Circoncisione

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La circoncisione è una pratica che consiste nell'asportare parte o la totalità del prepuzio del pene ed in genere anche parte o tutto il frenulo (frenulectomia). La parola circoncisione deriva dal latino circum ("attorno") e caedere (tagliare).

Il termine indica, più raramente, quelle mutilazioni genitali femminili, praticate sino a tempi recenti da alcuni popoli e, da alcuni, persino ora a scopo quasi esclusivamente rituale, che implicano la rimozione del prepuzio clitorideo, cioè una delle varie pratiche di escissione (o ablazione).

Indice

Significati socioculturali

Per approfondire, vedi la voce Circoncisione rituale.

La circoncisione in medicina

La circoncisione è in genere usata nella medicina di cultura dominante occidentale per cercare di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, quali le fimosi o le balaniti, cioè il restringimento dell'anello prepuziale, e le infiammazioni del glande. Viene talvolta praticata anche in caso di cancro al pene ed infezione delle vie urinarie. È fondamentale notare sin d'ora che tale pratica medica è più o meno frequente a seconda della cultura medica del paese di riferimento (ad esempio in America è utilizzata in gran lunga più di frequente, rispetto all'Europa, e spesso con finalità che vengono definite "preventive").

La rimozione del frenulo, anche se non fa parte dell'intervento vero e proprio di circoncisione, è talvolta eseguita contestualmente a quest'ultima in caso di fimosi per liberare più pelle nella zona del frenulo stesso, che costituisce la parte di cute del pene più erogena (nella maggioranza degli uomini) dopo il glande (che invece è propriamente costituito da mucosa).

La maggior parte delle operazioni per il trattamento della fimosi hanno esito positivo, portando ad un generale miglioramento della vita dell'individuo, rispetto a prima dell'intervento, consentendogli rapporti sessuali di migliore qualità.

L'intervento chirurgico lascia una cicatrice ma, se quest'ultimo è eseguito a regola d'arte nei primi anni di vita in ambienti adeguati, si riassorbe quasi sempre in breve tempo, senza lasciare eccessiva traccia della mano del chirurgo. Anche la masturbazione è possibile. In merito a questo, segnaliamo che di recente, per non intaccare eccessivamente la funzionalità che ogni pene dotato di prepuzio dovrebbe avere, alcuni chirurghi non suturano più la pelle con lo stile "teso" (lasciando il glande completamente scoperto anche con pene flaccido) ma con lo stile "libero", cioè prevedendo di lasciare un po' di pelle dell'originario prepuzio, proprio per il divertimento sessuale della coppia, o anche del singolo.

Pene circonciso (si noti il glande scoperto anche "a riposo")

La circoncisione praticata senza che vi siano problemi funzionali d'origine

Alcuni uomini decidono di farsi circoncidere per volontà propria (e non per problemi funzionali). La frenulectomia non è quindi praticata. Essi assicurerebbero di provare maggior piacere in quanto la zona del frenulo è più ampia e libera, e, sosterrebbero, più sensibile di prima.

Altri maschi decidono di farsi circoncidere soltanto perché desiderano disporre a piacimento del proprio corpo, modificandolo per scopi estetici. Alcuni ritengono, infatti, che un pene circonciso appaia più ordinato.

Dibattiti e contrasti circa la circoncisione

L'utilità della circoncisione, quando non strettamente finalizzata a risolvere evidenti problemi funzionali, è oggi più che mai oggetto di un acceso dibattito.

Sebbene alcune correnti di pensiero della medicina occidentale dominante abbiano diffuso alcuni studi a sostegno di questa pratica (a titolo d'esempio Schlossberger e al. [1]), le conclusioni di quegli studi non sono del tutto convincenti. Nel caso di studio appena citato poi, esse sono molto relative, in quanto riferibili al contesto in cui è stato fatto, ossia dove la cultura dominante prevede la circoncisione più per tradizione diffusa che per reale e contingente necessità di ciascun soggetto cui è praticata.

Per quel che sappiamo, non esistono studi di questo genere sufficientemente ampi effettuati in Europa, dove la tradizione della circoncisione non è diffusa come negli Stati Uniti e dove probabilmente si giungerebbe a risultati differenti.

Alcuni maschi sono, in modo più o meno manifesto, insoddisfatti della circoncisione: essi lamentano la perdita di tessuti fortemente erogeni che lasciano spesso posto ad una antiestetica cicatrice, poca maneggevolezza del pene, "scomodità" e difficoltà masturbatorie, eccessiva perdita di sensibilità del glande (che, rimanendo sempre scoperto, non è più protetto ad esempio dallo sfregamento sugli indumenti) con conseguente difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Vi sono periodi refrattari maggiori (quindi diminuita potenza sessuale) anche perché diventa spesso necessaria una forte stimolazione dei tessuti che, fortemente "stressati", possono arrivare a rendere dolorosi e frustranti anche i rapporti sessuali penetrativi, oltre che la masturbazione.

In relazione a quanto appena detto, dobbiamo osservare, però, che questi problemi non sono presenti in tutti i maschi circoncisi, perché strettamente correlati alla tecnica chirurgica utilizzata, all'attenzione ed esperienza del chirurgo, e al momento della vita del maschio nel quale è praticata, cioè in periodo perinatale, a sviluppo psico-fisico in corso, oppure ultimato.

Ci si interroga anche sulla liceità del praticare la circoncisione nei neonati, che da adulti si trovano così un corpo mutilato per altrui volontà, diverso dagli altri (ovviamente quest'ultimo caso riguarda paesi in cui la cultura della circoncisione non è predominante, come l'Italia) e non integro, senza essere stati partecipi di questa scelta irreversibile riguardante una parte del loro corpo. Da segnalare, in proposito, che un tribunale Finlandese ha dichiarato la circoncisione maschile infantile illegale, a meno che non si operi per fini strettamente terapeutici

Stesso discorso è applicabile quando, in occasione di interventi chirurgici generici sul pene, per i quali il paziente ritiene di sottoporsi alla sola correzione del problema presente (ad esempio correzione del pene curvo), si ritrovi invece, risvegliatosi dal sonno anestetico, la sorpresa di un pene mutilato del prepuzio e di preziosi tessuti erogeni. Questo accade perché non sempre la procedura del consenso informato, per come è posta in atto attualmente, consente al paziente di sapere che il chirurgo ha, a volte, come preferenza personale, anche in questo tipo di interventi in cui non è indispensabile, l'abitudine di circoncidere.

Il successo della circoncisione nella pratica medica occidentale, nei casi in cui non è strettamente indispensabile (come quelli citati nella prima parte di questo articolo) è legato probabilmente ad alcune circostanze concomitanti che negli Stati Uniti contribuirono ad accrescere il favore da parte di medici e genitori nei confronti della pratica. Basti pensare ad esempio a come alcune ricerche risalenti intorno al 1890 mostrassero effetti benefici a seguito della rimozione del prepuzio, ritenuto in qualche modo legato ad asma, epilessia, disfunzioni erettili, insonnia. Poi, questa apparentemente curiosa correlazione, venne meglio spiegata: il prepuzio di cui si parlava era quello fimotico e le problematiche appena citate erano la somatizzazione di problemi psicologici derivanti da poca libertà d'azione sessuale determinata appunto dalla fimosi.

Via via guadagnò credibilità anche una corrente di ricerche che mostravano una minore incidenza di cancro al pene ed alla prostata nei circoncisi. Ma, posto come vero che l'aumentata incidenza del cancro nei non circoncisi derivi da scarsa igiene, viceversa una buona igiene del glande (per rimuovere ad esempio lo smegma) nei maschi non circoncisi sarebbe sufficiente per renderli praticamente tali e quali ai circoncisi per ciò che riguarda i rischi di cancro al pene ed alla prostata. Sarebbe oggi forse più ragionevole agire sull'educazione sanitaria dei maschi che sull'anatomia del loro pene.

Un ulteriore punto di vista viene fornito da alcuni rappresentanti del Movimento in Difesa della Laicità come Valore Universale. Si possono infatti individuare evidenti analogie fra la circoncisione maschile e l'escissione del clitoride nella donna (infibulazione), una pratica ancora molto diffusa nell'Africa subsahariana.

Secondo questi studiosi, quando questi interventi vengono effettuati per motivi di tradizione o per precisi precetti di origine religiosa, il fine ultimo è quello di diminuire, quando non annullare definitivamente, il piacere dell'atto sessuale.

Esisterebbe però una differenza fondamentale.

Mentre la pratica sulla donna sembrerebbe un'ulteriore forma di affermazione del primato maschile in cui si forza la natura della compagna ad uno stato di rinuncia forzata al piacere, l'intervento sui genitali maschili sembra avere una valenza diversa. Il diminuito piacere, nel maschio, sarebbe, secondo alcune credenze religiose, la base su cui costruire una vita fondata su nuovi valori, quali il commercio, gli affari e l'accumulo di beni materiali o di potere politico o religioso.

È però evidente in tale visione un sottofondo di razzismo: i rappresentanti di questo movimento infatti indicano "valori" che sono piuttosto le tradizionali caratteristiche individuate dall'antisemitismo classico come peculiarità degli ebrei. In realtà la circoncisione assume un valore diverso a seconda della precisa tradizione culturale in cui viene praticata e non è possibile stabilirne un significato universale.

Bibliografia

  • Wilhelm Reich. L'assassinio di Cristo: la peste emozionale dell'umanità. Milano, Sugar, 1972. ISBN 8871981073.
  • Malek Chebel. La circoncisione: dalle origini ai nostri giorni. Catania, De Martinis, 1993. ISBN 8880140043.
  • Muhammad Lutfi al-Sabbagh. Islamic ruling on male and female circumcision. Alexandria, World Health Organization, Regional Office for the Eastern Mediterranean, 1996. ISBN 9290212160.
  • Patricia Hidiroglou. Les rites de naissance dans le judaisme. Paris, Les belles lettres, 1997. ISBN 2251380353.
  • Comitato Nazionale per la Bioetica. Problemi bioetici in una societa multietnica: la circoncisione. Roma, Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 1998.
  • Geoffrey Bennington, Derridabase/Jacques Derrida, Circonfessione, Roma, Lithos, 2008.

Filmografia

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