|
Article on other languages:
|
In informatica, un compilatore è un programma che traduce una serie di istruzioni scritte in un determinato linguaggio di programmazione (codice sorgente) in istruzioni di un altro linguaggio (codice oggetto). Questo processo di traduzione si chiama compilazione. L'attività inversa, passare dal codice oggetto al codice sorgente è chiamata decompilazione ed è effettuata per mezzo di un decompilatore. Se tutti i compilatori aderiscono esattamente alla specifica del linguaggio, lo stesso programma potrà essere compilato senza modifiche da ciascun compilatore, producendo risultati semanticamente uguali, ovvero programmi che producono lo stesso risultato se sottoposti agli stessi dati di ingresso. Nella realtà, molti compilatori implementano il linguaggio in modo incompleto, o aggiungono estensioni proprietarie, creando in effetti dei dialetti di ciascun linguaggio. Per i linguaggi che adottano uno standard nella decorazione dei simboli, il codice oggetto generato da compilatori differenti può essere linkato assieme in un unico eseguibile.
Cenni storiciNegli anni 50 sono stati sviluppati diversi compilatori sperimentali (vedi ad esempio, i primi lavori di Grace Hopper sul linguaggio A-0), ma nel 1957 il team FORTRAN presso l'IBM, guidato da John Backus, fu accreditato come primo inventore di un compilatore completo. Il COBOL fu uno dei primi linguaggi nel 1960 ad essere compilato su più architetture.[1] L'idea della compilazione prese velocemente piede e molti dei principi di design dei compilatori vennero sviluppati negli anni 60. Un compilatore è esso stesso un programma scritto in un qualche linguaggio. I primi compilatori venivano scritti in Assembler. Il primo compilatore auto-compilato, capace cioè di compilare il suo stesso codice, fu creato per il linguaggio Lisp da Hart e Levin presso il MIT nel 1962.[2] L'uso di linguaggio ad alto livello per scrivere i compilatori ebbe una spinta nei primi anni '70, quando i compilatori Pascal e C furono scritti negli stessi linguaggi. Creare un compilatore autocompilante introduce un problema di bootstrapping, il primo compilatore di quel linguaggio deve essere per forza scritto in un altro linguaggio o compilato facendo girare il compilatore come un interprete (come fecero Hart e Levin con il loro compilatore Lisp). Schema di funzionamentoIl compilatore prende in ingresso un programma, il codice sorgente, su cui esegue una serie di operazioni in modo da ottenere, in assenza di errori, il codice oggetto. In generale i compilatori sono in grado di riconoscere alcune classi di errori presenti nel programma, e in alcuni casi di suggerire in che modo correggerli. I compilatori attuali dividono l'operazione di compilazione in due stadi principali il front end e il back end. Nello stadio di front end il compilatore traduce il sorgente in un linguaggio intermedio (di solito interno al compilatore); nello stadio di back end avviene la generazione del codice oggetto. Stadio di front endQuesto stadio si suddivide in più fasi:
Stadio di back endAnche lo stadio di back end si divide in più fasi:
Schema riassuntivo
Bibliografia
NoteVoci correlateCollegamenti esterni |
This article is from Wikipedia. All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License.
Mercedes Car
This site monitored by SitePinger.net