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Il Bel e il suo sottomultiplo decibel sono unità di misura di tipo logaritmico: le corrispondenti misure sono numeri puri, e precisamente un determinato logaritmo del rapporto fra due grandezze omogenee (esprimibili cioè nella stessa unità di misura, e tali, quindi, che il loro rapporto è un numero puro adimensionale). Le unità di misura B e dB sono anch' esse adimensionali, e quindi non specificano una grandezza fisica come il metro o il watt: ma devono essere indicate nella misura, perché la loro conoscenza è necessaria (e sufficiente) per risalire dalla misura al rapporto originale.
Un rapporto misurato in Bel si definisce come il logaritmo in base 10 del rapporto stesso. Dire che un rapporto è di 1 Bel equivale quindi a dire che il rapporto stesso è di 10:1. Il rapporto espresso in Bel fra due numeri o due grandezze fisiche omogenee, N1 e N2, resta quindi definito come:
ed ovviamente, per essere espresso in deciBel, deve essere moltiplicato per 10:
Una nota di cautela sul fattore 20In fisica ed in ingegneria spesso si assume, senza neppure esplicitarlo, che i rapporti in dB che verranno calcolati siano sempre relativi a energie o potenze, anche partendo da altre grandezze da cui energie e potenze dipendono non linearmente. Questo introduce nei calcoli un fattore 20 che può creare confusione. Ad esempio, in elettronica ed elettrotecnica, parlando di rapporti in dB fra tensioni o correnti elettriche, talvolta non si intende il rapporto fra le grandezze stesse, ma fra le potenze che le tensioni o le correnti svilupperebbero se applicate ad una medesima impendenza. Essendo la potenza W proporzionale al quadrato della tensione V o della corrente I, sfruttando le proprietà dei logaritmi si ricavano le formule seguenti: che valgono, però, solo nell' ipotesi che le tensioni o correnti di ingresso e di uscita vengano applicate ad una medesima impendenza: cosa spesso vera per gli amplificatori a radiofrequenza, ma ben lontana dalla realtà nella maggior parte dei comuni amplificatori audio.
il livello di pressione sonora viene definito invece come che non è il rapporto in dB fra la pressione sonora p e la pressione sonora corrispondente alla soglia di udibilità p0, ma fra i corrispondenti flussi di energia (calcolati a parità di mezzo trasmissivo).
Chi scrive queste formule in un testo dovrebbe chiarire esplicitamente che sta calcolando un guadagno, un' attenuazione o una dinamica in dB come rapporto fra due potenze, anche se a partire da grandezze diverse. Chi, al contrario, incontra in un testo formule per il calcolo di un rapporto in dB contenenti, come queste, il fattore 20 anziché 10, sia consapevole che l' autore ha fatto, esplicitamente o implicitamente, questa assunzione. Decibel assolutiSpesso si sceglie di misurare grandezze (tensioni, potenze ecc.) direttamente in decibel, ovvero riferendo la grandezza alla sua unità di misura. Usando la definizione sopra riportata scegliamo per N2 l'unità di misura appropriata, ad esempio 1 V o 1 A, specificando questo fatto nel simbolo dimensionale della misura: decibel-Volt (dBV), decibel-Watt (dBW), decibel milliwatt (dBmW) e poi si calcola il rapporto in dB fra la grandezza misurata e quella di riferimento: per esempio, una tensione di 220 volt equivale a 23,4 dBV (tensione di riferimento 1 V) o a 53,4 dBmV (tensione di riferimento 1 mV). In elettronica è diffuso l'uso - formalmente non corretto - di abbreviare la sigla dBmW in dBm, sottintendendo l'unità di misura. Operazioni con i decibelUsando i decibel, le moltiplicazioni e le divisioni diventano somme e sottrazioni. Per esempio, se abbiamo un segnale radio la cui potenza è -62 dBmW e lo riceviamo con un'antenna di guadagno 11 dB, lo filtriamo con un filtro passa-banda che attenua in potenza -1,3 dB e lo amplifichiamo con un amplificatore il cui guadagno in potenza è 18 dB otterremo al demodulatore una potenza di:
In questo esempio abbiamo sommato (del tutto correttamente) valori in dB con UN valore in dBmW. Non è invece possibile sommare fra di loro più valori in decibel assoluti.
VU-meterI VU-meter degli amplificatori audio e dei registratori a nastro magnetico riportano una scala in decibel dove il massimo è spesso +3 o +6 dB, e il minimo è un valore negativo che rappresenta la dinamica dell'amplificatore o del registratore: in questi casi, lo zero della scala (la grandezza di riferimento) è dato dall'ampiezza massima del segnale che può essere riprodotto senza che l'apparato introduca distorsione. AcusticaIn acustica vengono usati i dBSPL per indicare il livello di pressione sonora. La sigla SPL, infatti, sta ad indicare Sound Pressure Level. Si calcola in questo modo: dove p0 indica la pressione sonora corrispondente alla soglia di udibilità, pari a 20μPa = 20x10-6 Pa. Analogamente, vengono definiti il livello di intensità acustica (Intensity Level, IL) che si misura in dBIL. dove I0 indica l'intensità acustica della soglia di udibilità, pari a 10-12 W/m2, e il livello di potenza acustica, riferito ad una potenza W0 = 10-12 watt: EsempiSegue una tabella con alcuni esempi di valori in decibel per suoni o rumori. I numeri devono essere considerati come indicativi in quanto le situazioni utilizzate come esempio non possono essere precise.
Voci correlateCollegamenti esterni
Convertitori
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