Cometa di Halley

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Cometa
1P/Halley
Satellite naturale di {{{pianeta_madre}}}
({{{sottotitolo}}})
Stella madre: {{{stella_madre}}}
1P/Halley.
Scoperta
scoperta avvenuta nella Preistoria;
1758, prima previsione del suo perielio
Scopritore
Scopritori
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Classificazione
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Famiglia
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Classe spettrale {{{classe_spettrale}}}
Tipo di variabile {{{tipo_variabile}}}
Periodo di variabilità {{{periodo_variabile}}}
Designazioni
alternative

vedi Designazione astronomica qui sotto

Costellazione {{{costellazione}}}
Distanza dal Sole: {{{distanza_anniluce}}}
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Redshift {{{redshift}}}
(Epoca di riferimento: 17 febbraio 1994)
Ascensione retta
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Declinazione
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Lat. galattica
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Long. galattica
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(epoca di riferimento: 17 febbraio 1994)
Semiasse maggiore 17,8 UA
Perielio 0,586 UA
Afelio 35,1 UA
(9 dicembre 2023)[1]
Perigeo {{{perigeo}}}
Apogeo {{{apogeo}}}
Periastro {{{periastro}}}
Afastro {{{afastro}}}
Circonf. orbitale {{{circonferenza_orbitale}}}
Periodo orbitale 75,3 anni
Periodo sinodico {{{periodo_sinodico}}}
Velocità orbitale
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Inclinazione orbitale 162,3°
Inclinazione
sull'eclittica
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Inclinazione rispetto
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Inclinazione rispetto
all'orbita di [[{{{pianeta_madre}}}]]
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Inclinazione rispetto
al piano di Laplace
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Inclinazione rispetto
all'equat. del Sole
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Eccentricità 0,967
Longitudine del
nodo ascendente
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Argom. del perielio {{{argomento_perielio}}}
Anomalia media {{{anomalia_media}}}
Ultimo perielio 9 febbraio 1986
Prossimo perielio 28 luglio 2061[1]
Sistema planetario {{{pianeti}}}
Satelliti {{{satelliti}}}
Anelli {{{anelli}}}
Dimensioni 11 km [2] (diametro)
Raggio {{{raggio}}}
Diametro equat. {{{diametro_eq}}}
Diametro polare {{{diametro_pol}}}
Diametro medio
Raggio medio {{{raggio_sole}}} R
Schiacciamento {{{schiacciamento}}}
Superficie {{{superficie}}}
Volume {{{volume}}}
Massa
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{{{massa_sole}}} M
Densità {{{densità}}}
Acceleraz. di gravità
in superficie
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Velocità di fuga {{{velocitàdifuga}}}
Periodo di rotazione
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Velocità di rotazione
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Inclinazione assiale {{{inclinazione_asse}}}
Inclinaz. dell'asse
sull'eclittica
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Inclinaz. dell'asse
sul piano galattico
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A.R. polo nord {{{ascensionerettapolonord}}}
Declinazione {{{declinazione}}}
Temperatura alla
sommità delle nubi
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Luminosità
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Magnitudine app.
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Parallasse
Moto proprio
Velocità radiale

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La Cometa di Halley, il cui nome ufficiale è 1P/Halley, così chiamata in onore di Edmond Halley, che per primo ne predisse il ritorno al perielio, è la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dalla fascia di Kuiper, le quali passano per le regioni interne del sistema solare ad intervalli di decine di anni, piuttosto che periodi millenari delle comete provenienti dalla Nube di Oort.

La cometa di Halley è il protipo di comete caratterizzate da periodi orbitali compresi tra i 20 ed i 200 anni ed orbite che possono presentare inclinazioni elevate rispetto al piano dell'eclittica [3].

Indice

Storia

Forse descritta nel Talmud?

Nel Talmud, (testo ebraico risalente ad un'epoca tra gli anni 40 e 80 del I secolo dell'era corrente) è presente un brano che afferma "esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni, e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi" (EN) [4]. Dal momento che quest'affermazione è attribuita al rabbino Yehoshua ben Hananiah, se davvero fosse un riferimento alla cometa di Halley, si riferisce probabilmente al perielio dell'anno 66, unico avvenuto durante la sua vita, e che probabilmente indusse gli israeliti ad una rivolta generalizzata, che sfociò nella prima guerra giudaica e nella distruzione del II tempio di Gerusalemme il 9 Av del 70 AD, operata come ritorsione dalle legioni romane dell'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano (EN) [5].

Epoca scientifica

Edmond Halley si accorse che le caratteristiche della cometa del 1682 erano quasi le stesse della cometa apparsa nel 1531 (osservata da Apiano) e nel 1607 (osservata da Giovanni Keplero a Praga); Halley concluse che tutte e tre le comete erano lo stesso oggetto che ritornava ogni 76 anni. Dopo una stima approssimativa delle perturbazioni che la cometa doveva sostenere a causa dell'attrazione dei pianeti, predisse il suo ritorno per il 1757.
Halley aveva ragione, sebbene la cometa non fu vista fino a dicembre del 1758, e non passò al suo perielio fino a marzo 1759; l'attrazione di Giove e Saturno causò un ritardo di 618 giorni, come calcolò il matematico Alexis Clairault prima del ritorno della cometa.
Halley non visse abbastanza per vederne il ritorno. Morì nel 1742.

La cometa di Halley nell'Arazzo di Bayeux.

I calcoli di Halley permisero di individuare le prime apparizioni della cometa nella documentazione storica:

Storia recente

La cometa è ritornata nel 1835, 1910 e 1986.
L'arrivo del 1910 è stato particolarmente rilevante per molte ragioni: non solo è la prima orbita della cometa per cui esistono fotografie, ma è stato anche un passaggio relativamente ravvicinato alla Terra (0,15 UA il 20 maggio del 1910), ha creato spettacolari vedute, e la Terra è passata attraverso la sua coda.
L'incontro del 1986 è stato meno favorevole per le osservazioni: la cometa non ha raggiunto la luminosità degli incontri precedenti, e, con l'aumento dell'inquinamento luminoso dell'urbanizzazione, molte persone non l'hanno vista affatto. Comunque, lo sviluppo del viaggio spaziale ha dato agli scienziati l'opportunità di studiare una cometa da vicino, e molte sonde furono lanciate con tale obiettivo. La più spettacolare è stata la sonda Giotto, lanciata dall'Agenzia Spaziale Europea, che è passata vicino al nucleo della cometa. Altre sonde sono state Vega 1 e Vega 2 dell'Unione sovietica, le due sonde giapponesi, Suisei e Sakigake e la sonda statunitense ICE.

La cometa di Halley ritornerà nell'estate del 2061.

Designazione astronomica

I seguenti paragrafi stabiliscono la nomenclatura astronomica dei principali avvistamenti della cometa di Halley. Ad esempio, "(1P/1982 U1, 1986 III, 1982i" indica che per il perielio del 1986, la cometa Halley era la prima cometa ad orbita periodica riconosciuta dall'astronomia (designata 1P) e che questa apparizione venne fatta per la prima volta nella "quindicina" U (la prima metà del mese di novembre) nel 1982 (ottenendo così 1P/1982 U1); che era stata la terza cometa a passare il suo perielio nel 1986 (1986 III); e che era la nona cometa avvistata nel 1982, con (designazione provvisoria 1982i). Sono mostrate le date del perielio di ogni apparizione, e spesso vengono allegate curiosità e nome del principale studioso o astronomo che le ha osservate [6]. Bisogna evidenziare che le date del perielio più antiche sono approssimative, soprattutto per l'incertezza nel modello di traiettoria indotta da effetti non gravitazionali, come ad esempio l'aumento di potenza propulsiva causato dai gas eiettati, in rapporto ai cicli delle macchie solari.

Dettaglio dei passaggi di Halley e breve sinossi storica:

Prima dell'era cristiana

  • 240 a.C., 25 maggio - Primo passaggio noto della cometa di Halley al perielio che viene osservata da astronomi cinesi della dinastia Qin nel 239 a.C., e per la prima volta documentata in forma scritta nel testo Shi Ji del 90 a.C. come "una stella a spazzola che appare a oriente e in seguito si sposta verso il nord", "infine la cometa viene vista nel mese lunare, da maggio 24 a giugno 23 a occidente, per dopo sparire sotto l'orizzonte" (descrizione che combacia con l'orbita prevedibile al computer per Halley) [7]. (Attualmente catalogata come evento astronomico 1P/−239 K1).
  • 164 a.C., 12 novembre - Secondo passaggio noto della cometa di Halley al perielio, registrato negli annali cinesi come una cometa qualsiasi, (evento astronomico 1P/−163 U1)
  • 87 a.C., 6 agosto - Terzo passaggio noto al perielio, registrato negli annali come una cometa qualsiasi. (1P/−86 Q1).
  • 12 a.C., 10 ottobre - Quarto passaggio noto al perielio, secondo alcuni credenti, si tratta della Stella di Betlemme, (1P/−11 Q1).

Primo millennio A.D.

Secondo Millennio A.D.

Terzo millennio A.D.

  • Il prossimo passaggio al perielio si prevede per il 28 luglio dell'anno 2061. Il 9 dicembre del 2023 e' previsto l'afelio. Il 9 settembre del 2060 passera a 0,98 unità astronomiche da Giove, questo causera' il periodico aumento della distanza del perielio, passando da 0,587 UA a 0,593 UA, con decremento del periodo orbitale da 76,01 a 74,41 anni. Per il 29 luglio del 2061 si calcola un passaggio a 0,48 UA dalla Terra. Per il 21 agosto del 2061 si calcola un passaggio a 0,05 UA da Venere.[8]


Nota: "Le date di perielio dal 1607 in poi sono espresse con il calendario gregoriano, mentre le date dei perieli del 1531 ed anteriori sono nel calendario giuliano. [9]

Sciami meteorici collegati alla cometa

La cometa di Halley è una delle poche comete che da origine a due distinti sciami meteorici: le Eta Aquaridi (inizio maggio) e le Orionidi (ottobre).
Oggi l'orbita della Cometa Halley passa a una tale distanza da quella della Terra da non consentire a nuovi meteoroidi di raggiungere l'atmosfera della Terra: le meteore che vediamo sono dovute alle polveri staccatisi dalla cometa di Halley negli ultimi 2 millenni.

La Cometa di Halley nella finzione

Note

  1. ^ a b Donald K. Yeomans. Horizon Online Ephemeris System. California Institute of Technology, Jet Propulsion Laboratory. URL consultato il 2006-09-08.
  2. ^ (EN) La Cometa di Halley sul JPL Small-Body Database Browser
  3. ^ (EN) Halley-Type Comets , Study Astronomy Online presso la Swinburne University
  4. ^ The Talmud: Harioth Chapter III in SacredTexts.com. URL consultato il 2007-03-15.
  5. ^ Yuval Ne'eman. [http://wise-obs.tau.ac.il/judaism/jewish_astro.html Astronomy in Israel: From Og's Circle to the Wise Observatory] in Tel-Aviv University. (1983). URL consultato il 2007-03-15.
  6. ^ 1P/Halley in Seiichi Toshida. URL consultato il 2007-03-15.
  7. ^ http://cometography.com/pcomets/001p.html
  8. ^ http://cometography.com/pcomets/001p.html
  9. ^ http://articles.adsabs.harvard.edu/cgi-bin/nph-iarticle_query?1982JBAA

Bibliografia

  • Halleio, Edmundo, Astronomiæ Cometicæ Synopsis, Autore Edmundo Halleio apud Oxonienses. Geometriæ Professore Saviliano, & Reg Soc. S., Philosophical Transactions, Vol. 24, No. 297, pp. 1882–1899
  • Hughes, D. W., The History of Halley's Comet, Philosophical Transactions of the Royal Society of London, Series A, Vol. 323, No. 1572 (Sept. 30, 1987), pp. 349–367.

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