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La deframmentazione è un'operazione informatica che consiste nel ristrutturare l'allocazione dei files presenti su un hard disk facendo in modo che ciascun file risulti memorizzato in zone contigue dal punto di vista fisico; questo diminuisce drasticamente i tempi i accesso al file. L'hard disk è organizzato in gruppi di settori contigui, i cluster, che sono unità minime di memorizzazione, in pratica delle caselline di grandezza predefinita. C'è da precisare che ogni tipo di formattazione del disco fisso, che sia FAT, FAT32 o NTFS, presenta una dimensione dei cluster predefinita. Per esempio una formattazione di tipo FAT suddivide l'hard disk in cluster che, per i dischi di grandi dimensioni, sono di 32 Kbyte ciascuno. Una FAT32 in cluster da 16 Kbyte e una NTFS in cluster che a seconda delle nostre preferenze possono variare da circa 4 kbyte a circa mezzo kbyte. Ovviamente, più i cluster sono piccoli più il disco è usato in modo efficiente, utilizzando i byte a disposizione sul supporto fisico. Per esempio, se il file da memorizzare fosse di soli 200 bytes, lo spazio inutilizzato sarebbe di ben 32K -200 bytes per il formato FAT. Quando un file viene scritto su un hard disk, questo occupa il primo spazio libero (settore) disponibile sullo stesso, ed occupa tanti settori quanti servono per contenere l'intero file. Se però lo spazio contiguo è troppo piccolo rispetto alle dimensioni del file, il file viene suddiviso in uno o più pezzi non contigui. Alla fine di ogni catena di settori contigui, viene inserito un riferimento che rimanda al prossimo settore che contiene la restante porzione del file, fino al raggiungimento della fine del file. Un file, modificato in piu occasioni, tende ad aumentare di dimensioni e quindi ad essere scritto in diversi posti liberi dell'hard disk, cioè tende ad essere scritto in piu "frammenti". Reiterate azioni di questo tipo, del tutto normali, portano ad una frammentazione di file o del documento, con il risultato di rendere più lento il loro reperimento da parte dei software. La gestione del file da parte del software, è trasparente per l'utente, ma l'hard disk è costretto a leggere in punti differenti della faccia del disco, saltando da un settore all'altro, per fornire il file completo. Questo comporta un rallentamento perché l'hard disk stesso, impegnato nella ricerca dei frammenti, impiega più tempo per renderli disponibili al software. La deframmentazione ripristina la contiguità dei file rendendo più veloce la loro lettura in quanto il sistema operativo non deve cercare le parti del file sparse per l'hard disk. Alcuni programmi specializzati forniscono la possibilità di effettuare vari tipi di deframmentazione a seconda delle nostre esigenze. La deframmentazione può essere effettuata al semplice fine di ricompattare i file frammentati (opzione utile per gli hdd di archivio) oppure per esempio per riordinare i file in ordine alfabetico oppure in base alla data e/o frequenza di accesso ai file. Quest'ultima opzione e molto utile per hdd che ospitano il sistema operativo e i programmi. programmi utili: |
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