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Curaçao è un'isola situata nel sud del Mar dei Caraibi, di fronte alle coste del Venezuela. È la più estesa e popolosa delle tre "isole ABC" (le altre due sono Aruba e Bonaire). Curaçao fa parte delle Antille Olandesi, che sono unite al Regno dei Paesi Bassi. La capitale è Willemstad. Curaçao ha una superficie pari a 444 km2. Stando al censimento del 2001, la popolazione ammonta a 130.627 abitanti (densità 294 ab./km2). Secondo le stime, la popolazione nel 2004 è pari a 133.644 abitanti.
GeografiaCuraçao ha un clima semi-arido e una flora molto diversa da quella tropicale, tipica di altre isole della zona e, anzi, più simile a quella del sud-ovest degli Stati Uniti. Prevalgono infatti diverse specie di cactus, sempreverdi e cespugli spinosi. La cima più alta è il Christoffelberg (375 metri, nella parte nord-occidentale dell'isola). Tale cima si trova nella riserva naturale Christoffelpark. Caratteristiche sono le Saliñas, laghi di acqua salata che ospitano colonie di fenicotteri. A 15 miglia a sud-est di Curaçao si trova la piccola e disabitata isola di Klein Curaçao ("Piccola Curaçao"). Curaçao è inoltre famosa per la sua barriera corallina che, negli ultimi tempi, è stata danneggiata dall'attività turistica: proprio per questo motivo, presso la spiaggia di Porto Marie si sta portando avanti un progetto di arricchimento artificiale della barriera. StoriaI primi abitanti di Curaçao furono gli indigeni aruachi. I primi europei a visitarla furono gli spagnoli al seguito di Alonso de Ojeda (1499). Gli spagnoli decimarono gli aruachi; l'isola fu poi occupata dagli olandesi nel 1634. La Compagnia Olandese delle Indie Occidentali fondò la città di Willemstad presso un'insenatura detta Schottegat. Inizialmente ignorata dai colonizzatori poiché priva di metalli preziosi, Curaçao si rivelò poi di fondamentale importanza per via del porto di Willemstad: l'isola divenne un nodo commerciale fondamentale e, a partire dal 1662, uno dei principali centri della tratta degli schiavi. I negrieri olandesi, infatti, deportavano gli schiavi dall'Africa a Curaçao, dove venivano venduti nell'area nota come Asiento, per poi essere "smistati" nei Caraibi e in tutto il Sudamerica. L'abolizione della schiavitù provocò però una crisi economica, con molti isolani costretti a emigrare in altre isole, in particolare Cuba, dove furono impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero. Quando però (1914) nel bacino di Maracaibo vennero scoperti giacimenti di petrolio, la situazione economica di Curaçao cambiò profondamente: il governo olandese costruì una raffineria sul luogo ove prima sorgeva l'Asiento. Fu così possibile impiegare l'intera popolazione, con Curaçao che, da terra di emigrazione, diventò invece meta di numerosi immigrati dalle nazioni vicine. Curaçao, infatti, era il sito ideale dove costruire la raffineria: sufficientemente lontana dalle turbolenze sudamericane, era molto vicina alle coste del Venezuela. A ciò si aggiungeva il vantaggio rappresentato dal porto di Willemstad. La città, nel frattempo, crebbe molto rapidamente; ciò, tuttavia, contribuì ad acuire i contrasti tra i diversi gruppi sociali presenti, fino alla grande rivolta del 30 marzo 1969. In seguito a questi movimenti, la locale popolazione afro-caraibica ottenne una più ampia partecipazione alla vita politica isolana. Mentre Curaçao diventava anche un fiorente centro turistico, la presenza di basse imposte sul capitale sociale favorivano l'installazione di numerose compagnie estere. A metà degli anni '80, la Royal Shell vendette la raffineria ad un consorzio governativo locale che, attualmente, la affitta alla compagnia petrolifera nazionale venezuelana PDVSA. Dal punto di vista architettonico, Curaçao è una perfetta fusione degli stili coloniali spagnolo e olandese. La presenza di numerosi edifici storici a Willemstad ha spinto l'UNESCO ad inserire la città tra i patrimoni dell'umanità. In tutta l'isola si trovano poi numerose case coloniali e i cosiddetti kas di pal'i maishi, le antiche abitazioni degli schiavi, che ricordano i villaggi dell'Africa occidentale. DemografiaIn seguito alle vicende storiche, Curaçao ha una popolazione etnicamente composita. La maggioranza della popolazione si definisce afro-caraibica, anche se molti degli abitanti che si definiscono tali sono in realtà solo parzialmente di discendenza africana. Vi sono poi minoranze di bianchi (soprattutto olandesi e portoghesi), asiatici e levantini (siriani e libanesi). Ad essi si aggiungono numerosi immigrati giunti in tempi recenti, tra cui molti provenienti dalla Repubblica Dominicana, da Haiti, dalla Colombia e dai Caraibi anglofoni. L'isola è inoltre meta di riposo di numerosi pensionati olandesi, detti appunto 'pensionados'. PoliticaEconomiaParadiso fiscale. Sede dei Quantum funds di George Soros. LinguaL'origine del nome Curaçao è ancora dibattuta: la spiegazione più plausibile è che esso derivi dalla parola portoghese coração, che significa "cuore". In papiamento (una lingua creola che risulta essere l'idioma più diffuso sull'isola) Curaçao è detta Kòrsou. Tra l'altro, il nome dell'isola è spesso associato ad un liquore dai molteplici colori. La popolazione di Curaçao è poliglotta: oltre al papiamento, si parlano l'olandese (che è la lingua ufficiale), l'inglese e lo spagnolo. L'olandese è la lingua usata nelle scuole; tuttavia è in corso un dibattito politico sulla possibilità di impartire lezioni anche in papiamento. LetteraturaEducazioneCucinaEsiste anche un liquore preparato con scorza di arance amare chiamato curaçao, disponibile nelle varietà blu, rosso, verde, giallo-oro e incolore. Versioni speciali sono al caffè, al rhum e al cioccolato. Personalità legate a Curaçao
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