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Il danese è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave del gruppo delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee. È lingua ufficiale in Danimarca e seconda lingua ufficiale in Groenlandia (accanto alla lingua inuktitut) e sulle Isole Fær Øer (accanto alla lingua faroese). Come ex lingua coloniale, è ancora in uso in Islanda. Anche la variante Bokmål della lingua norvegese è, dal punto di visto strettamente linguistico, un dialetto danese. Ciò nonostante, gli sviluppi storico-culturali inducono a non considerarla tale. Una variante particolare del danese è parlata sull'isola Bornholm, il bornholmese, che mantiene tratti rinvenuti a tutt'oggi nella lingua islandese.
GrammaticaInsieme ad altre lingue scandinave, il danese è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. I sostantivi possono essere di due generi: neutro e comune. Un elemento distintivo delle lingue scandinave è l'articolo enclitico: l'articolo (determinativo) viene aggiunto come suffisso al sostantivo, quando esso non è modificato da un aggettivo, come nei due esempi seguenti.
FoneticaUna caratteristica tipica del danese è costituita dallo stød (letteralmente, "spinta"): si tratta di una forma di laringalizzazione delle consonanti sonore e delle vocali, realizzata anche come colpo di glottide; ha funzione distintiva fonematica, con coppie di parole differenziate solo dalla sua assenza o presenza, come in hun [hun] "ella" e hund [hunˀ] "cane", mor [mo:ɐ̯] "madre" e mord [mo:ˀɐ̯] "omicidio". Diversamente da svedese e norvegese, non c'è la distinzione tonale fra accento "acuto" e "grave", ma la distribuzione dello stød è storicamente legata alle differenze di tono nelle altre due lingue scandinave. È frequente in danese una notevole riduzione e assimilazione sia di consonanti che di vocali persino in un registro linguistico molto formale, il che può dare agli stranieri un'impressione di pronuncia indistinta e inaccurata. Le consonanti /b, d, g/ sono sempre sorde: è solo l'assenza di aspirazione che le mantiene rispettivamente distinte da /p, t, k/; la distinzione è presente solo in posizione iniziale di parola o di sillaba tonica, e manca in parole come lægge e lække, entrambe pronunciate [ˈlɛg̊ə]. NumeriA differenza delle altre lingue scandinave, i numeri in danese si basano sul sistema vigesimale: tyve (venti) è la base del sistema numerico. Tres (forma breve per tresindstyve) significa 3 volte 20, cioè 60; firs (forma breve per firsindstyve) sta per 4 volte 20, cioè 80. Halvtreds significa (3−½) volte 20, cioè 50. AlfabetoPer scrivere il danese si usa l'alfabeto latino con le tre lettere aggiuntive Æ æ, Ø ø, Å å. Lessico fondamentale
Lingue germaniche occidentali
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