Discussione:Anarco-capitalismo

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Indice

In Italia

Questa voce è insopportabvile per il conbtributo di malafede dei falsi libertari al soldo di berlusconi che avvalorano un anarcocapitalismo italiano che non è mai esistito, se non per sparare cazzate. Si è affermato, ed è giusto, che il primo autore italiano ad essersi interessato di anarco-capitalismo sia stato Bruno Leoni, ma operava negli Stati Uniti e i suoi scritti non ebbero alcune ripercussione da noi. La rivista di La Conca durò solo cinque numeri ed uscì in un periodo "sbagliato", ma fu la prima voce a farsi sentire realmente. Sulla scena italiana si è sopravvalutata, è ovvio, la corrente più rappresentata, quella di "Enclave" e dell' "Istituto Leoni", ma non si è specificato che a causa della tendenza al conservatorismo morale che ha avvicinato il gruppo alla Lega Nord e alla Chiesa cattolica, alcuni dissidenti (fra i quali Nicosia, Corvaglia e il redivivo La Conca, che tuttavia si considera un ortodosso) operano ai margini del movimento producendo un anarchismo liberale, che definiscono "anarchismo analitico", a metà strada fra l'anarco-capitalismo e l'anarchismo classico.

Non è esatto che Leoni si interessasse di anarco-capitalismo, dato che quando scriveva Leoni il movimento anarco-capitalista non esisteva. E' vero il contrario, che alcune idee di Leoni hanno influenzato l'anarco-capitalismo, o fanno parte del fiume dei precursori.

Revisione dell'articolo

Ho revisionato l'articolo cercando di lasciare quanto l'autore aveva inserito nella parte descrittiva, ma chiarendo, ogni volta possibile, che si trattava di opinioni, certamente rispettabili in quanto tali, ma certamente non si trattava di verità universali (come apparivano nella prima stesura).

Ho cercato anche di fornire un tono più enciclopedico e meno pubblicitario. L'articolo è bene che venga ancora controllato, ma tutti i riferimenti che ho provato a verificare mi sembravano giusti.

Il contenuto è molto discutibile, e mantiene un certo tono pov, che però ho visto tollerato in molte voci relative a partiti politici e movimenti. In altre parole, la descrizione del comunismo o del socialismo è facile che venga fatta da qualcuno vicino a tali ambienti e qualcosa delle sua idee resta. Lo stesso vale qui.

Ho cercato di concentrare le critiche nel paragrafo finale, parzialmente opera mia, tenendo conto anche degli studi fatti per la voce liberismo ed altre correlate. Vale la pena di chiarire il riferimento al Trotzkismo di destra, che a qualcuno potrebbe sembrare strano. Il mio riferimento è "Il totalitarismo tecno-manageriale da Burnham a Bush" di Bifo Berardi (www.rekombinant.org/article.php?sid=2241 dovrebbe essere recuperabile dalla cache di google). Esso fa riferimento all'ideologo di destra Burnham, che per Bifo ha ispirato i neocons. Cito:

"James Burnham è stato una delle figure più influenti dell'anticomunismo nell'era della guerra fredda. Negli anni Trenta militò nel Socialist Workers Party e nella Quarta Internazionale trotskista, e dopo essersi dimesso da quell’organizzazione nel 1940, nei primi anni della guerra affermò a più riprese che la Germania hitleriana era destinata a vincere la guerra, perché essa rappresentava la forma più compiuta ed energica della nuova società, post-capitalista ma non socialista, dominata dai manager."

Nell'articolo viene riportata una sintesi di Orwell del pensiero di Burnham: Quel che sta nascendo è un nuovo tipo di società pianificata e centralizzata che non sarà né capitalista né democratica. I governanti saranno coloro che controllano effettivamente i mezzi di produzione, cioè gli esecutivi, i tecnici i burocrati e i militari, uniti sotto la categoria di “managers”.

Insomma, per chi vuole approfondire i riferimenti ci sono. --Truman Burbank 15:27, ott 13, 2005 (CEST)


La coercizione

Qualcuno mi ha modificato la frase:

questa teoria politica propone l’instaurazione di una società basata sul mercato e in cui sia eliminato ogni ricorso alla coercizione da parte dello stato.
levando le parole "da parte dello stato".

A me la frase appariva corretta prima, nel senso che la coercizione da parte dello stato può essere eliminata, ma restano le coercizioni da parte di altri individui e/o organizzazioni. I motivi li spiegava Hobbes meglio di me ("Homo homini lupus"). Resta il fatto che l'anarco capitalismo sembrerebbe trascurare buona parte dell'evoluzione del pensiero politico da Hobbes (compreso) in poi, in particolare non sembra considerare minimamente l'idea del contratto sociale. In queste condizioni si può anche far finta che senza legge l'uomo sia libero, ma l'anarco capitalismo a me sembra abbia creato condizioni di schiavitù di fatto in molti paesi (un esempio sono quelli sudamericani). Credo di aver spiegato perchè la frase per me andava bene prima. Adesso gradirei le spiegazioni di chi l'ha modificata.--Truman Burbank 10:31, ott 14, 2005 (CEST)

Non sono io che ho modificato, ma non puoi pretendere credibilità se affermi che in Sud America vige "l'anarco-capitalismo": dimostri di non aver capito nulla di che cos'è, con tutti i suoi difetti, l'anarco-capitalismo.

La visione europea

Nel seguito il paragrafo come era nella mia stesura, poi modificata da ignoto.

Interpretato secondo le categorie della politica europea, il libertario americano viene al tempo stesso visto come un ultrà del conservatorismo e un sostenitore radicale delle libertà individuali: favorevole ai potenti contro i poveri, ma anche ai diritti dei gay e dei tossicodipendenti. In sintesi un Trockijsmo di estrema destra, il prevalere della legge della giungla sulla legge umana.

Per molti studiosi i richiami alla concorrenza sono solo fumo negli occhi, vista l'incapacità storica del mercato di creare da solo la concorrenza. Lo stesso Hayek, teorico del liberismo sostiene la necessità che lo stato mantenga una funzione regolatrice.

In questa prospettiva le idee dell'anarco-capitalismo tendono ad apparire deliranti, oppure troppo mirate a sostenere interessi di lobby.

Può essere interessante notare che in Italia le libertà individuali sono sostenute dal Partito Radicale il quale, dopo una fase interlocutoria, tende oggi ad essere visto come più vicino alla destra che alla sinistra, pur mantenendo sue caratteristiche peculiari.


Visto che non si riesce a discutere della voce, rinuncio a metterci ulteriormente mano. Per me resta abbondantemente POV con gli ultimi ritocchi, poichè viene eliminato ogni contraddittorio. --Truman Burbank 11:08, ott 16, 2005 (CEST)


Ho provato a domare il tono apologetico ed il POV che permeavano l'articolo attraverso un uso massiccio del condizionale, e ponendo un po' di distanza tra la voce narrante e gli anarco-capitalisti, ai quali mi sono riferito spesso come "loro". Lo stile necessita ancora di pesanti limature, ma almeno ora l'anarco-capitalismo è un po' più una teoria ed un po' meno la verità rivelata ;-) O almeno lo spero: viste le mie idee non mi è riuscito proprio di indulgere, ma è stata molto dura, e non mi meraviglierei se il POV originario dell'articolo ancora trasparisse ben chiaro.
81.211.222.198

Truman Burbank è sicuramente molto preparato, ma è evidente che di anarco-capitalismo non sa nulla. Confonde l'anarco-capitalismo con il turbo-capitalismo di Stato. Altro discorso è che gli attuali anarco-capitalisti italiani, tranne i dissidenti sopra indicati, siano dei conservatori non sempre in buona fede (Antifonte68).

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