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Dal punto di vista strettamente chimico, la fermentazione è un processo ossidativo anaerobico svolto da numerosi organismi a carico di carboidrati (o raramente di aminoacidi) per la produzione di energia. Data la grande importanza che questo tipo di metabolismo svolge nella preparazione di parecchi alimenti (ma anche nella loro degradazione) il termine fermentazione è stato ampiamente usato per indicare una qualsiasi trasformazione catalizzata da un microorganismo. Talvolta il termine è ancora usato in questo senso.
StoriaIl termine fermentazione deriva dal latino fervere (ribollire), termine usato per indicare l'aspetto del mosto durante la preparazione del vino. Prima della nascita della chimica biologica (Friedrich Wöhler, 1828), i processi di degradazione delle molecole organiche (fermentazioni e putrefazione) venivano confusamente accomunate con la digestione degli alimenti generalmente in un'ottica vitalistica. La scoperta di lieviti acellulari come il cremore di tartaro e della capacità fermentante di alcuni estratti acellulari (caglio) contribuì a mantenere una certa ambiguità nell'uso del termine. L. Pasteur, fece un pò di chiarezza attribuendo la fermentazione a enti non ben definiti indicati come fermenti, contenuti nelle cellule di lievito. I successivi studi (Eduard Buchner, 1897...) portarono prima a scoprire la natura proteica dei fermenti e ad identificarli con gli enzimi e, successivamente (Gustav Embden, Otto Meyerhof... ), vennero chiarite le principali vie del metabolismo energetico in generale e della fermentazione in particolare. Una storia culturale e scientifica così lunga e complessa ha lasciato importanti tracce nella vita e nel linguaggio quotidiano, tracce che dobbiamo studiare come testimonianza del pensiero e del lavoro di chi ci ha preceduto. BiochimicaDal momento che in anaerobiosi non è disponibile l'ossigeno come accettore finale di elettroni, lo stesso substrato viene in parte ossidato ed in parte ridotto. Le fermentazioni sono quindi delle disproporzioni. Nella maggior parte delle fermentazioni il metabolita di partenza è uno zucchero o un altro composto in cui il numero di ossidazione medio del carbonio è zero in quanto il carbonio stesso verrà in parte ossidato ed in parte ridotto. Nelle fermentazioni conviene distinguere due parti:
Nella prima parte, la glicolisi, il glucosio viene trasformato in due molecole di acido piruvico con contemporanea produzione di due molecole di ATP e due molecole di NADH2. L'ATP è una molecola ad alto contenuto energetico subito disponibile per le varie necessità della cellula. Nella seconda parte della fermentazione, la cellula provvede alla rigenerazione del NADH2. Il NAD, nella sua forma ridotta, rappresenta una grossa fonte di energia che per essere utilizzata richiede però la presenza di ossigeno. In assenza di ossigeno, il NAD ridotto deve essere liberato del suo prezioso carico senza ricavarne energia. Le varie fermentazioni differiscono per il modo in cui il NAD viene rigenerato. Confrontando i numeri di ossidazione dei singoli atomi di carbonio della molecola di Ac. lattico (-3; 0; +3) con il numero di ossidazione del carbonio nel glucosio (0), si nota come come la stessa molecola sia stata in parte ossidata ed in parte ridotta (disproporzione). È questa ossidoriduzione interna che fornisce l'energia fissata nelle due molecole di ATP. Tipi di fermentazioneFermentazione latticaNella fermentazione lattica i due atomi di idrogeno vengono trasferiti sul carbonio in posizione 2 dell'acido piruvico, producendo acido lattico:
Questo processo viene attuato da alcuni batteri (lattobacilli) e dalle cellule del corpo umano in condizioni di anaerobiosi (muscolo). Nei muscoli, in condizioni di carico intenso, viene prodotta energia a carico del glicogeno presente in loco, che viene prima scisso in glucosio e poi viene fermentato ad acido lattico. L'accumulo di questo catabolita genera l'affaticamento muscolare e viene gradualmente eliminato durante il recupero. Fermentazione alcolicaQui di seguito come viene rigenerato il NADH2 per la fermentazione alcolica:
La fermentazione alcolica ha come risultato la trasformazione degli zuccheri in alcol etilico e anidride carbonica. Tale processo è alla base della produzione delle principali bevande alcoliche (vino, birra) ma anche della lievitazione del pane. Questa fermentazione, realizzata partendo da sottoporodotti produzioni agricole, viene utilizzata anche per la produzione del bioetanolo. Il processo viene svolto da dei funghi unicellulari chiamati lieviti. Inizialmente tali organismi messi nel substrato di coltura (il mosto, il malto o l'impasto del pane) svolgono una respirazione aerobica, utilizzando cioè l'ossigeno dell'aria, trasformando gli zuccheri in acqua ed anidride carbonica. Poi dall'interno della massa in fermentazione per mancanza di ossigeno i lieviti passano alla fermentazione sfruttando l'energia degli zuccheri ossidandoli anaerobicamente (senza l'utilizzo di ossigeno) in alcol etilico ed anidride carbonica. Gli organismi fermentatori, liberando nell'ambiente i loro prodotti, abbandonano un catabolita ricco di energia, ulteriormente utilizzabile in presenza di ossigeno. La scarsa resa energetica della fermentazione è compensata dalla flessibilità ecologica che permette ai fermentatori di vivere anche in condizioni in cui gli organismi aerobi obbligati non sono in grado di sopravvivere. Questo si nota nella produzione di aceto: Essa avviene dopo la fermentazione alcolica ed è dovuta a microrganismi aerobici del genere Acetobacter e Mycoderma che sfruttano aerobicamente proprio il catabolita (etanolo) finale della fermentazione alcolica. Altre fermentazioniÈ doveroso accennare al fatto che tra i procarioti si incontrano svariati altri tipi di fermentazione che prendono il nome dal prodotto principale:
Tutte sono accomunate dalla conservazione nei prodotti del numero di ossidazione medio dei reagenti. Le fermentazioni nelle produzioni alimentari
In molte culture le fermentazioni hanno fornito importanti strumenti per la trasformazione degli alimenti aumentandone la conservabilità. Le fermentazioni sono alla base della preparazione di numerosi alimenti di origine animale e vegetale: PaneNella panificazione il lievito (del genere Saccharomyces) fermenta gli oligosaccaridi che si staccano dall'amido durante la fase di impasto e di riposo della massa in lavorazione. I prodotti della fermentazione alcolica (alcol etilico ed anidride carbonica) passano in fase gassosa formando le caratteristiche bolle durante la lievitazione e la cottura. VinoIl vino viene prodotto a partire da soluzioni zuccherine ottenute dallo schiacciamento del grappolo d'uva lasciate a fermentare con i lieviti unicellulari del genere Saccharomyces presenti sulla buccia dell'acino o provenienti da colture selezionate. A seconda delle condizioni di fermentazione, si differenziano le qualità organolettiche (colore, sapori, aromi...) del vino caratteristiche che si arricchiscono ulteriormente durante le fasi successive di lavorazione. Il lievito in condizioni anaerobiche trasforma 100 grammi di zucchero in 51,1 di alcool etilico con un rendimento in volume del 65.5%. Questo è un rendimento ideale, nella realtà una parte dello zucchero disponibile è utilizzata dal lievito per moltiplicarsi, inoltre durante la fermentazione i lieviti del mosto producono, oltre l'alcol e l'anidride carbonica, anche prodotti secondari (glicerina, acido acetico, acido succinico) che contribuiscono a caratterizzare l'aroma del prodotto finito. Il rendimento reale quindi si approssima al 60% in volume. BirraLa birra si ottiene per l'azione di lieviti della specie Saccharomyces cerevisiae su di un mosto contente malto di orzo e quantità variabili di altri cereali (grano o riso) o mais. La lavorazione è tale da conservare nel prodotto anche l'anidride carbonica. Sottoprodotti dei birrifici sono il "lievito di birra" venduto disidratato o compresso in panetti e l'anidride carbonica. FormaggiNella maturazione di alcuni formaggi (riconoscibili dalle "occhiature") gli zuccheri residui vengono degradati con produzione di anidride carbonica. Altri formaggi maturano utilizzando vie metaboliche diverse dalla fermentazione. YogurtLo yogurt è il risultato della fermentazione lattica operata da ceppi selezionati di lattobacilli sul latte, intero o trattato. L'abbassamento del pH dovuto all'accumulo dell'acido lattico protegge il latte da altre alterazioni che lo renderebbero inadatto all'alimentazione e ne permettono quindi la conservazione a temperatura ambiente. L'abbassamento del pH dovuto all'accumulo dell'acido lattico determina la denaturazione della caseina che coagula conferendo al prodotto la caratteristica consistenza. Nella produzione industriale, spesso si usa addizionare lo yogurth di zucchero o di marmellate per migliorare la gradibilità. Voci correlateCollegamenti esterni
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