiano. Esempio:

a. Ik heb dat verhaal verteld. (= Ho raccontato quella storia)

b. Hij is in Rotterdam geweest. (= È stato a Rotterdam)

Analisi del periodo

Affinché si comprenda meglio il modo in cui l' olandese forma le frasi, bisogna avere qualche rudimento dell'analisi del periodo, in quanto in questa lingua le frasi cambiano la propria struttura in base al tipo di proposizione con la quale si sta parlando.

Note

  1. ^ Harald Haarmann, Soziologie und Politik der Sprachen Europas, dtv, München, 1975, ISBN 3-423-04161-7; p. 281
  2. ^ Claus Jürgen Hutterer, Die germanischen Sprachen, Wiesbaden, 1987, ISBN 3-922383-52-1; p. 258

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Taalunie: istituzione di lingua olandese per i Paesi Bassi, Belgio e Suriname.
  • Lezioni di olandese.
  • (EN) Integral Dutch Course [1] - Ventidue lezioni di grammatica e conversazione in una sola pagina web
  • (EN) Taalthuis - Online Dutch Course [2] - Corso gratuito suddiviso in due livelli (principiante e intermedio), con supporti audio-video
  • (NL) Het Klein Woordenboek der Vlaamse Taal - Gentse toevoegingen [3] - Dizionario di fiammingo, con spiegazione in nederlandese standard

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