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Un computer cluster, o più semplicemente un cluster (dall'inglese grappolo), è un insieme di computer connessi tramite una rete telematica. Lo scopo di un cluster è quello di distribuire una elaborazione molto complessa tra i vari computer componenti il cluster. In sostanza un problema che richiede molte elaborazioni per essere risolto viene scomposto in sottoproblemi separati i quali vengono risolti in parallelo. Questo ovviamente aumenta la potenza di calcolo del sistema. Requisiti per formare un cluster di computerPer ottenere un sistema di computer operanti come un cluster è necessario:
Tipi di cluster computingEsistono tre tipi di cluster: Fail-over, Load balancing ed High Performance Computing, con i primi due che sono probabilmente i più diffusi:
L'utilizzo di questa tecnologia è molto diffuso: per esempio Ferrari e Dreamworks utilizzano cluster (basati sul sistema operativo GNU/Linux) sui quali fanno girare programmi di rendering e di simulazione fluidodinamica computazionalmente molto onerosi. Applicazione di cluster computing per grandi prestazioniL'organizzazione TOP500 elenca ogni semestre i 500 calcolatori più veloci al mondo e solitamente in questa lista sono inclusi molti clusters. Usare cluster può fornire significativi incrementi di prestazioni contenendo il costo. Il concetto centrale del cluster Beowulf è l'uso di calcolatori commerciali per produrre un'alternativa economica ad un supercomputer tradizionale. Un progetto che ha preso questo concetto portandolo all'estremo era lo Stone Soupercomputer. Il progetto SETI@home sembrerebbe essere il più grande cluster distribuito esistente. Utilizza circa tre milioni di personal computer sparsi in tutto il mondo per analizzare i dati provenienti dal radiotelescopio di Arecibo, al fine di trovare la prova dell'esistenza di intelligenza extraterrestre. Storia del calcolo clusterLa storia del calcolo cluster è riassunta nel modo migliore in una nota in In Search of Clusters di Greg Pfister:
La base della tecnologia del calcolo cluster inteso come il compiere un lavoro qualsiasi parallelamente fu discutibilmente introdotta da Gene Amdahl della IBM, che nel 1967 pubblicò un articolo con quella che sarebbe stata considerata la base del calcolo parallelo: la Legge di Amdahl, che descrive matematicamente l'aumento di prestazioni che si può ottenere compiendo un'operazione in una architettura in parallelo. L'articolo scritto da Amdhal definisce le basi ingegneristiche sia per il calcolo multiprocessore che per il calcolo cluster. la differenza significativa tra i due sta nel fatto che le comunicazioni interprocessore sono supportate all'interno del computer (ad esempio con un bus o rete di comunicazione interna adattata) oppure all'esterno del computer, su una rete commerciale. Di conseguenza la storia dei primi computer cluster è più o meno direttamente inclusa nella storia delle prime reti, dato che uno dei primi motivi per lo sviluppo di una rete è stata la possibilità di collegare fra loro risorse di calcolo, di fatto creando un cluster di computer. Il sistema di reti Packet switching è stato concettualmente inventato dalla RAND Corporation nel 1962.
Tecnologie per il clusterMPI è una libreria di programmi di comunicazione tra computer, ampiamente disponibili che permette la scrittura di programmi paralleli nei linguaggi C, Fortran, Python, OCaml, e molti altri linguaggi di programmazione. Il mondo GNU/Linux supporta vari tipi di software per il clustering, come:
GNU/Linux è attualmente il sistema più utilizzato per il clustering: secondo Top500 nel 2006 è stato il sistema più usato in assoluto. La piattaforma Microsoft Windows Compute Cluster Server 2003 basata su Windows Server 2003 Standard x64 Edition fornisce elementi per il calcolo ad alte prestazioni, come "Job Scheduler", le librerie MSMPI ed altri strumenti di amministrazione. Lincoln, recentemente installato nel NCSA è un cluster di 450 Dell PowerEdge 1855 blade servers sui quali gira Windows Compute Cluster Server 2003. Questo cluster debuttò al centotrentesimo posto nella Top500 nel giugno 2006 anche se attualmente come unico rappresentante di questa tecnologia. DragonFly BSD, un recente fork di FreeBSD 4.8 è stato ridisegnato nel suo cuore elaborativo per abilitare capacità di clustering naturali. Consente inoltre di ottenere capacità di single-system image. Clustering software (software libero/open source)
Prodotti commerciali che permettono di implementare il "clustering"
Voci correlate
Bibliografia
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