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La lingua nederlandese o olandese, nome nativo nederlands (IPA: /ˈne:dərlɑnts/), è una lingua germanica ed appartiene, più precisamente, al gruppo delle lingue germaniche occidentali. È una delle lingue ufficiali dei Paesi Bassi (insieme al frisone) e del Belgio (insieme alla lingua francese e al tedesco), dove viene generalmente definita fiammingo (vlaams) ed è ufficiale nelle Fiandre e nella Regione di Bruxelles-Capitale. È anche parlata nelle Fiandre francesi (Nord-Passo di Calais)[1][2]. Questa lingua è comunemente nota in Italia come olandese a partire dal Seicento, a causa del predominio commerciale delle due regioni che formano l'Olanda, identificata dagli italiani, altrettanto imprecisamente, con tutti i Paesi Bassi, mentre, in precedenza, gli italiani si riferivano alla lingua locale denominandola fiammingo, a causa del più antico prevalere della cosiddetta Fiandra Belga, situata nella metà settentrionale del Belgio e opposta alla Vallonia di lingua francese, che costituisce invece la metà meridionale - la capitale Bruxelles, geograficamente situata nelle Fiandre, è invece un'isola ufficialmente bilingue francese/olandese, sebbene a larga maggioranza francofona (85-90%). Per quanto olandese sia il nome italiano più comune per questa lingua, il termine può dar luogo ad ambiguità interpretative: in lingua originale hollands, e non nederlands identifica per i linguisti moderni il dialetto olandese: un conglomerato dei dialetti di due sole province dei Paesi Bassi, l'Olanda Settentrionale (Noord-Holland) e l'Olanda Meridionale (Zuid-Holland). La traduzione italiana più foneticamente aderente all'originale nederlands sarebbe lingua nederlandese o neerlandese, anche se questi termini vengono usati molto raramente, essendo, come accennato, storicamente di uso comune in italiano identificare i Paesi Bassi col termine "Olanda", e la lingua ufficiale di questo paese come "lingua olandese". A partire dagli anni novanta del 1900, però, alcune Università italiane hanno modificato il nome dell'insegnamento impartito in "Lingua e Letteratura Nederlandese", viceversa altre mantengono tuttora la denominazione di "Lingua e Letteratura Olandese e Fiamminga". L'olandese è anche la lingua ufficiale del Suriname (ex-colonia dei Paesi Bassi) e di altri due territori ancora sotto la sovranità dei Paesi Bassi, le Antille Olandesi (Curaçao, Bonaire, Sint Maarten, Saba e Sint Eustatius) ed Aruba: in queste ultime due parti del Regno dei Paesi Bassi l'olandese è praticato come seconda lingua mentre la lingua materna della popolazione è di solito il Papiamento (ad Aruba, Bonaire e Curaçao) o l'inglese (a Sint-Maarten, Saba e Sint-Eustatius). In Indonesia la lingua ha una certa diffusione per ragioni storiche (l'Indonesia fu colonia dei Paesi Bassi fino al 1949) ed è importante soprattutto per ragioni archivistiche e giuridiche. La Nederlandse Taalunie (alla lettera: Unione della lingua nederlandese) è un'organizzazione internazionale, fondata nel 1980 con un trattato stipulato tra i Paesi Bassi e la Comunità fiamminga. Nel 2004, il Suriname è divenuto un membro associato di questa organizzazione. La lingua afrikaans, parlata in Sudafrica e in Namibia (sia dalle popolazioni di origine boera sia da una larga parte di quelle di origine mista), è strettamente imparentata con l'olandese. Comunque, le sue particolarità grammaticali (mancanza quasi totale di coniugazioni del verbo e dell'imperfetto, negazione doppia, un solo genere grammaticale) e lessicali (l'introduzione di un discreto numero di parole derivanti da dialetti africani) ne fanno una lingua a sé stante, sviluppatasi indipendentemente dall'olandese del Settecento. Il primo documento in questa lingua è comunemente ritenuto un testo del XII secolo le cui prime parole sono Hebban olla vogala, ma vi sarebbero altre attestazioni ben anteriori.
DialettiNella lingua olandese, esistono due principali dialetti. Il Pella Dutch, che è parlato nella città di Pella in Iowa, deriva dal dialetto Zuid-Gelders dei Paesi Bassi. Il secondo dialetto è il Frans-Vlaams (fiammingo vallone), che è parlato nell'odierna Francia settentrionale. Il Frans-Vlaams viene parlato da una minoranza nella zona di Cassel e Hazebrouck; è un dialetto simile al fiammingo occidentale, che viene parlato nel Belgio. GrammaticaRegole essenziali dell'ortografia L'ortografia olandese (in cui, a differenza del tedesco, non si utilizzano le maiuscole per indicare sistematicamente i sostantivi, tranne in casi particolari, come in italiano) si basa fondamentalmente sulla suddivisione dei vocaboli in sillabe. In olandese abbiamo dunque due tipi di sillabe:
È perciò importante rispettare le seguenti regole: Le vocali a, e, o, u quando hanno un suono lungo sono rappresentate da due lettere in una sillaba chiusa ed una lettera in una sillaba aperta. Quando le stesse vocali a, e, o, u hanno un suono breve, si ritrovano in una sillaba chiusa. PronunciaConsonanti
Dove i simboli appaiono in coppia, quello di sinistra rappresenta la consonante sorda e quello di destra la consonante sonora. Note:
Peculiarità e tratti tipici:
L'articoloL'articolo determinativo
L'articolo è una parte del discorso invariabile, infatti i casi si formano analiticamente, abbinando cioè l'articolo ad una preposizione (come in italiano). Si dirà perciò het boek van de jongen (il libro del ragazzo) e ik geef het boek aan de jongen (do il libro al ragazzo). Ma in alcune frasi idiomatiche o nei nomi di alcune città, si sono conservate le antiche declinazioni sintetiche (come in latino), quali i genitivi des e der e il dativo singolare den. Ad esempio, in naam der koningin (in nome della regina), op den duur (alla lunga) e Den Haag (L'Aia). L'articolo indeterminativo L'articolo indeterminativo per tutti i nomi singolari è een (/'e:n/). Nel plurale non esistono articoli indeterminativi. Non si mette mai un articolo davanti alle parole indeterminative. Ad esempio, boeken (dei libri). Il comparativoCome in inglese, si aggiunge il suffisso sintetico -er agli aggettivi. Esempio: rijk [rèik] (ricco) - rijker [rèiker] (più ricco -rispetto a qlcs/qlcn-) Attenzione! Ci sono vocaboli irregolari che al comparativo hanno una forma differente, come: goed ['ɣut] - buono (che al comparativo diventa beter, conservando quindi il suffisso comparativo -er, ma cambiando il tema radicale). Il superlativoIl superlativo si forma aggiungendo il suffisso sintetico -st all'aggettivo di grado positivo. Esempio: rijk -> rijkst. Naturalmente, esistono delle eccezioni. Ad esempio, goed ['ɣut] diventa best, conservando il suffisso superlativo -st, ma cambiando la radice. L'avverbioIn olandese, gli avverbi sono invariabili e per alcuni avverbi di qualità si usano i corrispondenti aggettivi. Es: goed = buono Zij spreken goed = Essi parlano bene. Il verboI verbi olandesi si dividono in tre categorie: forti, deboli e irregolari. Ecco elencate le loro caratteristiche. I verbi forti formano il preterito (o imperfetto) e il participio passato modificando la radice, per un processo detto apofonia (modifica del suono vocalico radicale, a seconda dei tempi verbali). Si dividono in sette classi, che possono avere a loro volta due tipi ciascuna, a seconda della vocale radicale dell'infinito (la settima classe, riunendo verbi di diversa provenienza, presenta però alcune tradizionali peculiarità):
I verbi deboli formano l'imperfetto aggiungendo:
I verbi deboli formano il participio aggiungendo:
I verbi irregolari non fanno uso di queste regole e si declinano in modo diverso. Ad esempio:
Verbo essere, tempo presente
La forma di cortesia, U (sempre maiuscolo), può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U bent/is
La forma di cortesia può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U hebt/heeft
Per la forma di cortesia, è più utilizzata la seconda persona singolare: U zult
Esempi: Heb je een pen? --> Hai una penna? Morgen kom je niet. --> Domani tu non vieni.
Esempio: Heeft/Hebt u een pen? --> Ha (lei) una penna?
a. col presente indicativo di "hebben" oppure b. col presente indicativo di "zijn" più, in entrambi i casi, il participio passato del verbo in fondo alla frase. La scelta fra i due ausiliari si basa sul grado di agentività del soggetto, in modo analogo all'italiano. Esempio: a. Ik heb dat verhaal verteld. (= Ho raccontato quella storia) b. Hij is in Rotterdam geweest. (= È stato a Rotterdam) Analisi del periodoAffinché si comprenda meglio il modo in cui l' olandese forma le frasi, bisogna avere qualche rudimento dell'analisi del periodo, in quanto in questa lingua le frasi cambiano la propria struttura in base al tipo di proposizione con la quale si sta parlando. Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Lingue germaniche occidentali
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