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Il Consiglio dei Ministri è uno degli organi di cui si compone il Governo italiano; è un organo collegiale costituito dai ministri riuniti sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Origine StoricaL'origine del Consiglio dei Ministri italiano risale al 1848, anno di emanazione dello Statuto Albertino nell'ordinamento del Regno di Sardegna. In realtà la lettera di questa carta costituzionale, che sarebbe in seguito diventata la Costituzione del Regno d'Italia, non prevedeva la riunione collegiale dei singoli ministri, ma semplicemente l'esistenza di questi ultimi come capi di dicastero, responsabili del loro operato. Il Consiglio dei Ministri si è quindi formato in modo consuetudinario, data la necessità di incontro e di progettazione politica del Governo; allo stesso modo la figura del Presidente del Consiglio è emersa nell'esigenza di coordinare l'attività di ogni ministro. DisciplinaAttualmente il Consiglio dei Ministri è disciplinato dalla Costituzione (Articoli 92 e seguenti) e dalla legge 23 agosto 1988, n.400 ("Disciplina dell'attività di Governo e dell'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri"). ComposizioneIl Consiglio dei Ministri si compone:
Tutti i componenti del Consiglio dei Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica. Rapporti con gli altri organi costituzionaliIl Consiglio dei Ministri, in una forma di governo parlamentare quale l'italiana, è il principale detentore del potere esecutivo, cioè il potere di rendere concreto un determinato indirizzo politico.
I membri del CdM, anche se cessati dalla loro carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione di una delle Camere. (Art.96 Costituzione). FunzioniEssendo l'organo principale del potere esecutivo, il CdM ha come principale scopo l'attuazione di una determinata politica nazionale. Gli strumenti previsti dalla Costituzione con i quali questa viene portata avanti sono:
Il CdM ha il potere di presentare disegni di legge in seno alle due Camere.
Il CdM può emanare due diversi tipi di decreti con forza di legge (cioè con un valore gerarchico normativo pariordinato alla legge). Questi sono il Decreto legge e il Decreto legislativo. Un ampio utilizzo della decretazione fa traslare il potere legislativo dal Parlamento al CdM.
I Ministri possono essere intesi in due modi diversi e coesistenti. Essi sono politicamente le figure supreme del potere esecutivo appoggiate dalla maggioranza parlamentare, ma sono anche i capi dell'amministrazione dello Stato, di quell'attività, cioè, che concretamente dà attuazione ad un indirizzo politico. Come amministrazione il CdM e i singoli ministri possono emanare dei regolamenti, atti normativi di rango secondario (disciplinati dalla legge n.400 del 1988). Ciò vuol dire che i regolamenti contrastanti con un atto avente forza di legge (legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo) sono illegittimi e quindi possono essere disapplicati dal giudice ordinario ed annullati dal giudice amministrativo. Compiti del Presidente e dei Ministri
Trasparenza verso i cittadiniDal 15 giugno 2007 l'iniziativa Il mio Consiglio rende disponibili on-line i resoconti di tutti i Consigli avvenuti.[1] Tali resoconti, vengono formulati a turno da uno dei ministri, tramite l'intervista di un giornalista. L'iniziativa segue quella del ministro Antonio Di Pietro che l'aveva adottata già dal 19 gennaio dello stesso anno.[2] Riferimenti e noteVoci correlate
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