|
Article on other languages:
|
Nomina dei giudiciI giudici della Corte Suprema sono nominati a vita (hanno tuttavia la facoltà di ritirarsi prima della scadenza del mandato). Quando un seggio diviene vacante, il presidente provvede alla nomina del giudice con il consenso del Senato. È normalmente accettata l'idea che il presidente nomini un giudice a lui gradito e del resto la Costituzione non richiede alcun requisito per la nomina, tanto che non sono mancati casi di giudici privi di esperienza legale. Tuttavia, tale potere viene utilizzato con una certa prudenza da parte del presidente in carica. Per esempio, la Costituzione degli Stati Uniti non prevede alcun criterio di ripartizione tra i membri, ma è invalsa la prassi di fare in modo che i nove giudici rappresentino, nel complesso, la pluralità delle anime sociali e geografiche del paese. Pertanto, di norma, tra i nove membri sono rappresentate tutte le comunità più importanti del paese, le diverse aree geografiche e gli orientamenti sociali. Naturalmente tale ripartizione ha seguito di pari passo l'evoluzione della società americana e l'emancipazione dei diversi gruppi sociali. Così, nel 1967, il presidente Lyndon Johnson ha designato Thurgood Marshall, primo giudice afro-americano, mentre nel 1981 è stato nominato il primo giudice donna, Sandra Day O'Connor, che ha annunciato il suo ritiro nel 2005. Anche per questa eterogenea composizione, la Corte Suprema ha mantenuto tutt'oggi un grande prestigio derivante dalla sua fama di indipendenza ed autorevolezza. GiurisdizioneLa giurisdizione della Corte Suprema è di due tipi:
Nell'original jurisdiction la Corte decide in prima ed unica istanza di controversie specificamente indicate dalla legge, come nel caso di ambasciatori, consoli e rappresentanti stranieri oltre a quelle in cui sia parte uno Stato. Nell'appellate jurisdiction la corte, invece, decide sull'impugnazione di una sentenza emessa da una corte inferiore, con i limiti e le eccezioni previste dal Congresso. Nella giurisdizione d'appello la Corte può decidere su richiesta di un giudice federale che, chiamato ad applicare una legge, l'abbia considerata in contrasto con la Costituzione, una legge federale od un trattato stipulato dalla Federazione; da questo punto di vista la Corte Suprema è il giudice della costituzionalità delle leggi e del rispetto della gerarchia delle fonti. Dal 1988 (Supreme Court Case Selections Act), quando è stato espressamente abrogato il writ of appeal, la Corte ha discrezionalità nell'esaminare o meno una certa controversia; oggi l'unica via di accesso alla Corte è la procedura del writ of certiorari: una parte con uno scritto writ chiede ad un tribunale inferiore di inoltrare gli atti della causa alla Corte Suprema affinché essa si pronunci. Infine, con la certification una corte inferiore chiede alla Suprema Corte di rispondere ad un quesito di diritto la cui soluzione è implicata nel caso concreto che essa sta trattando. La Corte Suprema può rispondere al quesito astratto, oppure decidere di avocare a sé il caso. Il Judicial ReviewLe considerazioni suesposte evidenziano che la principale funzione svolta dalla Corte Suprema è quella di giudice della costituzionalità delle leggi statali e federali (c.d. judicial review). In questo senso la corte è l'interprete autentico della Costituzione. Composizione
La Corte Suprema nell'ottobre 2005 in posa insieme al presidente George W. Bush
Attualmente la corte suprema ha la seguente composizione (tra parentesi l'anno e il presidente responsabile della nomina): Chief Justice
Voci correlateAltri progetti
|
This article is from Wikipedia. All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License.
Mercedes Car
This site monitored by SitePinger.net