Chitarra elettrica

Article on other languages:

del.icio.us del.icio.us
Digg Digg
Furl Furl
Reddit Reddit
Rojo Rojo
Add to OnlyWire
chitarra elettrica Epiphone Les Paul custom (solid body)

La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita dello strumento e convogliato in un apposito amplificatore affinché il volume dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni.

Indice

Tipi di chitarre

Per approfondire, vedi la voce Tipi di chitarra elettrica.

Le più diffuse chitarre del rock e dei generi affini, le solid body, non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (raramente di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglas e quant'altro). La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento. Esistono tre principali tipi di solid body: "Bolt-On Neck" ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), "Neck Through Body" ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e "Set-In-Neck" (o "Set-Neck") ("manico attaccato") cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: (Gibson Les Paul). I legni principalmente utilizzati sono: per il primo tipo, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il Neck Through, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il Set-Neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Ovviamente è solo una vaga generalizzazione, esistono infatti tantissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.

Buca ad "effe" in una chitarra semi-hollow.

La chitarra acustica invece presenta una cassa di risonanza con due tradizionali fori di espansione a forma di F posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino. Alcune chitarre semi-acustiche presentano un foro (buca o rosa) tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc. La ricerca di un compromesso tra le sonorità calde delle semiacustiche e il migliore controllo delle risonanze indesiderate agli alti volumi delle solid body ha dato poi origine a un sottotipo delle semi-acustiche, le cosiddette "semi-hollow". Queste chitarre adottano un corpo di minore spessore in cui, al posto di un'unica cassa, sono presenti due casse di ridotta entità ai lati mentre la parte centrale del corpo è in legno pieno.

L'uso delle chitarre semiacustiche a cassa interamente vuota (archtop) è prevalente nella musica jazz, mentre le chitarre a cassa parzialmente piena hanno trovato terreno fertile nel rock and roll e nel blues.

Origini

La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l'esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono. Con la nascita di orchestre jazz e blues, ci si rese conto del problema della limitata amplificazione delle chitarre acustiche. Diversi costruttori cercarono di ovviare al problema costruendo strumenti che consentissero un volume maggiore, con una tonalità simile a quella della chitarra classica.

Lloyd Loar progettista alla Gibson dal 1920 al 1924 condusse i primi esperimenti mediante l'adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) ed iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra hawaiana elettrica chiamata frying pan guitar in due modelli A22 e A25.

Nel 1935 la Gibson inizia la produzione del modello ES 150, una chitarra con cassa di risonanza e aperture a "f" sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all'amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.

Evoluzione

Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall'altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l'effetto noto come "feedback acustico". La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall'amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione. Col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.

Nel 1937 Valentino Airoldi occupato come tecnico presso la centrale Stipel di Novara, iniziò ad armeggiare con vecchi ricevitori telefonici fino a costruire un dispositivo costituito da una calamita e da due bobine. Nel 1937 piazzò quel rudimentale rivelatore su un manico di chitarra senza cassa, allacciò i capi delle bobine alla presa "phono" della radio e dal cono uscì, come un primo vagito, il suono della neonata chitarra elettrica. Il dispositivo fu poi applicato anche a un mandolino, con i medesimi risultati. Come si può osservare nella foto qui riportata, l’Airoldi mostra una chitarra e un mandolino “solid body” con la data del giornale –La Gazzetta della sera- del 29, 30 settembre 1937: per questo si può dire che abbia anticipato i pur illustri colleghi d’oltreoceano. Questa invenzione non fu commercializzata nè sfruttata industrialmente e l'Airoldi si accontentò di continuare a suonare in osteria con gli amici.


Nel 1941 Les Paul crea per la Epiphone un prototipo, la The Log, che parzialmente limitava il problema del feedback. Lo strumento è sostanzialmente una chitarra acustica attorno a un blocco di legno massiccio: la prima chitarra semi solid. Questa idea fu ripresa e perfezionata dalla Gibson per il suo modello ES 335 TD.

Nel 1946 Paul Bigsby, estroso costruttore di motocicli passato a costruire chitarre, e Merle Travis, suo amico, costruiscono una chitarra molto innovativa. Anche se prodotto in modo classico, lo strumento presenta un corpo alto solo cinque centimetri, e un disegno molto originale sia del corpo stesso che della paletta. Il corpo, grazie ad un'asimmetria del disegno attorno al manico, permette di raggiungere agevolmente il ventesimo tasto, mentre la paletta monta chiavette per l'accordatura disposte solo sul lato superiore. Si risolvono quasi completamente i problemi di risonanze indesiderate. Inoltre, Bigsby introdurrà una ulteriore innovazione inventando un sistema che consente di agire sulla intonazione delle corde mediante una leva la cui corsa è contrastata da una molla. Nasce così il ponte tremolo (da non confondere con l'effetto tremolo, che è tutt'altra cosa).

Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. La Broadcaster, costruita inizialmente solo per presentare i propri amplificatori, attinge a molte delle innovazioni introdotte dalla chitarra di Bigsby e Travis, ma le fa sue migliorandole notevolmente. Il disegno del corpo e della paletta, anche se ispirato molto alla linea di Bigsby, è più sobrio e moderno, ma soprattutto più razionale. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.

Particolare del ponte di una Stratocaster

Nel 1953 Leo Fender crea la chitarra che diverrà nel tempo una pietra miliare del settore e più in generale della musica rock/blues: la Stratocaster. Solid body come la precedente, ha però un design capace di restare moderno nel corso dei decenni: i pick-up, single coil, sono tre e sono montati su un originalissimo battipenna sul quale sono alloggiati, oltre al selettore per scegliere il pick-up desiderato, anche tre potenziometri: uno per regolare il volume e due di regolazione tono. Altro fattore di grande importanza è la leva del tremolo, totalmente rivoluzionaria per quel tempo. A differenza delle altre dell'epoca poste tra l'attaccatura delle corde e il ponte, questa è un tutt'uno con il ponte stesso, evitando fastidiose scordature. Anche il ponte è innovativo, ogni corda appoggia su una sua "selletta" che dispone sia della regolazione in altezza sia in lunghezza, permettendo un'intonazione perfetta e una distanza delle corde dalla tastiera (action), personalizzabile.

La Stratocaster viene ancora prodotta ininterrottamente dal 1953. Oggetto di innumerevoli imitazioni e varianti, è ad oggi contemporaneamente un punto di partenza e il punto di arrivo dell'evoluzione delle solid body. La Stratocaster è una chitarra molto apprezzata per la sua versatilità, utilizzata intensivamente sia nel rock, sia in altri generi.

L'unica chitarra che ha potuto "competere" in termini di importanza e notorietà è la Gibson modello Les Paul del 1952. Stilisticamente degna della "rivale", si avvicina di più al disegno di Bigsby-Travis, ma ha forme più fluide e meno spigolose. Caratteristica saliente è l'uso di due pick-up humbucker, più potenti dei single coil e dalla timbrica più "nasale". Le regolazioni di tono e volume sono affidate ad una coppia di potenziometri e ad un selettore per miscelare il suono dei due pick-up. Il ponte non ha la leva del vibrato, la regolazione dell'action delle corde avviene con due ghiere poste ai lati che sollevano o abbassano tutte e sei le corde contemporaneamente. L'intonazione invece può essere regolata singolarmente corda per corda.

Lo strumento è rimasto sostanzialmente immutato rispetto le intuizioni di Leo Fender e Les Paul, lo sviluppo attuale verte principalmente sull'acquisizione e manipolazione del suono da parte dei pick-up. Il bisogno di dialogare con interfacce digitali come il MIDI ha portato alla creazione di pick-up esafonici e convertitori analogico-digitali in grado di tradurre il segnale analogico in segnale digitale con accuratezza. Ottenuto un segnale in forma digitale lo si può immettere in un generatore di suoni campionati (expander) per avere a disposizione una varietà strumentale virtualmente infinita. Quest'utilizzo dello strumento è però oggetto di critiche da parte di chi vede gli expander e i campionatori come strumenti che, permettendo la riproduzione di qualsiasi tipo di strumento registrato in precedenza, snaturalizzano e avviliscono le peculiarità tipiche della chitarra.

Il pickup esafonico della chitarra elettrica midi CASIO MG-510 (quello più vicino al ponte).

Qualità

La qualità di una chitarra elettrica è data da molti parametri. Innanzitutto se la chitarra è stata fatta a mano o è un prodotto in serie. Nel primo caso incide molto sulla qualità anche la capacità del Liutaio che la crea.

In secondo luogo la scelta dei materiali è molto importante sia per quanto riguarda il corpo, sia per quanto riguarda tastiera e manico: più il legno è pregiato e privo di nodi più la qualità dello strumento aumenta. I due legni più diffusi nella realizzazione delle chitarre eletriche sono il palissandro] e l'acero. Tuttavia oggi si stanno utilizzando nuovi materiali per la produzione del corpo come il plexiglas. Inoltre è importante il fatto che il corpo sia costruito con un solo pezzo e non con più parti incollate tra loro (tipico delle versioni economiche). Esistono inoltre chitarre il cui manico è un pezzo unico con il corpo.

Un altro fattore che incide sulla qualità dello strumento son la qualità dei componenti tecnici aggiunti come le qualità dei pick up, il ponte utilizzato, la presenza di un bloccatasti o di un tremolo di qualità nonché le meccaniche.

Tra gli altri fattori che determinano la qualità ci sono anche l'equilibratura (capacità dello strumento di tenere una posizione comoda una volta indossata) e la verniciatura. Tra le più famose c'è quella della Fender USA, conla fascia pu esterna nera che va a sfumare verso colori lignei verso il centro, molte volte accompagnati da un bordo bianco crema dello spessore di circa mezzo centimetro.

Effetti

Al suono prodotto dalla chitarra elettrica vengono spesso applicati effetti che alterano il suono e lo rendono più adatto al genere musicale eseguito. Fra questi l'overdrive e la distorsione, molto apprezzati nel rock, nella pop music e solo l'ultima onnipresente nell'heavy metal e negli stili affini. Spesso ai precedenti si associa il pedale wah-wah, molto in voga negli anni 60-70. Fra gli altri effetti applicati con successo alla chitarra elettrica, si possono citare delay, riverbero, chorus, flanger, phaser, octaver, pitch shifter che vanno inseriti quasi esclusivamente nel "Loop Effetti" dell'amplificatore (il "Loop Effetti" o la "Mandata e Ritorno" si colloca tra preamplificatore e finale di potenza); questi tipi di effetti sono sconsigliati in una mandata e ritorno di tipo "seriale", sono altrettanto consigliati se il proprio amplificatore dispone di una mandata e ritorno in "Parallelo". Anche alcuni processori dinamici come il compressore e il noise-gate vengono applicati al segnale della chitarra per modificare l'inviluppo del suono.

Tecniche

Nonostante la presenza di un gran numero di effetti dei più svariati tipi, l'abilità del chitarrista resta l'elemento più importante nell'esecuzione delle varie tecniche, divenute nel corso del tempo parte integrante dell'istruzione musicale di coloro che si avvicinano a questo strumento. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato (musica), hammer on e pull off, il tapping, il Pinch Harmonics e lo sweep-picking.

Marchi Principali

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica

This article is from Wikipedia. All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License.


Giant Panda

Mercedes Car
James Bond Guide
This site monitored by SitePinger.net