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Un circuito elettronico è una rete costituita da componenti elettronici ed elettrici collegati fra loro; è definito da degli ingressi opportuni (al limite soltanto quelli di alimentazione), delle uscite e da una legge matematica che consente di ottenere i valori delle uscite a partire da quelli degli ingressi e dallo stato in cui si trova il circuito in un dato istante, la funzione di trasferimento, espressa nel dominio di Laplace come una funzione di variabile complessa. Un ingegnere elettronico, un perito o qualsiasi persona che conosca la materia, può partire da una certa funzione di trasferimento desiderata e voler progettare un circuito elettronico che la implementi (problema della sintesi), oppure avere un circuito già esistente e voler scoprire come funzioni, cioè quale sia la sua funzione di trasferimento (problema dell'analisi). Un circuito elettronico può essere lineare o non lineare, a seconda se lo è o no la sua funzione di trasferimento: questa distinzione è fondamentale nel caso di circuiti che elaborano segnali analogici, come gli amplificatori, perché un circuito non lineare introduce gravi alterazioni nei segnali in transito attraverso di esso. Nel caso di circuiti che non elaborano segnali in ingresso, come gli oscillatori, la linearità o meno del circuito si riferisce al funzionamento del circuito e non alla funzione di trasferimento in senso proprio. Classi di circuiti elettronici:
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