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La battaglia dell'Eurimedonte fu una doppia battaglia, terrestre e navale, vinta dai greci contro i persiani nel 466 a.C. (ma la data è incerta).
Forze in campoLa battaglia fu combattuta dagli equipaggi della flotta della lega delio-attica, composta da circa 200 navi ateniesi più le 100 provenienti dalle città alleate, comandata dallo stratego Cimone, e dai soldati e marinai di una flotta persiana di circa 350 navi (80 delle quali provenienti da Cipro). Il comando delle forze persiane è attribuito, con qualche incertezza, ad Ariomande. PremesseDopo le vittorie di Salamina e Platea, Sparta ritornò a prendersi cura del Peloponneso, dove regimi democratici mettevano in discussione il suo predominio aiutati dai contrasti tra eforato e monarchia, mentre Atene e altre città greche fondarono la lega delio-attica per difendersi dai persiani, liberare i territori greci governati dall'impero achemenide e contrapporsi allo strapotere strategico della lega peloponnesiaca. Ebbe così inizio una serie di spedizioni navali contro la costa occidentale della Turchia, per continuare l'opera di liberazione delle poleis elleniche, abbandonata da Pausania per fini puramente personali. SvolgimentoSotto il comando di Cimone, ben presto la lega prese il controllo del mar Egeo occidentale, ma è solo dopo il 470 a.C., che viene organizzata una campagna per la liberazione delle città a sud di Mileto. Nel 468 infatti radunata una flotta di 200 triremi, a cui Diodoro aggiunge altre 100 navi ioniche degli alleati non aderenti alla lega. La flotta greca, le cui navi vennero modificate per ospitare un numero di opliti superiore, spazzò via tutte le guarnigioni costiere fino ai confini del mondo greco, la città di Faselide in Licia, una colonia dorica con un interessante scacchiere marino dove ingaggiare battaglia. I persiani lasciata la Caria e la Licia, rafforzarono le posizioni a est in Panfilia e Cilicia. Fatto ciò, Serse I inviò una flotta di 350 navi da guerra, la quale attraccò a Eurimendonte, in attesa di 80 vascelli provenienti da Cipro. Non vedendole arrivare, il loro comandante Ariomande decise di tirare le navi a secco, per proteggerle meglio con l'aiuto dell'esercito. Forse un attacco improvviso sorprese le operazioni persiane che ammarata la flotta se la videro annientare presso la foce dell'Eurimedonte. La battaglia proseguì sulla spiaggia dove alla fine prevalsero gli opliti greci. ConseguenzeDopo questa battaglia lo stato di belligeranza continuò tra i due schieramenti, ma senza incappare in scontri significativi, forse grazie anche alla pace di Callia, ma le fonti sono confuse al riguardo. Certo che la potenza persiana nel Mar Egeo subì un durissimo colpo e i rapporti con Atene cambiarono. La talassocrazia ateniese e la presenza di un condottiero come Cimone indussero il re dei re a trattare i greci con maggiore attenzione su un piano di pari dignità. Bibliografia
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