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Nelle telecomunicazioni, in elettronica e reti di computer, la multiplazione, o multiplexing, è il meccanismo per cui la capacità disponibile di un collegamento viene condivisa tra diversi canali trasmissivi, combinando più segnali analogici o flussi di dati digitali in un solo segnale trasmesso su un singolo collegamento fisico. La multiplazione permette di risparmiare nella comunicazione dei dati, e in particolare, di ridurre il numero di linee di segnale e il numero di componenti. Ad esempio, in elettronica, il multiplexing permette a diversi segnali analogici di essere elaborati da un unico convertitore analogico-digitale (ADC) e in telecomunicazioni diverse chiamate possono essere trasmesse usando un solo cavo. Il componente che opera il multiplexing è chiamato multiplexer, mentre quello che opera il processo inverso è chiamato demultiplexer.
StoriaLa prima tecnologia di comunicazione che sfruttava le linee elettriche è stata quella della telegrafia. Per cui i primi interessi per il multiplexing ci sono stati per ottenere un migliore sfruttamento del telegrafo elettrico. Con l'avvento del telegrafo furono fatti i primi esperimenti per poter trasmettere più segnali telegrafici sulla stessa linea, utilizzando le tecniche di multiplexing. Multiplazione deterministicaSi ha multiplazione deterministica (o commutazione di circuito) quando una frazione fissa della capacità trasmissiva è stabilmente allocata a ciascun canale. Ciascun utilizzatore ha a disposizione un canale trasmissivo dedicato, con la garanzia di poter utilizzare tutta la sua capacità. L'allocazione della capacità può essere statica (configurata manualmente dal gestore della rete) o dinamica. In questo caso, per stabilire un canale di comunicazione, è normalmente necessaria una fase di creazione della connessione, nella quale vengono impegnate le risorse nei collegamenti e nei nodi. Segue la fase di utilizzo del canale, e alla fine una fase di abbattimento della connessione, che libera le risorse. Come esempio si può considerare una conversazione telefonica che utilizza un circuito su una giunzione tra centrali: un utente compone un numero, e la rete telefonica lo elabora allocando una serie di circuiti fino al destinatario della chiamata (creazione della connessione); se il destinatario risponde, i due possono parlare utilizzando il canale; quando uno dei due abbassa il ricevitore, la rete libera le risorse impegnate (abbattimento della connessione). Un altro esempio molto comune sono le tecnologie DSL, che permettono di trasportare su un cavo telefonico sia la comunicazione vocale analogica che un segnale dati digitale. La capacità del collegamento può essere suddivisa in circuiti con diversi meccanismi:
Ogni conversazione impegna delle risorse nella rete che la trasporta. Nel caso non siano disponibili le risorse per stabilire una comunicazione, la rete rifiuta la richiesta. L'eventuale frazione di capacità trasmissiva non utilizzata (ad esempio, le pause di una conversazione telefonica) è persa, e questo è uno dei grossi limiti della commutazione di circuito. Tra i principali vantaggi, la garanzia che, se la chiamata viene stabilita, essa godrà per tutta la sua durata delle prestazioni richieste (banda passante, ritardo costante). Multiplazione statisticaSi ha multiplazione statistica, (spesso indicata come commutazione di pacchetto) quando il flusso di informazioni è segmentato in "pacchetti" di lunghezza limitata o fissa, contrassegnati da un preambolo e un epilogo per permettere il loro riconoscimento all'interno del flusso di dati, e che contengono le informazioni necessarie per definire la destinazione del pacchetto. L'intera capacità trasmissiva disponibile viene impegnata per la trasmissione di ciascun pacchetto. Se vi sono più pacchetti da trasmettere contemporaneamente, questi vengono memorizzati in una coda, subendo un ritardo di accodamento e rischiando di essere scartati in caso di esaurimento della memoria disponibile per la coda. La maggior parte delle tecnologie di multiplazione statistica non permette di garantire prestazioni prestabilite. La multiplazione statistica è tipicamente utilizzata nelle reti di calcolatori, in ragione del tipo di traffico impulsivo che queste generano. Si possono distinguere i seguenti tipi:
Multiplazione e teoria delle codeLo studio di entrambi i sistemi di multiplazione sfrutta ampiamente la teoria delle code. Ad esempio:
Il comportamento statistico delle code in una rete determina le sue caratteristiche di qualità di servizio. Multiplazione inversa (o demultiplazione)Come dice il nome, la multiplazione inversa è il meccanismo per cui la capacità di più collegamenti viene aggregata per costruire un canale trasmissivo di capacità superiore. Questo comporta normalmente protocolli per distribuire i dati da trasmettere sui collegamenti disponibili, per ricomporre i dati ricevuti sui collegamenti aggregati nell'ordine corretto, per gestire i guasti e il ritorno in servizio di parte dei collegamenti. Esempi di multiplazione inversa sono l'aggregazione di più collegamenti IEEE 802.3 tramite il protocollo LACP (802.3ad), o l'aggregazione di link ATM a bassa velocità ( T1 a 1.5Mbit/s o E1 a 2Mbit/s ) per ottenere un collegamento di capacità superiore (6-12Mbit/s o 8-16Mbit/s) Inverse multiplexing over ATM (IMA). Multiplazione nei protocolli di trasportoI protocolli di trasporto utilizzano il servizio di un protocollo di rete, che trasporta pacchetti da un host ad un altro, per realizzare comunicazioni tra processi applicativi. È possibile che sia necessario stabilire più connessioni contemporanee tra applicazioni sulla stessa coppia di host. Per questo, i protocolli di trasporto hanno strumenti di multiplazione e demultiplazione (tipicamente le porte) per specificare a quale conversazione appartenga un segmento e quindi a quale vadano consegnati i dati ricevuti. Si veda ad esempio Transmission Control Protocol, User Datagram Protocol. Voci correlate |
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