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L'informatica è una scienza interdisciplinare che riguarda tutti gli aspetti del trattamento dell'informazione mediante procedure automatizzabili. L'etimologia italiana della parola "informatica" proviene dalla lingua francese, dalla compressione di inform(ation electronique ou autom)atique, e sicuramente Philippe Dreyfus, che per primo utilizza nel 1962 il termine informatique (informatica) voleva significare la gestione automatica dell'informazione mediante calcolatore (naturale o artificiale). Da notare come tale definizione implichi un distacco tra il concetto di scienza e l'area di studio di tale disciplina quando in lingua inglese viene utilizzato il termine computer science che presuppone l'esistenza della figura dello scienziato e quindi dell'uomo, del ricercatore interessato all'approfondimento della conoscenza della tecnologia dell'elaborazione. È importante anche notare il differente significato di origine tra queste tre lingue nel denominare lo strumento base dell'informatica:
Oggi informatica è un termine di uso comune ma dai contorni ben poco definiti. La valenza dell'informatica in termini socio-economici ha scalato in pochi anni la piramide di Anthony, passando da operativa (in sostituzione o a supporto di compiti semplici e ripetitivi), a tattica (a supporto della pianificazione o gestione di breve termine), a strategica. Data l'ampiezza del trattare l'informatica è quindi necessario definire, sia pure a grandi linee, e senza la presunzione della perfezione matematica, un quadro generale entro il quale comprendere la materia. Seguono le sezioni:
Teorie e terminologia di base
Hardware
Nell'informatica pionieristica degli anni sessanta questo termine inglese, letteralmente "ferramenta", ben si prestava a indicare le macchine utilizzate. Anche con la sostituzione delle valvole termoioniche in favore dei transistor e poi dei primi circuiti integrati MOS, tali macchine erano composte da telai e pannelli metallici robusti tutti rigorosamente assemblati mediante bullonature vistose, per contenere i preziosissimi e delicatissimi circuiti elettronici che erano il cuore degli elaboratori e delle prime periferiche di base. Oggi, quando risulta difficile ritenere ferramenta un mouse o una webcam, il termine è rimasto più che altro per distinguere tutto ciò che è macchina, strumento da tutto ciò che è intelligenza (il software) per far funzionare la macchina o lo strumento. Software
Detto che il software è la parte intelligente, quella che da istruzioni per fare, è importante distinguere immediatamente il software di base dal software applicativo:
In altri termini possiamo dire che l'elaboratore usa:
Nei primi elaboratori il software di base non esisteva. Ma appena la tecnologia lo permise, soprattutto con maggiori capacità di memoria, si separarono le istruzioni per i servizi interni da quelle di elaborazione vera e propria. Questa separazione portò ai primi rudimentali ma efficaci sistemi operativi e quindi ai primi sistemi di elaborazione dati cosiddetti general purpose come ad esempio l'IBM/360. Oggi, se si escludono i sistemi dedicati a particolari servizi critici come l'avionica, la chirurgia assistita, il controllo di impianti a ciclo continuo, mezzi in movimento, ecc. il rapporto tra software di base e software applicativo è sempre superiore a uno.
Sistema informaticoHardware e software formano un sistema informatico; formano uno strumento utile per fare qualcosa. Internet nel suo insieme è un sistema informatico, formato a sua volta da una rete di sistemi informatici che lavorano per un obiettivo comune: permettere a chiunque di connettersi e scambiare informazioni con chiunque, in qualsiasi parte del globo.
ApplicazioneDel sistema informatico si è detto che è uno strumento utile per fare qualcosa. Questo qualcosa è l'applicazione. Le prime applicazioni pratiche si ebbero, negli anni sessanta e inizio settanta, nelle grandi aziende, e in generale nelle grandi organizzazioni pubbliche o private, laddove soluzioni informatiche abbastanza semplici permettevano significativi risparmi di tempo nelle operazioni quotidiane e di routine. Basti ricordare Banca d'Italia, Alitalia, Eni, Montedison, Enel. Con gli anni, e con uno sviluppo sempre più veloce delle capacità di elaborazione in parallelo all'abbassamento dei costi, l'informatica ha pervaso qualsiasi settore, fino alla vita quotidiana e all'intrattenimento personale.
GestioneCon l'informatica che cominciava a diffondersi al di fuori del ristretto mondo della ricerca e all'interno di grandi strutture operative sorse la necessità di nuove figure professionali che "curassero" l'oggetto ancora misterioso che era l'elaboratore elettronico. E sorse anche la necessità di dare un nome e includere nella struttura operativa quell'unità a cui veniva demandato il compito di elaborare i dati. Il primo nucleo riconosciuto di persone addette alla elaborazione dei dati fu il cosiddetto Centro Meccanografico. Era dotato di elaboratori della seconda generazione (circuiti elettromagnetici, pannelli di programma somiglianti alle consolle telefoniche dei centralini di inizio secolo, in cui le istruzioni erano connettori a doppio spinotto introdotti in prese unipolari, ciascuna col suo scopo), schede perforate per i dati di massa, macchine perforatrici, macchine selezionatrici e stampatrici a barre verticali. Il centro era gestito da un capo centro che governava sui primi programmatori, sugli operatori, sulle perforatrici (donne). All'inizio degli anni sessanta, con l'avvento della terza generazione degli elaboratori (del tipo IBM/360), le cose non cambiarono molto, tranne chè l'unità organizzativa, soprattutto in ambienti nuovi si chiamava Centro Elaborazione Dati (CED). Nota: la definizione di centro meccanografico è stata dura a morire, soprattutto in Pubblica Amministrazione. Con l'aumento della pervasività dell'informatica via via in ogni settore aziendale e di servizio, il CED è diventato una unità strategica, spesso anche scomoda e comunque costosissima. La diffusione del personal computer ha dato il colpo di grazia alla maggior parte di queste strutture, costrette a cedere il potere di unici depositari delle capacità di gestire i mezzi informatici. Oggi le grandi aziende tendono ad avere un nucleo interno dedicato all'informatica, composto solo da personale di alto livello e generalmente dipendenti direttamente dalla Direzione generale. Tutta la parte operativa è gestita in outsourcing da società specializzate. Tutto questo riguarda soprattutto l'informatica gestionale delle medie grandi aziende del settore privato, quella governata con i sistemi ERP. Alcune isole di applicazioni mission critical (determinati processi o determinati servizi) sono rimasti sotto la piena responsabilità interna. Nel settore Pubblico il processo di esternalizzazione è stato molto più lento ed è tuttora in corso. Le piccole e medie aziende, non avendo a disposizione risorse finanziarie sufficienti hanno iniziato a fruire delle opportunità offerte dall'informatica solo in tempi relativamente recenti, quando le case costruttrici di elaboratori hanno creato macchine ad hoc (vedi ad esempio il sytstem/38 IBM diventato poi AS/400), dotato anche di applicazioni software adatte a quelle realtà, sia con il diffondersi sul territorio di aziende specializzate nel fornire servizi orientati a tale tipo di azienda.
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