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Cesare Amè (Cumiana, 1892 – 1983) è stato un generale e agente segreto italiano. CarrieraSottotenente di fanteria nel 1912, durante la prima guerra mondiale è un addetto presso gli uffici ITO delle armate. Dopo questa prima esperienza di intelligence che gli frutta due medaglie di bronzo ed una d'argento al valore militare, entrò nel 1919 nel Servizio Informazioni nel 1919, sotto Attilio Vigevano. Compie poi una carriera tutta interna al Servizio Informazioni Militare: prima al centro di Torino, poi capocentro di Vienna e Budapest (con la copertura di direttore dell'ENIT). Colonnello nel 1937, è vicecapo SIM dal 1° gennaio 1940 e capo dal 20 settembre. Generale di brigata dal 1942. Di lui sono alterne le valutazioni: da una parte vi è l'ammirazione per la paziente opera riorganizzativa di un Servizio che inizialmente è stato parcellizzato e diluito, con la creazione di SIS, SIA, SIE e CSMSS. Al contempo furono eccellenti le azioni volte alla raccolta di informazioni, all'analisi delle situazioni strategiche, politiche ed economiche, ed al "rivoltamento" di reti straniere in Italia. Dall'altra parte si sa che la sua personale posizione fu ambigua nei mesi immediatamente antecedenti il 25 luglio 1943, al punto che i "congiurati" lo tennero all'oscuro di quanto stava per avvenire. Nel famoso incontro del 3 agosto 1943 al Lido di Venezia, con il collega tedesco ammiraglio Wilhelm Canaris mantenne una posizione molto prudente nei confronti dei tedeschi. Questa ambiguità portò Pietro Badoglio a decidere il suo allontanamento il 18 agosto del 1943, con l'approssimarsi della firma dell'armistizio di Cassibile. Al suo posto giunse, quale commissario, il generale Giacomo Carboni, già suo predecessore e superiore diretto. Viene quindi destinato a comandare la divisione militare di Lubiana. Amé muore nel 1983. Opere
OnorificenzeMedaglia di argento al valor militare — 1915-1918Medaglia di bronzo al valor militare — 1915-1918Medaglia di bronzo al valor militare — 1915-1918 |
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