Centro direzionale di Napoli

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Coordinate: 40°51′25″N 14°16′55″E / 40.856990, 14.282045

Il Centro direzionale di notte

Il Centro direzionale di Napoli (o CDN) è l'insieme di quei moderni grattacieli che, sorti nel quartiere di Poggioreale, a ridosso della Stazione Centrale di Napoli, costituiscono un'intera cittadella. Progettato dall'architetto giapponese Kenzo Tange, l'intero complesso è stato completato nel 1995.

Indice

La storia

Vista diurna del Centro direzionale

Le origini del Centro devono farsi risalire alla metà degli anni 60, quando il comune di Napoli individuò un'area industriale dismessa, dell'estensione di circa 110 ettari, per la costruzione di un nuovo quartiere da adibire prevalentemente ad uso uffici; ciò anche nell'intento dichiarato di decongestionare il traffico del centro cittadino.

Dopo numerosi progetti, nessuno dei quali definitivamente approvato, nel 1982 il tutto venne affidato al famoso architetto giapponese Kenzo Tange. Circa tre anni dopo la presentazione del suo progetto, si avviarono i cantieri.

La costruzione dei grattacieli venne affidata ad architetti di fama internazionale: tra gli altri, Renzo Piano disegnò il palazzetto dell'Olivetti, Massimo Pica Ciamarra, affiancato da un team di architetti qualificati, si occupò delle due Torri ENEL, e Nicola Pagliara progettò le Torri del Banco di Napoli oltre che il Palazzo dell'Edilres.

La struttura

La grande fontana collocata all'ingresso del Centro direzionale

La struttura è caratterizzata dall'ampio asse viario posto al centro del complesso sul quale si susseguono piazze di varie forme (circolari, quadrangolari, ecc.) e dimensioni, alcune delle quali munite di fontane.

Al di sotto di detta via principale sono ricavati numerosi parcheggi, scale mobili e vere e proprie arterie serventi il traffico veicolare colleganti la parte più periferica del complesso architettonico con il centro della città. Non manca una chiesa con forme avveniristiche.

La Torre Telecom Italia, con i suoi 129 metri d'altezza, rappresenta l'edificio abitabile più alto d'Italia, superando di circa due metri il precedente longevo primato detenuto dal milanese grattacielo Pirelli, alto 127 metri[1].

Visto dalla collina del Vomero l'intero complesso conferisce al panorama della città un'aria piuttosto particolare per l'inevitabile contrasto esistente tra le antichità del centro storico di Napoli e la modernità dei grattacieli che si ergono imponenti sullo sfondo del Vesuvio.

Al suo interno, nei piani sotterranei, sorge la stazione Napoli Centro Direzionale della ferrovia Circumvesuviana, ubicata sulla linea Porta Nolana - Nola - Baiano. E' in fase di progettazione un'ulteriore fermata della linea 1 della metropolitana.

Nel prossimo futuro si vorrebbe espandere questo immenso complesso. Il nuovo settore presenterà un sistema urbanistico non dissimile da quello attuale, con la previsione di servizi per l'intrattenimento ed aree verdi, tra cui un laghetto posto nel parco, dotato di chalet, una piscina coperta e attrezzature sportive all'aperto.

I grattacieli

Torre Telecom Italia 129 metri
Torre ENEL I 122 metri
Torre ENEL II 122 metri
Torre Francesco 118 metri
Torre Saverio 118 metri
Consiglio Regionale Campania 115 metri
New Courts Law Tower A e B 109 metri
Edificio Eni-Italgas 88 metri
Giunta Regione Campania 88 metri
Holiday Inn Hotel 82,6 metri
Edificio E3 75 metri
Banco di Napoli I 70 metri
Banco di Napoli II 70 metri

Aspetti positivi

  • Il centro costituisce una delle più estese e importanti opere cittadine realizzate negli ultimi decenni. Ispirato alle idee di Le Corbusier, rappresenta un primo positivo esempio di separazione netta tra traffico automobilistico sotterraneo e area pedonale superficiale.
  • L'intero complesso conferisce una nota di rinnovamento e modernità alla città, rivitalizzandone lo "skyline" e rappresentando, ad oggi, il più esteso e imponente agglomerato urbano di grattacieli italiani.
  • L'intera zona è divenuta un nucleo attrattivo nei confronti di imprese che possono efficacemente interfacciarsi tra loro in un'unica complessa struttura ad esse dedicata.

Critiche negative

  • Il centro direzionale di Napoli è criticato da più parti, e dagli stessi abitanti di Napoli per il degrado della sua area sottostante e per la scarsa illuminazione. Recenti studi hanno dimostrato inoltre che tutta l'area del centro sprofonda di qualche centimetro ogni anno a causa della presenza di falde acquifere che tuttavia non dovrebbero compromettere la stabilità delle strutture. Errori nel progetto si palesarono anche in fase di costruzione, con la scelta di materiali difficili da far arrivare in cantiere e con errori di progettazione degli edifici.
  • I palazzi troppo alti hanno causato interferenze televisive per le case circostanti
  • Il cantante comico e satirico napoletano Federico Salvatore nella sua canzone "Se io fossi San Gennaro" definisce il centro direzionale di Napoli "un orinale" e "un infarto nella storia" composto da "grattacieli di dolore", opera di un "costruttore che ha perduto la memoria".

Note

  1. ^ [1]

Sito Internet

Voci correlate

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